Fabrizio Di Ernesto

Argentina, Macri vince le elezioni di medio termine. Per la Kirchner ultima chiamata

Maurizio Macri vince le elezioni di medio termine. Per la Kirchner ultima chiamata. Questo il sintesi il risultato delle elezioni di medio termine in Argentina.

Il voto, che riguardava il rinnovo di un terzo del Senato e metà della Camera bassa ha segnato la vittoria del partito “Cambiemos” del presidente in carica mentre l’ex prima donna del paese ha vinto la sfida del suo colleggio ed ha ottenuto un seggio parlamentare anche se i rusltati per i peronsiti sono stato molto deludenti.

In virtù di questi risultati Macri può ragionevolmente sperare un una conferma alla presidenza nel 2019 mentre Cristina Kirchner potrebbe decidere di candidarsi alle presidenziali anche se numeri alla mano deve recuperare molto terreno.

La coalizione di centro destra, al potere in Argentina da dicembre 2015, dispone attualmente solo di una maggioranza relativa, ma è riuscita a governare grazie all’alleanza con altre forze politiche. Secondo le ultime proiezioni, nella prossima Camera bassa del Congresso disporrà invece di 108 seggi (rispetto agli 87 precedenti), privando l’opposizione della maggioranza di due terzi che permette di bloccare le riforme di Macri. Il blocco peronista dovrebbe restare a 145 seggi.

Nei due annid i presidenza Macri l’Argentina ha visto il riabssarsi di tutti gli indicatori economici anche se il presidente ha portato avanti tutta una serie di misure ultra liberiste che hanno ottentuo il plauso degli Usa e della Ue e, a sopresa, della popolazione che nonostante le difficoltà nell’arrivare a fine mese sembra voler voltare le spalle al peronismo che tanto ha fatto negli anni passati per il rilancio del paese dopo il clamoroso crack economico del 2002.

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Russia auspica ritiro armi nucleari statunitensi dall’Europa

La Russia auspica il ritiro delle armi nucleari statunitensi schierate in Europa in seguito alla II Guerra Mondiale e all’espansione della Nato.

A dirlo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov parlando nel corso della conferenza di Mosca sulla non-proliferazione nucleare. “Abbiamo sempre sostenuto il ritiro delle armi nucleari statunitensi sul territorio nazionale, insieme alla fine delle cosiddette missioni congiunte della Nato”.

Lavrov ha spiegato che in conseguenza del dispiegamento degli armamenti vengono diffuse anche le competenze all’utilizzo di armi nucleari tra i membri dell’Alleanza atlantica che non ne dispongono.

Atualmente in Europa ci sono circa 500 testate nucleari statunitensi, un centinaio circa nel nostro paese.

Nell’ambtio di un aggiornamento delle testate arriveranno a breve in Italia le nuove testate nucleari che gli Usa hanno depositato nelle basi di Ghedi torre, nel bresciano, ed Aviano, in provincia di provincia di Pordenone.

Il Pentagono ha già effettuato i primi test della bomba nucleare tattica B-61-12 come confermato da una nota congiunta a firma del DOE / NNSA, Department of Energy’s National Nuclear Security Administration e dell’Air Force.

I test saranno ultimati nel 2019, quindi la produzione degli ordigni entrerà nel vivo e sarà compretata 2025. Secondo le stime della Difesa Usa queste bombe dovrebbero rimanere in servizio almeno fino al 2050.

Principale caratteristica di questo nuovo ordigno quello di essere molto più precise rispetto alle precedenti, entrate in servizio nel 1968.

Le nuove bombe sono destinate a rifornire 6 delle circa 500 basi militari Usa e Nato nel vecchio continente; nello specifico saranno dislocate in Belgio, nella base di Kleine Brogel, in Germania a Buchel, in Italia ad Aviano e Ghedi, in Olnada nella base di Volkel e nella base turca di Incirlik anche se l’avvicinamento politico e diplomatico avvenuto tra Russia e Turchia potrebbe portare il Pentagono a rivedere i propri piani. In totale saranno dislocate in Europa circa 500 testate.

L’utilizzo di queste testate è permesso solamente al personale statunitense di stanza in queste basi come stabiliti dai singoli trattati sigalti dagli Usa con ogni paese.

Per il loro utilizzo sarà indispensabile il Permissive Action Links Un, ovvero un apposito dispositivo elettronico che attiva l’arma nucleare soltanto dopo l’immissione dei codici corretti. Il two-person concept impedisce l’uso accidentale di armi nucleari. Sono necessari due diversi codici inseriti in sequenza o contemporaneamente, periodicamente aggiornati dal National Military Command Center, per armare qualsiasi tipo di arma nucleare statunitense.

Domenica argentini alle urne per elezioni medio termine

Domenica prossima, il 22 ottobre, gli argentini saranno chiamati alle urne per le elezioni di medio termione che permetterà il rinnovo di parte del Congresso di Buenos Aires. Si tratta di un test molto importante per il presidente Mauricio Macrì che per vincere le scorse elezioni aveva promosso mari e monti agli argentini e che poi ha perso gran parte del sostegno della popolazione per via delle sue politiche ultraliberiste che hanno tentato di cancellare l’eridita di Cristina Fernandez Kirchner.

Tra i seggi più importanti quello della provincia di Buenos Aires contesa tra l’ex presidente Crsitina Kirchner ed Esteban Bullrich che secondo alcuni sondaggi sarebbe in leggero vantaggio.

Ovviamente la Kirchner cerca i voti nell’area peronista puntando sul malcontento della popolazione per le politiche antiperoniste di Macri e soprattutto in vista delle presidenziali del 2019 alle quale potrebbe decidere di parteicpare se vincesse la sfida per questo seggio.

Macri è diventato presidente dell’Argentina nel dicembre 2015 ed in questi due anni tutti gli indicatori economici del paese sono in ribasso e per molti il paese potrebbe precipitare di nuovo nel baratro della crisi economica del 2002.

Da Germania stop ad addestramento truppe Peshmerga

La Germania ha annunciato la volontà di sospendere l’addetsramento dei combattenti curdi Peshmerga. La decisione è stata presa in seguito alle crescenti tensioni nella zona di Kirkuk in seguito al referendum con cui i curdi hanno votato in favore dell’indipnedenza.

Ad annunicare la decisione il generale Volker Wieker, capo di Stato maggiore delle forze armate tedesche, che ha preciso di averla presa in accordo con il ministro della Difesa, Ursula von der Leyen.

Dal 2015 Berlino, tramite la presenza di 150 militari ha sostenuto e aiutato le forze Peshmerga con armi e attrezzature militari nella lotta contro lo Stato islamico (Is). Lo scorso 16 agosto, la Germania ha consegnato 70 tonnellate di armi – 500 fucili, 100 razzi a spalla e tre veicoli blindati – alle autorità del Kurdistan iracheno. Nella prima fase l’assistenza militare tedesca ha garantito armi a oltre 4.000 forze Peshmerga, inclusi 4.000 fucili da battaglia G-3, un milione di munizioni, 4.000 pistole semiautomatiche P1, 500.000 proiettili, 20 sistemi anti-carro Milan, 300 missili anti-carro, 100 bazooka, 5.000 granate e 50 veicoli militari.

Le autgorità tedesche, tramite una telefonata al premier iracheno Haider al Abadi, hanno ribadito il sostegno al paese sia nella lotta contro il terrorismo sia in merito all’unità territoriale del paese, con il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, che ha ricordato come l’Europa aveva messo in guardia il presidente cirdo Masoud Barzani sulla possibilità di perdere il sostegno tedesco ed europeo se le autorità crude avessero deciso di andare avanti sulla strada referendaria.

Novità nel mondo D.P.I., arriva la tuta da lavoro che segnala il livello di protezione

Un semplice sensore potrebbe cambiare il mondo D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale). Nel corso della A+A di Düsseldorf, la più importante fiera internazionale dedicata al tema della sicurezza sul lavoro che si aprirà il prossimo 17 ottobre per chiudersi il 20, sarà infatti presentata una tuta interattiva che, grazie ad un sensore, rileva lo stato di conservazione dell’indumento per assicurarne l’efficacia protettiva.

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Venezuela al voto per elezione 23 governatori

Domenica i venezuelani saranno alle urne per eleggere i 23 governatori degli stati che compongono il paese indiolatino. Un appuntamento molto importante anche per capire i rapporti di firza tra il presidente Nicolas Maduro e le opposizioni.

L’alta astensione che si prevede potrebbe rendere più difficile la lettura del risultato anche se è in dubbio che un successo di misura, se non addiritttura una sconfitta, dei candidfati governativi potrebbe riaccendere le polemiche a Caracas e rimettere in discussione il presidente Maduro. Posta in palio molto alta anche per le opposioni sempre più divise tra loro ed ormai in evidente difficoltà.

All’interno del variegato e sempre più frammentato fronte anti-Maduro, ha fatto scalpore la scelta di Acción Democrática di partecipare alle elezioni in un contesto in cui gran parte dell’opposizione spinge per il non voto. La partecipazione degli adecos alle elezioni è stata fortemente contestata in senso alla Mesa de la Unidad Democrática, che la vede come una legittimazione del governo bolivariano. Al tempo stesso, la Mud è nell’occhio del ciclone, divisa tra coloro che sono favorevoli a recarsi alle urne ed un vasto movimento di contrari, tra cui il gruppo denominato Resistencia, tra quelli più propensi ad azioni di forza.

Negli ultimi mesi il Venezuela è piombato in una grave crisi economica e politica che rischia di avere forti ripercussioni sul voto.

L’inflazione e l’aumento indiscriminato dei generi di prima necessità potrebbero rappresentare un incentivo a votare contro i candidati bolivariani.

Per le parti sarà un’occasione per contarsi in vista di una primavera che si preannunca infuocata, soprattutto se gli Usa torneranno ad intromettersi nella politica della regione indio-latina.

Smartphone Rugged, cresce la richiesta dei consumatori

Continua a crescere il mercato degli smartphone rugged che non rappresentano più una piccola nicchia ma stanno diventando un segmento sempre più grande in un mercato globale che invece assiste ad un calo delle vendite.

Gli esperti infatti hanno notato che se la domanda di smartphone nel mercato di massa continua ad essere indirizzata verso dispositivi sottili e dal display curvo e bezel-less, i clienti che necessitano di soluzioni più robuste e resistenti si stanno orientando verso la scelta di smartphone consumer caratterizzati da design rugged.

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Usa e Sud Corea hanno svolto esercitazioni missilistiche congiunte

Usa e Corea del Sud hanno tenuto ieri, in gran segreto, un’esercitazioni missilistica congiunta nella penisola coreana. In base a quanto riferisce la stampa locale sarebbero state lanciate due bombe a lungo raggio degli Stati Uniti.

Il test sarebbe stato effettuato nell’ambito di un programma di rotazione delle attività militari strategiche statunitensi in Corea del Sud. Le esercitazioni congiunte Usa-Corea del Sud si sono tenuto dopo che ieri, alla Casa Bianca, è stato affrontato il problema relativo alla crisi nordcoreana dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal team di sicurezza nazionale.

La notiia ha ovviamente ridato fuoco alle polemiche tra Seul e Pyongyang dopo che nei giorni scorsi la Sud Corea aveva accusato i vicini di aver condotto un attacco hacker che avrebbe permesso di trafugare un gran numero di documenti militari classificati subìto da Seul, inclusi l’ultima versione del piano per le operazioni congiunte Corea del Sud-Usa in tempo di guerra e un piano emergenziale dei due paesi per decapitare la leadership di Pyongyang.

In merito alla vicenda hanno preso posizione anche a Washington anche se il colonnello dell’Esercito Rob Manning, ha rifiutato di confermare ufficialmente il furto dei documenti, che ha definito “una questione di intelligence”.

L’innovazione secondo Axis – dalle Smart City alle infrastrutture critiche, passando per il retail

Nel corso dell’evento “The Axis Way”, tenutosi a Milano il 21 settembre scorso, abbiamo avuto il piacere di incontrare diversi rappresentanti dell’azienda che ci hanno illustrato le peculiarità di Axis, il posizionamento sul mercato e le sfide che sono pronti a raccogliere per essere sempre più competitivi.

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Venezuela, Maduro punta a riprendere il dialogo con l’opposizione

Riprendere il dialogo con l’ooposizione. Questo l’auspicio del presidente venezuelano Nicolas Maduro dopo che le violenze che nei mesi scorsi avevano infiammato il paese, con il preciso intento di destabilizzare il governo, si sono palcate.

Secondo le intenzioni del primo mandatario di Caracas il dialogo potrebbe riprendere già durante questa settimana e che si tratta di definire gli ultimi punti di un accordo riguardo al quale esiste un consenso del 95% fra le parti.

Per quanto riguarda gli incontri già tenuto con i principali esponenti del Mud, il partito di opposizione, Maduro ha espresso ottimismo “l’accordo è vicino ma i dettagli si sapranno solo quando sarà il momento opportuno”.

L’ottimismo di Maduro riguardo al dialogo politico non è pero condiviso dall’opposizione. La settimana scorsa Luis Florido – coordinatore dell’opposizione per la trattativa – ha indicato che “al momento attuale siamo ben lontani perfino dall’inizio di un processo di negoziazione serio, per colpa del governo, per cui possiamo dire che non si è andato avanti nemmeno di un centimetro, e siamo dunque allo 0%”.

Dopo mesi di forti violenze nel paese indiolatino sembrano essersi attentuate le violenze anche perché gli Usa, fortemente interessati alla destalizzazione di Caracas, in questo momento sono alle prese con il probelma legato alla Corea del Nord ed alla volontà del presidente Donald Trump di rivedere, se non cancellare del tutto, l’accordo sul nucleare iraniano.