Fabrizio Di Ernesto

Covid-19: Iran produrrà vaccino con Cuba

L’Iran produrrà il vaccino anti Covid insieme a Cuba. Lo ha spiegato il dottor Homayun Sameyah, membro della Commissione sanitaria dell’Assemblea consultiva islamica dell’Iran, assicurando che sarà pronto entro pochi mesi.

“Sono felice e soddisfatto di questa cooperazione”, ha affermato Sameyah, che ha ribadito come l’unità e la solidarietà sono vitali per combattere gli impatti che la pandemia di coronavirus ha lasciato nel mondo.

Lo scienziato ha sottolineato che l’Istituto Pasteur dell’Iran ha confermato che le prime due fasi delle sperimentazioni cliniche del vaccino sono state effettuate a Cuba, mentre la terza fase sarà condotta a Teheran.

Sameyah ha spiegato che i sanitari iraniani hanno prodotto sei vaccini contro Covid-19 e ha riconosciuto il sostegno dell’Esecutivo per contribuire allo sviluppo scientifico per combattere la pandemia.

Il Finlay Vaccine Institutes di Cuba e l’iraniano Pasteur hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per il trasferimento tecnologico nella produzione del vaccino anticovid-19, Soberana-02.

“Cuba e Iran hanno una lunga storia di cooperazione nel settore delle biotecnologie. In particolare, la collaborazione tra il Finlay Vaccine Institute e l’Istituto Pasteur sul vaccino contro il Covid-19 si basa su una relazione strategica nel campo della ricerca e dello sviluppo delle tecnologie vaccinali”, sottolinea una nota diffusa dall’istituto di ricerca cubano.

Haiti verso il caos

Ad Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, la situazione è sempre più drammatica dopo l’omicidio del presidente Jovenel Moise e della moglie, tanto che ora la nazione centroamericana sta precipitando nel caos.

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Uruguay negozierà accordi con paesi extra Mercosur

L’Uruguay ha annunciato che nell’ambito della 58sima Riunione Ordinaria del Consiglio del Mercato Comune (CMC) del Mercosur – Stati Parti e Bolivia, avvierà negoziati con paesi che non fanno parte di questa organizzazione per giungere ad accordi commerciali senza che questi siano stati approvati dagli stati membri.

Un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Montevideo ha spiegato che l’impegno del paese indiolatino nell’ambito del Mercosur è quello di “difendere la modernizzazione del blocco, attraverso un’agenda di negoziati esterni sostanziale, agile, dinamica, flessibile e permanente”.

Motivando la propria posizione la autorità uruguage hanno insistito sul fatto che nell’incontro la riduzione della tariffa esterna comune non è stata approvata, nonostante le sue proposte; a sua volta, il ministero degli Esteri argentino ha precisato di aver avuto esaurienti colloqui e discussioni su tale regolamento.

I colloqui sull’allentamento del blocco economico vanno avanti da un po’ di tempo; lo scorso 11 giugno il Segretario per le Relazioni Economiche dell’Argentina, Jorge Neme, ha specificato che per quanto riguarda l’agenda esterna del Mercosur questo deve essere sostenuto nell’articolo uno del Trattato di Asunción, dove si specifica che i negoziati con paesi terzi e blocchi regionali vanno svolti all’unisono.

Cile: si apre oggi Assemblea Costituente

Si aprono oggi in Cile i lavori dell’Assemblea Costituente chiamata a redigere la nuova Carta Costituzionale che andrà a sostituire quella voluta dal dittatore atlantico Augusto Pinochet.

Sono 155 i deputati eletti a maggio chiamati a questo compito.

Tutti sono concordi nell’affermare che il nuovo testo sarà profondamente diverso da quello attualmente in vigore anche perché la maggior parte dei deputati sono di estrazione progressista e 17 di questi sono rappresentanti delle popolazioni indigene, in particolare mapuche e aymara.

I lavori della Costituente dureranno un anno ed uno dei primi atti cui saranno chiamati i deputati è l’elezione della Giunta direttiva; prevista però una proroga di tre mesi.

Tutti gli articoli dovranno essere approvati dalla maggioranza dei due terzi dell’Assemblea, inoltre una volta terminata la stesura della Carta questa sarà sottoposta a referendum.

Il processo di riforma del paese indiolatino è di fatto stato avviato in seguito alle proteste socio-economiche del biennio 2019-2020.

Russia e Cina sempre più alleate

Mentre il mondo occidentale si incontrava in Italia nel nome della lotta all’Isis, Vladimir Putin e Xi Jinping sono tornati a rilanciare l’asse Mosca-Pechino celebrando i legami sempre più forti tra Russia e Cina, annunciando l’estensione del Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione tra i due paesi.

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Petrocaribe: un bilancio a 16 anni dalla sua creazione

A 16 anni dalla sua creazione, Petrocaribe continua a rappresentare un meccanismo di integrazione che promuove lo sviluppo socioeconomico regionale, attraverso la fornitura di petrolio e finanziamenti a condizioni favorevoli ad altri paesi dell’America Latina e dei Caraibi.

Petrocaribe è un’iniziativa promossa, come molte altre di questo tipo, dal Venezuela di Hugo Chavez nell’ambito dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America – Trattato del Commercio dei Popoli o ALBA-TCP, con lo scopo di dar vita ad un commercio petrolifero più equo e solidale tra le nazioni indiolatine.

Nel 2010 Chavez facendo un primo bilancio osservò che senza Petrocaribe “molti paesi avrebbero dovuto spegnere le luci e forse dichiarare bancarotta, se non fosse stato per questo progetto”.

Attualmente collaborano in questo progetto Antigua e Barbuda, Bahamas, Belize, Cuba, Dominica, El Salvador, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Giamaica, Nicaragua, Repubblica Dominicana, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Suriname e Venezuela.

Fino alla fine del 2018 Petrocaribe aveva fornito 356 milioni di barili di greggio e prodotti, pari a 31,523 miliardi di dollari, di cui circa il 50 per cento finanziato a lungo termine; inoltre sono state concepite almeno otto joint venture tra PDV Caribe, S.A. e le società statali di 12 paesi membri di Petrocaribe concepite per rendere praticabile la politica di cooperazione energetica.

Attraverso queste joint venture si cerca di potenziare le capacità tecniche e tecnologiche dei paesi membri e di avanzare nello sviluppo di progetti che consentano l’uso e la gestione efficiente delle risorse energetiche disponibili.

Attraverso il rapporto tra le joint venture e le controllate PDVSA Cuba e Comsurca (Comercializadora de Suministros Regionales del Caribe), è stata raggiunta una capacità di raffinazione di 134 mila barili al giorno, distribuiti tra Giamaica, Cuba e Repubblica Dominicana.

In termini di produzione di energia elettrica, raggiunge un totale di 589,35 megawatt negli impianti termoelettrici, eolici e mini-idroelettrici installati in Nicaragua, Haiti, Giamaica, Saint Vincent e Grenadine e Saint Kitts e Nevis.

Nel 2019 i paesi che collaborano tra loro hanno realizzato 790 progetti nei settori dell’alimentazione, dell’elettricità, dell’istruzione, dell’igiene ambientale, dei servizi pubblici, dell’edilizia abitativa e della salute, tra gli altri, che hanno contribuito in modo significativo alla riduzione della povertà.

L’importanza di Petrocaribe come asse di integrazione regionale è stata evidenziata quando l’allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato nel 2017 un piano di contrappeso all’organizzazione, attraverso una cosiddetta “Iniziativa per la sicurezza energetica dei Caraibi”, per ridurre al minimo il suo impatto l’area.

Indigeni a Brasilia per protesta contro riforma fondiaria

Diverse popolazioni indigene brasiliane si sono ritrovate oggi nella capitale per protestare contro il progetto di legge 490/2007 che prevede la liberalizzazione delle terre, comprese quelle dove vivono gli indigeni.

Una manifestazione della comunità guarani Mbya do Jaraguá ha bloccato un’autostrada a San Paolo da venerdì mattina, per un’ora tutti i giorni fino a questo lunedì. Nel dettaglio i manifestanti sono contrari alla legge approvata giovedì scorso, con 41 voti a favore a 21 contro, in una commissione della Camera dei deputati.

I manifestanti sono scesi in strada anche per contestare la nomina di Joaquim Álvaro Pereira Leite al Ministero dell’Ambiente, in sostituzione di Ricardo Sales; Pereira Leite, infatti, fa parte di una famiglia tradizionale di coltivatori di caffè di San Paolo, che da decenni cerca di impadronirsi del territorio di Jaraguá.

Secondo i manifestanti e coloro che avversano questo progetto di legge una volta approvato renderà difficile la demarcazione e faciliterà l’esplorazione dei territori indigeni; altri sottolineano l’incostituzionalità del disegno di legge, che viola l’articolo 231 della Costituzione e gli accordi internazionali sulla protezione degli indigeni.

Francia: crolla Macron ma la Le Pen non sfonda

Sconfitta per La République en marche di Emmanuel Macron e vittoria per il Rassemblement National di Marine Le Pen. Questo, in sintesi, l’esito del primo turno elezioni regionali e dipartimentali che si sono tenute ieri, domenica 27 giugno, in tutta la Francia.

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Si apre giovedì il vertice dell’ALBA

Si aprirà giovedì 24 il XIX vertice dei Capi di Stato dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nosra America – Trattato del Commercio dei Popoli (ALBA-TCP), come confermato dal segretario esecutivo Sacha Llorenti.

Llorenti ha ribadito che la missione dell’Alba è quella di consolidare i rapporti di fratellanza con i popoli della regione perché “siamo un’alleanza per la vita, e privilegiamo il benessere dei popoli, l’unità dei popoli, prima che meri costumi e l’integrazione commerciale, come si fa di solito”.

“Stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente la nostra Alleanza e fare un salto di qualità verso l’unità, e l’inclusione in uno scenario in cui gli Stati Uniti alleati con le oligarchie regionali, stanno generando un boicottaggio degli sforzi di integrazione”, ha aggiunto.

Il summit precedente si è svolto lo scorso dicembre in videoconferenza ed ha sancito l’impegno a rafforzare l’unità e la solidarietà nella regione in tempi di pandemia.

Gli Stati membri hanno ribadito nella dichiarazione dell’incontro il documento del loro impegno per l’integrazione regionale basata sul dialogo, la cooperazione, la solidarietà e la complementarità dei diversi paesi che lo compongono.

Vertice Nato: per Biden la Cina è il nemico

Contenere l’espansione militare di Pechino e l’aggressività di Mosca. Questo in sostanza l’esito del vertice Nato in cui il presidente Usa Joe Biden ha chiamato all’adunata i leader della europei, compattandoli su un’idea di «Alleanza delle democrazie in alternativa ai regimi autoritari», che come quello del Dragone «perseguono politiche coercitive e non condividono i valori democratici ed il rispetto dei diritti».

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