Fabrizio Di Ernesto

Brasile: giudici respingono due nuove accuse contro l’ex presidente Lula

Ancora una vittoria a livello giudiziario per l’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva; ieri, infatti, la Corte suprema federale del paese (Stf) ha respinto due nuove accuse contro l’ex primo mandatario del paese indiolatino relative alla vicenda Lava Jato.

Nello specifico il giudice Ricardo Lewandowski ha archiviato le nuove accuse in merito a presunte donazioni della società di costruzioni Odebretcht all’Istituto Lula e l’acquisto di un terreno per ospitarlo e di un appartamento nella città di San Bernardo do Campo a San Paolo.

Questa decisione fa sì che le vicende non possano tornare in tribunale dopo che nelle settimane scorse l’Stf ha riconosciuto che l’ex giudice Sergio Moro aveva dei pregiudizi nel momento in cui ha emesso la sentenza di condanna al leader del Partito dei Lavoratori nel fascicolo denominato Garujá triplex. Accogliendo la richiesta della difesa quindi i procedimenti non ripartiranno da zero ma saranno cancellati del tutto.

Secondo l’accusa tra dicembre 2013 e marzo 2014, Odebretch avrebbe inviato risorse finanziarie milionarie all’Istituto Lula con l’obiettivo di mascherare una presunta corruzione, mentre l’altro caso riguardava il presunto pagamento di vantaggi indebiti con un appartamento all’ex presidente a Sao Bernardo do Campo, oltre a un terreno per costruire l’Istituto Lula.

Secondo il magistrato che ha sospeso i processi, quando è stato riconosciuto il pregiudizio di Moro, è stato indirettamente riconosciuto che anche i pm di Lava Jato avevano agito in modo irregolare.

Lewandowski ha spiegato che “la parzialità  dell’ex giudice Sérgio Moro per il processo a Luiz Inácio Lula da Silva, ha implicitamente riconosciuto anche quella dei membri del gruppo di lavoro Lava Jato responsabili delle indagini”.

Ora l’Isis rialza la testa in Siria e Iraq

La recente affermazione dei Talebani in Afghanistan sembra aver ridato slancio al terrorismo islamico con l’Isis che sta cercando di risollevarsi in Siria e Iraq.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha infatti riferito che lo «Stato islamico» è tornato ad essere protagonista del conflitto siriano ed ha diffuso una carta geografica della spartizione territoriale della Siria da parte dei diversi attori politici e militari.

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Libri. Ritorno ad Amtara di Valentina Ferranti

“Lo presenteranno come un vaccino obbligatorio. […] Lo faranno passare come un vaccino indispensabile per curare la nuova forma virale”. È ambientato in un futuro ed in un mondo lontano, eppure il romanzo “Ritorno ad Amtara” di Valentina Ferranti pubblicato per i tipi della Npe, è fin troppo attuale e sconvolgente.

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Argentina: presidente Fernandez promette nuovi sforzi per vincere le elezioni di novembre

Il primo mandatario argentino, Alberto Fernandez, dopo aver appreso i primi risultati delle elezioni primarie, che hanno visto prevalere le opposizioni, ha annunciato che lui e la sua squadra raddoppieranno gli sforzi per vincere le elezioni legislative del prossimo novembre.

“Niente è più importante dell’ascolto delle persone; questi primi risultati ci dicono che abbiamo commesso degli errori e quindi dobbiamo correggere alcune cose. Da domani lavoreremo, con l’impegno e la forza di sempre, per soddisfare le esigenze che non abbiamo soddisfatto”.

Gli argentini hanno votato ieri, domenica 12 settembre, per le elezioni primarie, aperte, simultanee e obbligatorie (Paso) per definire i candidati che si contenderanno i seggi al Congresso alle elezioni generali del 14 novembre.

I risultati ufficiali preliminari, con lo scrutinio di oltre il 97 per cento dei seggi elettorali installati, danno il vantaggio alla coalizione di opposizione Insieme per il cambiamento.

La coalizione di opposizione è avanti in 14 provincie oltre che nella capitale Buenos Aires, mentre l’alleanza di governo del Frente de Todos è riuscita a primeggiare in sei province.

A livello di elezione dei candidati per i deputati nazionali, Juntos por el Cambio ha ottenuto il 40,6 per cento dei voti, mentre Frente de Todos ottiene il 30,2 per cento dei voti, secondo lo scrutinio del 97,6 per cento dei seggi.

Analizzando i risultati del Paso, Fernandez ha dichiarato in un tweet: “Siamo di fronte a due modelli di paese, uno include tutti e l’altro rimanda milioni. C’è un’Argentina da costruire con giustizia sociale, produzione, istruzione e sanità pubblica”.

Messico e Usa continuano dialogo economico di alto livello

Continuano i colloqui tra Messico e Stati Uniti per proseguire il Dialogo economico di alto livello e per appianare le recenti divergenze bilaterali. Nell’ambito di questi colloqui il Segretario per le Relazioni Estere del Messico, Marcelo Ebrard, ha incontrato ieri il vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris.

Secondo Ebrard, lo scopo del dialogo è accelerare gli investimenti in Messico, per aumentare gli indicatori economici ed il benessere della popolazione.

Nel corso degli incontri saranno discussi temi come le infrastrutture di confine, i semiconduttori, la mobilità elettrica dell’industria automobilistica in Messico, gli investimenti nel sud del paese, gli investimenti in America Centrale e la sicurezza informatica.

Parlando del dialogo il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, ha precisato che all’incontro di Washington hanno partecipato anche il Segretario agli Affari Esteri, il Segretario all’Economia, Tatiana Clouthier, e un Sottosegretario alle Finanze. Sempre il primo mandatario ha annunciato di aver inviato una lettera al suo omologo, Joe Biden, proponendo il lancio dei programmi Sowing Life e Youth Building the Future in Guatemala, El Salvador e Honduras, con l’obiettivo di generare 330mila posti di lavoro diretti tra le famiglie di quei paesi in sei mesi.

Secondo AMLO con questi progetti i flussi migratori sarebbero mitigati, anche se il presidente ha invitato gli Usa a concedere visti temporanei per sei mesi a coloro che hanno dimostrato buone prestazioni in quei programmi per lavorare negli Stati Uniti. Secondo il presidente messicano, i rapporti con gli Stati Uniti sono buoni, ed anche grazie a questi il T-Mec, il trattato tra Messico, Usa e Canada, ha potuto sostituire il Nafta siglato nel 2018

Il North Stream2 è realtà

Dopo quasi dieci anni sono terminati i lavori anche per il secondo troncone del gasdotto North Stream 2.

Iniziati per il primo troncone nel novembre 2011 e per il secondo nell’ottobre 2012 l’ultimo tratto è stato saldato nel Baltico ieri ed entrerà in funzione entro la fine dell’anno.

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Si torna a parlare di esercito europeo –

Il fallimento della missione Usa e Nato in Afghanistan, nonostante una presenza ventennale, ha mostrato come l’Europa continui ad andare a rimorchio di Washington per quanto attiene ai grandi temi di politica internazionale sembra ora rilanciare l’ipotesi, vagheggiata da molti di una difesa comune dei paesi Ue, attraverso la costituzione di un esercito europeo.

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Colombia: cresce il malcontento dei cittadini verso il presidente Duque

Il presidente colombiano Ivan Duque è sempre meno amato nel paese.
Un sondaggio dell’istituto Invamer, infatti, rivela che il 75% dei colombiani disapprova il suo operato; si tratta del dato peggiore da quando è stato eletto nel 2018. L’operato del primo mandatario del paese indiolatino è ormai appoggiato solo da 20 colombiani su cento, lo scorso giugno erano invece 23 su 100.

Il basso indice di gradimento di Duque si riflette anche sul governo con il ministro degli Esteri Marta Lucía Ramírez che scontenta ormai il 57% dei colombiani mentre meno di due colombiani su 10 giudicano positivamente il suo operato.

Il ministro della Difesa Diego Molano ha ottenuto il 26 per cento di disapprovazione, il più alto da quando è entrato in carica, mentre il suo gradimento è del 14%. Da parte sua, il ministro della Salute, Fernando Ruiz, ha avuto un calo dal 13 al 7% nella sua approvazione.

A pesare sul giudizio complessivo la situazione nel paese che per quasi otto colombiani su dieci continua a peggiorare; secondo coloro che hanno partecipato al sondaggio i principali problemi del Paese sono la corruzione, la disoccupazione e la sicurezza, mentre la gestione dell’emergenza coronavirus sembra aver convinto i colombiani.

Cile: marcia in favore dell’indulto generale

Rispondendo all’appello dell’Assemblea dei parenti dei prigionieri politici e da altre organizzazioni, vari settori della società cilena hanno marciato domenica 29 agosto per le strade di Santiago del Cile chiedendo l’approvazione della Legge generale sull’indulto per i detenuti per gli scontri del 2019.

Oltre all’indulto i manifestanti hanno ribadito la volontà di raggiungere la verità su quei fatti, chiedendo giustizia e riparazioni per le violenze subite tra cui violenze sessuali e violazioni dei diritti umani da parte delle forze di sicurezza.

I manifestanti hanno chiesto anche al governo di desistere dall’eventuale ricorso al veto presidenziale o da qualsiasi ricorso presso la Corte costituzionale per ostacolare o abrogare la legge.

I senatori che hanno presentato la proposta hanno denunciato che lo Stato ha dato “una risposta sproporzionata seguita da arresti di massa e molteplici procedimenti penali” nonostante l’approvazione presso la commissione per i diritti umani, la pubblica sicurezza e la Costituzione della Camera Alta.

In merito alle a queste richieste il presidente Sebastián Piñera ha più volte affermato che “in Cile non ci sono prigionieri politici” perché “nessuno è privato della libertà per come pensa”.