Fabrizio Di Ernesto

Portogallo: Rebelo de Sousa confermato presidente

Marcelo Rebelo de Sousa è stato confermato presidente del Portogallo già nel primo turno delle presidenziali che si sono svolte ieri nel paese ottenendo il 60,7% dei voti.

“Sono onorato e grato per per la fiducia dei portoghesi in condizioni molto più difficili di quelle del 2016”, queste le prime parole del primo mandatario appreso il voto.

Il capo dello Stato, inoltre, si è detto “pienamente consapevole” che la fiducia dimostrata non è “un assegno in bianco. Chiunque riceva il mandato deve rimanere il presidente di ogni singolo portoghese. Un presidente che sia vicino, che garantisca stabilità, che unisca, e che non sia di alcuni, i buoni, contro altri, i cattivi, e che non sia un presidente schierato”.

Il risultato ha confermato i sondaggi che lo davano in largo vantaggio, anche se a causa del covid l’affluenza si è fermata sotto al 40%.

Al secondo posto, la candidata del Partito socialista (Ps), Ana Gomes con il 12,9 per cento, seguita a ad un punto di distanza dal candidato di Chega, partito di estrema destra, Andrè Ventura con l’11,9 per cento. Tutti gli altri candidati in corsa per la presidenza non hanno superato la soglia del 5 per cento.

Brasile: maggioranza popolazione disapprova operato Bolsonaro

Il 70% dei brasiliani disapprova l’operato del presidente Jiar Bolsonaro, ed oggi, sabato 23 gennaio, sono previste numerose manifestazioni per chiederne l’impeachment o un processo politico la sua gestione.

A riferire lo scarso feeling tra la popolazione ed il primo mandatario un sondaggio condotto dal Datafolha Institute, secondo cui solo un brasiliano su tre ritiene che il presidente svolga un lavoro “buono” o “molto buono”, il dato peggiore da quando due anni ha assunto la carica; tra agosto e dicembre poco meno di un brasiliano su quattro approvava il suo operato.

Coloro che considerano “cattivo” o “pessimo” l’operato di Bolsonaro solo passati dal 32 al 40%.

Il calo di popolarità di Bolsonaro coincide con la fine degli aiuti economici elargiti dal governo per far fronte alle conseguenze della pandemia. In patria Bolsonaro è stato duramente criticato per il modo in cui ha gestito la pandemia e per il ritardo nella vaccinazione, iniziata questa settimana e con problemi organizzativi.

Dall’inizio della pandemia, Bolsonaro ha minimizzato la questione, criticando le misure suggerite dall’Oms e da altre organizzazioni per affrontare il coronavirus, che ha definito “una piccola influenza”. Al primo mandatario viene anche rimproverato di aver messo in dubbio l’efficacia dei vaccini e raccomandato un “trattamento precoce” con farmaci senza provata efficacia.

Il Brasile sta vivendo la seconda ondata di pandemia, con un bilancio che parla di oltre mille morti al giorno e con numerosi disordini a Manaus, capitale dello stato dell’Amazzonia.

Ad oggi, il gigante sudamericano segna 215.243 morti e 8.753.920 infezioni da coronavirus, confermandolo come uno degli epicentri globali della pandemia e come il secondo Paese con il maggior numero di morti al mondo per Covid-19.

Al via era Biden

Si apre oggi, nel pomeriggio italiano, l’era di Joe Biden il nuovo presidente statunitense che succede a Donald Trump. Per la cronaca si tratta del 46mo presidente della storia, il terzo democratico negli ultimi 40 anni dopo Clinton e Obama.

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Guatemala: denunciata repressione contro migranti

In Guatemala le forze di polizia avrebbero usato violenza nei confronti della carovana di migranti che sta attraversando il paese per raggiungere gli Usa. Stando a quanto riferito dalla stampa i migranti sarebbero stati attaccati con gas lacrimogeni e granate assordanti.

Le violenze si sarebbero verificate nel dipartimento di frontiera di Chiquimula, ciò a differenza di quanto avvenuto venerdì scorso quando la polizia era disarmata e non ha impedito alla carovana di entrare nel valico di confine di El Florido, questa volta le forze di sicurezza hanno affrontato gli emigranti con gas lacrimogeni e granate assordanti.

Da sabato sera, i migranti sono rimasti bloccati in questo punto del Guatemala orientale.

Secondo i dati della Polizia Nazionale, tra le 6mila e le 9mila persone sarebbero entrate in Guatemala; da parte sua, questo sabato, il Ministero della Salute guatemalteco ha riferito dal suo account Twitter ufficiale che “il personale delle Aree Sanitarie fornisce assistenza medica nei sei Centri di assistenza per migranti situati sulle diverse rotte utilizzate”. I migranti honduregni cercano di sfuggire a povertà, violenza, disoccupazione, mancanza di istruzione e salute, aggravata dalla pandemia di coronavirus e dal colpo di due uragani a novembre.

Libri. Il dominio geopolitico dello spazio cibernetico

“Oggi in un mondo ormai completamente globalizzato e nell’era cibernetica, è possibile sostenere che chi mostrerà di avere l’approccio più efficace al cambiamento tecnologico, dominerà il mondo”.

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Messico denuncia uccisione di ispanici negli Usa

Il Messico ha denunciato numerosi assassinii di ispanici negli Stati Uniti, addirittura nella sola California tra il 2009 ed il 2018 ben 6.349 ispanici sarebbero stati uccisi con armi da fuoco.

A lanciare il grido d’allarme il Consolato generale del Messico a Dallas, negli Stati Uniti, che tramite il proprio account Twitter ufficiale ha riferito che dal 2009 al 2018 19.998 ispanici sono stati uccisi con armi da fuoco negli Stati Uniti.

Il rapporto ha anche specificato che l’80% di queste azioni è avvenuta in soli dieci stati, 1.101 delle quali in Arizona, mentre lo stato della Florida ha registrato l’omicidio di 1.380 ispanici. Il rapporto sottolinea anche che il 58% degli assassinii sono avvenuti negli stati di confine, compresa la California con una cifra di 6.349 morti mentre in Texas sono stati 3.560 gli ispanici uccisi con armi da fuoco.

Per quanto riguarda gli Stati di confine, il presidente Donald Trump ha detto martedì, visitando una porzione del muro in Texas che durante la sua amministrazione “è stata attuata una riforma del sistema migratorio, affrontando i coyote (gli immigrati solitari ndr) e i cartelli”.

Il Texas, secondo le statistiche, è lo stato da dove entra il maggior numero di immigrati privi di documenti.

Un governo vinavil, minaccia ma non lascia

In carica da 15 mesi il governo Conte bis ha dimostrato di eccellere in un’arte in particolare: quella di non mollare mai e poi mai la poltrona.

Una ben nota caratteristica della politica italiana, tanto più valida stavolta, considerato che il Pd e gli alleati di sinistra dopo la disfatta delle Politiche 2018 mai avrebbe pensato di governare in questa legislatura ed ora invece tornati nella stanza dei bottoni minacciano crisi quotidiane ma poi nei fatti non affondano mai il colpo.

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Colombia: 6 morti per scontri nel fine settimana

Fine settimana di sangue in Colombia dove almeno 6 persone sono rimaste uccise in doversi scontri armati.

Tra i più cruenti quello che si è registrato nel dipartimento di Caqueta, nel municipio di Florencia; qui un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco in una galleria dove si trovavano circa 50 persone, uccidendone tre e ferendone altre sette. Altre tre persone sono state uccise nella città di Betania, nel dipartimento di Antioquia, dove uomini armati hanno aperto il fuoco in un’abitazione privata. Secondo l’Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz) 367 persone sono state assassinate negli 88 attacchi armati registrati in Colombia nel 2020.

Nei giorni scorsi il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha diffuso l’informativa trimestrale sul paese indiolatino in cui si legge che l’applicazione dell’accordo di pace nel paese, a quattro anni dalla sua firma, è fondamentale per “dare impulso alla sviluppo, alla pace e alla sicurezza”. Garantire la sicurezza degli ex combattenti delle Farc, delle comunità colpite dal conflitto, dei leader sociali e dei difensori dei diritti umani, recita il rapporto, deve essere le priorità del governo colombiano per il 2021. Il rapporto – che analizza il periodo tra il 26 settembre e il 28 dicembre 2020 – constata che la sicurezza continua a essere la principale sfida per il consolidamento della pace. La missione di verifica delle Nazioni Unite ha registrato l’omicidio di 248 ex guerriglieri delle Farc dalla firma dell’accordo di pace, nel 2016.

Far West nel giorno di Biden

Il passaggio dall’era Trump a quella di Joe Biden avviene nel peggiore dei modi con esagitati ultrarepubblicani che assaltano il Congresso per bloccare la nomina dell’esponente dei Democratici.

Il bilancio degli scontri sarebbe salito a 4 morti e 52 feriti, secondo il capo del dipartimento di Polizia metropolitana di Washington, Robert Contee che ha denfinito «vergognose».

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Venezuela: Assemblea nazionale chiamata a nominare nuovo ufficio di presidenza

La nuova Assemblea nazionale venezuelana nella prima riunione dopo le elezioni del mese scorso dovrà eleggere il nuovo ufficio di presidenza, per le principali cariche sono già stati proposti, tramite il Grande Popo Patriottico (Gpp), Jorge Rodríguez come presidente e Iris Varela come primo vicepresidente del Parlamento.

A fare la proposta è stato il deputato Diosdado Cabello Rondón, che nel corso di un incontro con il capo dello stato, Nicolás Maduro, ha annunciato che il blocco GPP propone anche i nomi di Didalco Bolívar, Rsalba Gil e Inti Hinojosa come secondo vicepresidente, segretario e assistente segretario, rispettivamente.

Nelle lezioni dello scorso ottobre il Gpp ha ottenuto la maggioranza con le forze chaviste che dopo una legislatura sono tornati a controllare il Parlamento di Caracas. Cabello Rondon da parte sua guiderà la delegazione del movimento nell’Aula dopo essere già stato secondo vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV).

Da parte sua, il presidente venezuelano ha assicurato che tutto è pronto per l’insediamento del nuovo Parlamento, sottolineando: “Ho chiesto che si ponga l’accento oltre al dialogo politico, alla convivenza e all’inclusione, all’economia del Paese. Chiedo inoltre che la funzione di controllo dell’Assemblea nazionale sia presa molto sul serio”.

Il capo dello stato ha assicurato che dopo un periodo di fallimenti della precedente Assemblea per mano dell’opposizione, nuovi venti stanno arrivando per il paese, perché “inizia un nuovo ciclo nella storia del Venezuela, inizia una nuova fase”.