Fabrizio Di Ernesto
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Argentina, a marzo inflazione in crescita

Continua a crescere l’inflazione in Argentina.

A marzo infatti l’inflazione all’ingrosso ha raggiunto il 4,1%, con un incremento dello 0,7% rispetto al mese precedente. Lo certifica l’Indec, l’Istituto nazionale di statistica e censimento che precisa anche che su base annua l’Ipc, l’indice dei prezzi al consumo fa segnare un aumento prossimo al 70%. Stando a quanto riferito dall’Istat argentino sia i prodotti interni che quelli importati sono stati adeguati al rialzo, portando l’Ipc al 68%.

I responsabili dell’Indec hanno precisato che i prodotti di fabbricazione argentina sono aumentati del 4,1% mentre quelli importati sono cresciuti del 4,4%.

Il settore energetico ha invece fatto segnare un incremento del 6,5% mentre i prodotti primari sono aumentati del 5,2%, i manufatti del 3,6%.

Nel corso degli ultimi 12 mesi l’inflazione al dettaglio ha registrato una crescita del 54,7% ovvero circa 13 punti in meno rispetto a quella dei prodotti all’ingrosso.

Una settimana fa, il 17 aprile, il presidente Mauricio  Macri, ha annunciato un pacchetto di misure economiche supplementari di lotta contro l’inflazione, tra le quali ha evidenziato un blocco dei prezzi dei prodotti del paniere di base e la cancellazione dei “rialzi dei tassi” nei servizi pubblici.

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A breve intervista esclusiva con S. E. Tomàs Ferrari, Ambasciatore argentino in Italia

Per le grandi interviste esclusiva di Agenzia Stampa Italia abbiamo avuto il piacere di incontrare S.E. Tomàs Ferrari, Ambasciatore della Repubblica Argentina in Italia.

Per continuare a leggere cliccare qui —> http://www.agenziastampaitalia.it/speciali-asi/speciale/45085-a-breve-intervista-esclusiva-con-s-e-tomas-ferrari-ambasciatore-argentino-in-italia

 

Presentata l’ottava edizione del Nordic Film Fest

É stata presentata oggi presso la Casa del Cinema di Roma, dove si svolgerà l'evento, l'ottava edizione del Nordic Fim Fest; rassegna cinematografica dei paesi scandinavi che si terrà dal 2 al 5 maggio.
Organizzatori dell'evento le ambasciate dei paesi nordici ed il Circolo Scandinavo di Roma.
Tema della rassegna 2019 i Confini (Borders) intesi non solo come entità geografica ma anche come le diversità tra gli stessi paesi scandinavi, con le loro sfaccettature culturali ed anche a simboleggiare modi di essere e di pensare diversi che spesso si intrecciano nella vita di tutti.
Nel corso della rassegna verranno proiettati 13 film, 2 documentari e 4 corti, anche se il grande evento appare il programma legato a SKAM il teen drama norvegese diventato un vero e proprio cult generazionale che dal 2015 ad oggi continuare a conquistare nuovi fans.
Tutti i film scelti hanno riscosso un grande successo in patria e a livello internazionale confermando l'importanza assunta da questa rassegna in pochi anni.
Il programma completo é disponibile all'indirizzo www.nordicfilmfestroma.com

Messico pronto a mediare tra governo di Caracas e opposizioni respingendo ipotesi militare

Il governo messicano del presidente Manuel López Obrador (Amlo), ha rilanciato la disponibilità a sponsorizzare un dialogo tra il governo e l’opposizione venezuelana respingendo l’ipotesi di un intervento militare dopo che il segretario al Tesoro degli Stati Uniti (USA), Steven Mnuchin, ha rivelato di aver tenuto una riunione con i ministri di 16 nazioni in cui la questione è stata discussa questa Paese sudamericano.

“La posizione del Messico è molto chiara ed è una posizione di non intervento. Si tratta di un principio che è nella Costituzione, non è nemmeno oggetto di interpretazione”, ha ribadito il vice ministro delle Finanze messicano, Arturo Herrera.

Nei giorni scorsi Mnuchin ha incontrato a Washington i ministri delle Finanze o dell’Economia di 16 nazioni per discutere un piano di presunti aiuti per il Venezuela.

Nel mini vertice tenuto nella capitale degli Stati Uniti, il sottosegretario messicano ha dichiarato che il suo paese ha partecipato solo come osservatore, perché il Messico partecipa a tutte le riunioni in cui si tratta di una questione “latinoamericana”, ribadendo che la politica di non intervento di Città del Messico.

Herrera ha ribadito che la posizione del suo paese è condivisa anche dall’Uruguaye che i due paesi danno priorità al dialogo per risolvere i vari conflitti.

Difesa: sistema S-400 russo arriverà in Turchia prima del previsto

Il sistema difensivo di fabbricazione russa S-400 potrebbe arrivare in Turchia prima della data prevista, ovvero luglio 2019. Lo ha riferito il presidente russo Recep Tayyip Erdogan, respingendo per l’ennesima volta gli inviti statunitensi a non dotarsi di sistemi militari di fabbricazione extra Nato.

“L’acquisto da parte di Ankara del sistema S-400 è oggetto di interesse internazionale, ai nostri ministri viene costantemente chiesto se la Turchia ha cambiato la sua decisione. Noi dichiariamo che questo è un caso chiuso. Le consegne di S-400, come si supponeva in precedenza, ci saranno a luglio, ma forse anche prima”, ha ribadito il presidente turco al termine della sua visita ufficiale a Mosca.

Il contratto per la fornitura di quattro sistemi S-400, per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari, è stati siglato nel luglio 2017 ed inizialmente la consegna era stata preventivata per il maro 2020, ma in seguito l’accordo è stato rivisto anticipando di 9 mesi la consegna.

Da subito le autorità statunitensi hanno cercato di boicottare e bloccare questo accordo minacciando sanzioni e il fermo della consegna dei caccia di quinta generazione f-35 comprese attrezzature e pezzi di ricambio. Il primo mandatario turco ha però respinto le pressioni del Dipartimento di Stato Usa sostenendo che le condizioni offerte da Washington per il sistema antimissilistico Patriot sono peggiori di quelle offerte dalla Russia nell’ambito del contratto di sistemi missilistici antiaerei S-400.

Iran ha incluso forze armate statunitensi in lista organizzazioni terroristiche

Le autorità iraniane hanno inserito le forze armate statunitensi nella lista delle organizzazioni terroristiche. La mossa è una risposta all’atteggiamento di Washington che ha incluso le Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran nella lista delle organizzazioni terroristiche, che poi sono principalmente quelle forze armate che non si piegano ai voleri degli Usa.

Più nel dettaglio, il Supremo Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran ha designato come organizzazione terroristica il Comando centrale del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti (Centcom) e le sue forze affiliate nella regione definendo “il regime degli Stati Uniti sostenitore del terrorismo”. Teheran ha anche definito la decisione di Trump “una misura sconsiderata e illegale nonché una grande minaccia alla stabilità e alla pace regionali e internazionali”.

Secondo il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, il Centcom che mantiene una presenza in una ventina di nazioni del Medio Oriente e dell’Asia, sostiene sia i gruppi terroristici segretamente che apertamente nella regione.

Brasile: popolarità presidente Bolsonaro in netto calo

A nemmeno 100 giorni dal suo insediamento la popolarità del presidente Bolsonaro è in netto calo. Lo certifica un recente sondaggio diffuso dalla stampa locale che riferisce come il suo gradimento sia ai minimi.

La percentuale di coloro che considerano che il governo di Bolsonaro sia “ottimale” o “buono” è scesa dal 38,7 percento di febbraio al 30,5 percento di aprile, mentre chi ne ha una visione cattiva è salita dal 3,2 di febbraio al 22,5% attuale.

Ora sono più i brasiliani che criticano il suo operato piuttosto che quelli che lo approvano.

Nell’indagine condotta da Atlas Político, una piattaforma indipendente in Brasile, gli intervistati hanno anche espresso la loro disapprovazione per le proposte del governo di destra. Il 50,7% non è d’accordo con l’estensione del possesso di armi, il 70% crede che il crimine sia in aumento, e il 45,7 è contrario alla riforma del sistema pensionistico.

In ascesa invece la popolarità di Sergio Moro, ministro della Giustizia e della sicurezza pubblica, nonché Pm che ha dato origine all’indagine Lava Jato che ha spazzato via Lula e i suoi uomini.

Bolsonaro ha vinto le ultime elezioni presidenziali di ottobre con il 55% dei consensi ed è in carica dallo scorso I gennaio. Dopo domani, mercoledì 10 aprile, saranno 100 giorni dal suo insediamento.

Tutto il mondo è paese 02/04/2019

Per riascoltare la puntata del 2 aprile 2019 cliccare sul seguente link

Riunione straordinaria Osa su situazione in Nicaragua

Il Consiglio permanente dell’Organizzazione degli stati americani (Osa) si riunirà oggi in sessione straordinaria per discutere della situazione in Nicaragua dove la crisi politica continua a non offrire sbocchi di sorta.

A Managua infatti la prima fase del dialogo nazionale si è chiusa senza un accordo sui temi della giustizia e del risarcimento delle vittime delle proteste antigovernative dello scorso anno, anche se l’Alleanza civica, l’opposizione, ha annunciato che continuerà a lavorare sui punti di accordo raggiunti con il governo di Daniel Ortega, ovvero la liberazione dei prigionieri politici e il ristabilimento dei diritti civili e delle garanzie dei cittadini. Se il governo terrà fede agli impegni presi l’opposizione darà vita alla seconda fase del dialogo.

Uno dei nodi principali rimane la non disponibilità del governo ad accettare la Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani come garanti internazionali nel quadro dei negoziati, e di anticipare le elezioni, in programma nel 2021.

Per domani intanto il gruppo nicaraguense Unità nazionale azzurro e bianco (Unab), che riunisce 43 organizzazioni e partiti politici che si oppongono al governo di Daniel Ortega, ha annunciato una nuova manifestazione di protesta, dopo che sabato scorso la polizia e gruppi paramilitari hanno represso con la forza una manifestazione dell’opposizione. Tre persone sono state ferite e altre 11 arrestate.

Iran: settore petrolifero sempre più penalizzato da sanzioni statunitensi

Le sanzioni statunitensi tornano a penalizzare il settore petrolifero iraniano. Il dipartimento di Stato Usa ha infatti riferito che tre degli otto paesi, Giappone, Cina, India, Corea del Sud, Italia, Grecia, Turchia e Taiwan, esentati dall’applicazione delle sanzioni varate nel novembre scorso hanno ugualmente azzerato le importazioni di greggio. Non sono stati resi noti i tre paesi ma considerando l’attuale situazione geopolitica si può ipotizzare che questi siano Giappone, Corea del Sud e Taiwan; con loro sale così a 23 il numero dei paesi che hanno scelto di azzerare le importazioni di petrolio iraniano, secondo Brian Hook, rappresentante speciale statunitense per l’Iran.

“Grazie ai nostri sforzi, il regime (iraniano) ora dispone di minori risorse economiche da destinare al sostegno al terrorismo, alla proliferazione balistica, e alla sua lunga lista di forze interposte”, ha dichiarato Hook. “Con i prezzi del petrolio inferiori a quando abbiamo annunciato le sanzioni, e la produzione globale di petrolio stabile, siamo in corsa verso l’azzeramento di tutti gli acquisti (internazionali) di petrolio greggio iraniano”, ha aggiunto il funzionario Usa.

Fra un mese, il 2 maggio, scadranno queste sanzioni ma gli Usa ancora non hanno fatto sapere se saranno prorogate o meno, anche se secondo alcune indiscrezioni Trump potrebbe rinnovarle sia per penalizzare Cina e India che sono i principali acquirenti del greggio iraniano sia per contenere l’aumento dei prezzi internazionali del petrolio.