Fabrizio Di Ernesto
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In via di definizione nuovo incontro tra Putin e Maduro

Russia e Venezuela stanno definendo i dettagli per organizzare un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il suo omologo bolivariano Nicolas Maduro. Le diplomazie dei due stati hanno iniziato a lavorare in tal senso nel corso dell’ultima visita del numero uno di Caracas in Russia, dicembre 2018, nel corso della quale sono stati firmati contratti per garantire investimenti per oltre 5.000 milioni di dollari nel settore petrolifero.

Attraverso un’apposita dichiarazione, il ministero degli Esteri venezuelano ha dichiarato che il governo apprezza il contributo del paese eurasiatico per consolidare la pace in Venezuela, “attualmente oggetto di un assalto e di un blocco economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti”.

Il vicepresidente per l’area economica del Venezuela, Tareck El Aissami, ha dichiarato la scorsa settimana che il presidente Maduro può visitare la Russia in qualsiasi momento.

Dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, Venezuela e Russia hanno firmato più di 260 accordi di cooperazione in settori come la medicina, il turismo, l’agricoltura, l’estrazione mineraria e il petrolio. All’inizio Caracas acquistava armi da Mosca pagando con il petrolio ma nel corso degli anni la bilancia commerciale tra i due paesi si è fatta sempre più variegata e la collaborazione si è fatta sempre più intensa anche in ambito militare.

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Brasile, polemiche su condanna “pilotata” di Lula

Non si placano in Brasile le polemiche dopo le diffusioni di alcuni messaggi privati tra gli inquirenti che hanno condotto le indagini e tenuto il processo contro l’ex presidente Lula che lo ha condotto in carcere e stravolto il panorama politico locale.

Grazie a Glenn Greenwald, la persona che permise a Edward Snowden di diffondere alcuni documenti segreti dell’Nsa, sono infatti stati pubblicati sul sito “The Intercept” lo scambio di messaggi fra Sergio Moro – ex magistrato anticorruzione e attuale ministro della Giustizia di Jair Bolsonaro – e i pm dell’inchiesta Lava Jato (autolovaggio la Mani pulite carioca) di Curitiba.

In base agli audio pubblicati si evince che l’attuale ministro della Giustizia avrebbe orientato le indagini che hanno portato alla condanna per corruzione dell’ex presidente Inacio Lula da Silva.

I messaggi pubblicati, scambiati tramite l’app Telegram ritenuta più sicura e discreta rispetto a WhatsApp, riguardano Moro e il coordinatore della task force della Lava Jato, Deltan Dallagnol, ed altri magistrati del gruppo.

Presentando le intercettazioni – e precisando che si tratta solo di una parte di un materiale ben più vasto “inviato da una fonte anonima” – The Intercept sottolinea che nel sistema brasiliano “le figure di chi accusa e di chi giudica”, cioè di pm e magistrati, “non possono mescolarsi”, mentre i messaggi

dimostrano che Moro “si è intromesso nel lavoro della Procura, il che è proibito, agendo informalmente come un ausiliare dell’accusa”.

In Brasile Moro e i suoi sono considerati degli eroi, un po’ come avvenne in Italia agli albori di Mani Pulite anche se una buona parte della popolazione accusa gli stessi togati di essere “ideologicamente legati alla destra travestiti da uomini di legge apolitici”.

La pubblicazione di questi audio ha subito spinto gli avvocati di Lula hanno subito annunciato che i

messaggi rivelati da The Intercept costituiscono una “causa sufficiente affinché l’ex presidente venga liberato dal momento che confermano quello che abbiamo sempre detto, cioè che questo è un caso di persecuzione politica, ideata per ritirare l’ex presidente dalle elezioni dell’anno scorso”.

La Procura Federale ha subito respinto la pubblicazione dei messaggi, definendola un “grave attacco contro l’attività dei pm e la loro sicurezza personale”, mentre i componenti di Lava Jato ha denunciato che “molte conversazioni, fuori dal loro contesto, possono portare ad interpretazioni erronee”.

Moro, da parte sua, ha detto che i messaggi resi pubblici “non mettono in evidenza nessuna anomali né alcun orientamento delle attività dei pm, malgrado siano stati estrapolati dal loro contesto e dal sensazionalismo con il quale sono state pubblicate queste notizie, ignorando il gigantesco piano di

corruzione rivelato dalla operazione Lava Jato”.

Nella vicenda è intervenuto anche Flavio Bolsonaro, il figlio del capo dello Stato, che ha denunciato la diffusione delle intercettazioni definendolo parte di “un attacco organizzato contro la Lava Jato, con l’obiettivo di compromettere le inchieste”.

Filippine, dal Senato sì a tasse sul tabacco per finanziare sanità pubblica

Il Senato delle Filippine ha dato ieri il via libera all’aumento delle tasse sui prodotti a base di tabacco per finanziare la sanità pubblica, adeguandosi così al volere del presidente Rodrigo Duterte.

La Camera alta di Manila ha approvato il testo all’unanimità, quindi entro cinque anni la tassazione sui tabacchi passerà dal 29 al 71% portando maggiori entrate per 285 milioni di dollari già il prossimo anni e oltre 30 miliardi nel 2024.

Il provvedimento ora è al vaglio della Camera che già oggi potrebbe dare il via libera finale al testo.

Il testo prevede una tassazione anche per le cosiddette sigarette elettroniche, fino ad oggi esentate da ogni balzello fiscale.

L’aumento delle tasse su sigarette ed affini è stato fortemente voluto e sostenuto dal Capo di Stato che punta ad utilizzare i nuovi introiti per finanziare l’ambizioso piano di assistenza sanitaria universale un paese dove la sanità pubblica è ancora molto frammentaria con i privati che controllano ampiamente il settore con gravi difficoltà per i settori più deboli della società filippina.

Argentina: ancora due vittorie per i peronisti

In Argentina continua l’avanzata politica del peronismo ai danni dei candidati legati al presidente Mauricio Macri.

Le elezioni che si sono tenute ieri per eleggere i governatori delle province di San Juan (nella parte centrale del paese) e Misiones (nel nord-est), hanno infatti visto altrettante vittorie dei candidati delle opposizioni.

A San Juan si è infatti confermato il governatore uscente Sergio Uñac del Frente Todos (FT) che ha staccato di circa 20 punti il principale avversario, il filo governativo Marcelo Orrego.

Nella provincia di Misiones la vittoria è andata al candidato peronista Oscar Herrera Ahuad che ha avuto la meglio sul referente di Macri nella zona Humberto Schiavoni.

In vista delle presidenziali di ottobre le forze peroniste guidate da Cristina Fernández de Kirchner sembrano davvero poter aspirare alla vittoria, anche in virtù dei risultati tutt’altro che incoraggianti dell’economia argentina.

Brasiliani in piazza contro riforma istruzione di Bolsonaro

Nuova grande manifestazione, la seconda, dei brasiliani contro la riforma dell’istruzione ventilata dal presidente Jair Bolsonaro. Oltre 100 le città che hanno visto i manifestanti sfilare per le strade.
Una vera e propria manifestazione di massa che ha interessato l’intero paese da nord a sud per dire noi al taglio del bilancio dell’istruzione promosso dal governo Bolsonaro, ovvero mettere a rischio la sopravvivenza della scuola pubblica e della sua eccellenza.

I sindacati locali hanno sottolineato anche che i tagli, necessari secondo il governo, per la riforma della sicurezza sociale minacciano anche il diritto alla pensione e favoriscono il sistema finanziario.

Agli studenti ed agli insegnanti, oltre ai sindacati di settore si sono uniti nella protesta anche altre categorie di lavoro preoccupate per il futuro della scuola carioca e per denunicare le politiche di Bolsonaro, che minacciano i diritti della popolazione.

Negli anni delle presidenze Lula e Rousseff la scuola brasiliana ha riscontrato una grande apertura nei confronti delle donne e dei creoli, i tagli auspicati dal governo rischiano ora di riportare il paese indietro di oltre un decennio.

L’Ambasciatore russo Razov ha parole elogiative: “L’Italia è percepita dai russi come Paese aperto e cordiale, con una grande storia e grandi tradizioni”

Seconda parte dell’intervista con l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, S.E. Sergey Razov. Molteplici i punti toccati con il diplomatico russo: afflusso da primato di turisti in Russia, stato dei rapporti tra Italia-Russia, Mosca e la Terza Roma. Al centro della prima parte  sono stati i rapporti con gli USA, le elezioni europee, le sanzioni alla Russia e il ruolo strategico mondiale del Cremlino e le crisi in Siria e Venezuela.

Per continuare a leggere cliccare qui —> http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/45349-l-ambasciare-russo-razov-ha-parole-elogiative-l-italia-e-percepita-dai-russi-come-paese-aperto-e-cordiale-con-una-grande-storia-e-grandi-tradizioni

Esclusiva ASI con Ambasciatore russo Razov: Auspichiamo nuovo Europarlamento superi dannosa logica sanzioni

Esclusiva ASI – Prima parte dell’intervista con l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, S.E. Sergey Razov. Molti i temi affrontanti con il diplomatico russo: i rapporti con gli USA, le elezioni europee, le sanzioni alla Russia e il ruolo strategico mondiale del Cremlino e le crisi in Siria e Venezuela.

Per continuare a leggere cliccare qui—> http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-estera/45335-auspichiamo-nuovo-europarlamento-superi-dannosa-log

Messico, Senato approva decreti attuativi per Guardia nazionale

Il Senato messicano ha approvato i decreti attuativi per la Guardia nazionale e le relative modifiche alla legge sulla sicurezza pubblica. Il testo passa ora alla Camera per il via libera finale.

I decreti attuativi sono stati varati con 114 voti a favore, un astenuto e nessun contrario; nello specifico le norme regolano il registro delle detenzioni ed il possibile uso della forza.

Nel corso del dibattito nella Camera alta è stato ribadito il carattere civile di questa nuova forza di polizia ideata dal governo di Andrés Manuel López Obrador per pacificare Messico in seguito all’ondata di violenza che solo nel 2018 ha causato più di 33mila morti.

In base a quanto stabilito da questi decreti questa polizia, creata ufficialmente lo scorso 26 marzo, l’uso della forza sarà possibile solo quando l’integrità fisica è al sicuro; inoltre viene stabilita la creazione di un record unico di criminologia a livello nazionale.

È inoltre fatto assoluto divieto di utilizzare la armi da fuoco nel corso di dimostrazioni pacifiche; sono inoltre state stabilite pene severe per i membri della Guardia nazionale che collaborano con la criminalità organizzata.

Inizialmente, la Guardia Nazionale sarà formata da soldati, marinai e membri della polizia federale, ma presto verranno reclutate nuove truppe. Inoltre, sarà guidato dal generale di brigata dello stato maggiore Luis Rodríguez Bucio, 62 anni, che andrà in pensione a settembre.

Colombia: presidente Duque vuole modificare accordo con Farc

Il presidente colombiano Ivan Duque, in carica dallo scorso anno, punta a modificare l’accordo di pace con le Farc (Forza rivoluzionaria comune alternativa) creando un nuovo “patto nazionale”, anche senza il consenso della formazione armata e delle opposizioni.

Da quanto si apprende le riunioni in tal senso sarebbero iniziate ieri vedendo tra gli altri la presenza del presidente del Senato, Ernesto Macías che ha riferito che non è esclusa la possibilità di dar vita ad un’Assemblea costituente nazionale per ottenere modifiche all’Accordo di pace. È stato proprio Duque a proporre un nuovo “patto politico nazionale” con lo scopo di modificare l’accordo di pace firmato nel 2016 a L’Avana, dopo quattro anni di trattative. Gli incontri non includono la rappresentazione dell’opposizione o della FARC. Sono invece stati presenti Centro Democrático, Mira, Colombia Justa y Libres, Partito conservatore, Partito liberale, Radical Change e Partido de la U. Sono stati invitati anche l’ex ministro Aurelio Iragorri, l’ex presidente César Gaviria, l’ex presidente Andrés Pastrana e l’ex ministro Germán Vargas Lleras.

Macias ha riferito che Duque sarebbe però scettico sulla possibile modifica all’accordo.

Il senatore Alvaro Uribe Velez, uno dei principali oppositori del processo di pace in Colombia, ha detto che tra le modifiche l’accordo di pace ci sarebbe quello di facilitare il modello di estradizione , mentre Iván Cepeda, del Polo Democrático Alternativo, ha sottolineato che un patto politico “senza opposizione e senza forze alternative non deve essere definito nazionale”.

Da sottolineare che in questo momento il leader del partito Farc, Seuxis Paucías Solarte Hernandez, noto come Jesus Santrich, sta affrontando un processo giudiziario che potrebbe portare alla sua estradizione negli Stati Uniti, anche se il Tribunale speciale per la pace (Pec) il 17 maggio ha determinato la sua libertà e la garanzia di non estradizione in assenza di prove per il presunto crimine di traffico di droga.

Erdogan: pronti a produrre con Russia nuovo sistema missilistico

È destinata a rafforzarsi la collaborazione in ambito militare tra Ankara e Mosca. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha infatti riferito che il suo paese produrrà il sistema missilistico anti-aereo S-500 in cooperazione con la Russia. Parlando con la stampa locale il primo mandatario turco è anche tornato sul sistema missilistico S-400 confermando che l’acquisto del prodotto russo è “affare fatto”.

In base a quanto riferito dalla stampa turca Ankara avrebbe già inviato in Russia circa cento ingegneri, impegnati per lo sviluppo del nuovo sistema missilistico con gli esperti della Federazione russa. Nelle settimane scorse, il direttore generale di Rostekh, Sergej Chemezov, aveva aperto le porte ad un eventuale sviluppo congiunto del sistema missilistico con la Turchia.

Questa collaborazione rischia di rendere ancora più tesi i rapporti tra Ankara e Washington dopo che già in seguito all’acquisto degli S-400 il Pentagono aveva minacciato l’esclusione di Ankara dal programma di sviluppo dei caccia F-35 e l’imposizione di sanzioni. Il Pentagono sostiene che la presenza degli S-400 sul suolo turco sia incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato e che potrebbe essere utilizzata dalla Russia per ottenere informazioni cruciali sulla vulnerabilità degli F-35.