Fabrizio Di Ernesto

L’Onu non placa le violenze in Colombia

Non si placano le violenze in Colombia nemmeno dopo l’intervento di Carlos Ruiz Massieu, delegato del Segretario generale delle Nazioni Unite e capo della Missione di osservazione delle Nazioni Unite per l’accordo di pace.

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Il Portogallo sostiene l’Argentina nei negoziati con l’Fmi

Il presidente dell’Argentina, Alberto Fernández, ha annunciato di aver ricevuto il sostegno del Primo Ministro portoghese, António Costa, per negoziare il debito con il Fondo monetario internazionale (Fmi). Una decisione che dovrebbe rafforzare la posizione del paese indiolatino nelle trattative.

Il paese lusitano ha annunciato la decisione nel corso del primo incontro, tra i tanti in programma nel corso della settimana, tenuto dal capo di stato argentino nel vecchio continente. Ora il presidente Fernández cercherà il sostegno degli altri grandi paesi mediterranei, ovvero Italia, Francia e Spagna, per far fronte al debito sottoscritto dall’ex presidente Mauricio Macri.

Il premier portoghese ha spiegato: “Cercheremo di sensibilizzare l’Fmi in modo che almeno, durante questa crisi, gli interessi possano essere sospeso. Quando sono arrivato al governo nel 2015, ho riscontrato lo stesso problema che ha l’Argentina: poiché il prestito era superiore alla quota del Portogallo nel Fondo, abbiamo pagato un tasso di interesse molto importante”.

Il capo dello stato argentino ha poi sottolineato che sin dal suo inizio come presidente pro-tempore del Mercato comune del Sud (Mercosur), i rapporti con l’Unione europea sono stati rafforzati.

Colombia: si aggrava il bilancio degli scontri con le forze di polizia

24 morti. Questo il bilancio aggiornato delle vittime nelle manifestazioni di protesta in corso in Colombia secondo gli ultimi dati diffusi da la Defensoria del Pueblo della Colombia, agenzia governativa preposta alla difesa dei diritti umani.

Le proteste e gli scontri sono iniziati lo scorso 28 aprile in seguito all’annuncio del presidente Ivan Duque di riformare il fisco, intenzione poi rivista proprio a causa delle proteste.

Secondo i dati diffusi da la Defensoria 11 persone sarebbero state uccise nel corso delle manifestazioni di piazza, di cui 7 con dinamiche ancora tutte da accertare, e 6 che invece non sembrerebbero collegate alle proteste.

Il procuratore generale della nazione, Francisco Barbosa Delgado, ha detto che per tre degli undici casi di omicidio si aprirà un’indagine nei confronti di membri della Polizia nazionale. L’Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz) porta invece a 31 il numero delle vittime, di cui 17 attribuibili con certezza alla forza pubblica.

La situazione nel paese indiolatino continua ad essere molto delicata tanto che iniziative di protesta continuano ad essere convocate in varie parti del paese.

A Bogotà, attenzione viene data alla concentrazione indetta nei pressi del Monumento agli eroi, teatro di serrati scontri tenuti ieri con le forze di sicurezza. Le iniziative si avviano sin dalle 8 della mattina, vengono convocate attraverso messaggi sulle reti sociali che esortano i partecipanti a mantenere il tono pacifico e ad indossare vestiti bianchi o bandiere della Colombia. Il rischio, avvertono gli organizzatori, è che le infiltrazioni di frange più estreme – fortemente denunciate dal governo – portino avanti la radicalizzazione dello scontro tradottasi sin qui in morti.

In Colombia veglia contro le violenze delle forze di polizia

La popolazione colombiana ha tenuto ieri sera in diversi punti dello stato veglie e a lume di candela per ricordare le persone uccise durante questi ultimi giorni di proteste, iniziate dopo che il presidente Ivan Duque ha annunciato la sua riforma fiscale salvo poi tornare sui propri passi per via delle proteste di piazza.

Il movimento Congress of the Peoples tramite il proprio account Twitter ha denunciato fino ad oggi ci sono stati oltre 1400 casi di violenza da parte delle forze di sicurezza.

Secondo la piattaforma Grita, tra il 28 aprile e il 4 maggio 2021 in Colombia ci sono state 216 vittime di violenza fisica da parte della polizia, 31 persone uccise, 10 vittime di violenza sessuale, 814 detenzioni arbitrarie, 21 vittime di aggressioni agli occhi e 77 casi di sparatorie con armi da fuoco.

A Chinácota, Norte de Santander, si è svolta una protesta popolare con la mobilitazione dei cittadini e il lume di candela, “contro la brutalità della polizia che ha ucciso così tanti giovani negli ultimi giorni”, come riferisce Colombia Informa.

I media locali denunciano “il violento intervento della Squadra mobile antisommossa (Esmad) a Bucaramanga, Santander, dove da Piedecuesta sono già stati denunciati due feriti. Un giovane è stato colpito da un contenitore di gas lanciato dall’Esmad, provocando una ferita molto profonda alla gamba destra”.

Da Cúcuta, lo sciopero continua e i manifestanti hanno tenuto un minuto di silenzio in onore delle persone uccise nelle proteste dei giorni scorsi per mano delle forze pubbliche colombiane.

Da parte sua, il portavoce nazionale del Congresso del popolo, Jimmy Moreno, ha specificato tramite Twitter riferendosi al popolo colombiano che “noi siamo la resistenza perché la dignità si esprime nelle strade e nelle autostrade contro questo governo criminale e corrotto di Iván Duke a cui chiediamo le sue immediate dimissioni”.

Nucleare iraniano: gli Usa potrebbero rientrare

Gli Usa potrebbero rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015 e da cui erano usciti due anni più tardi per volontà dell’ex presidente Donald Trump.

Al termine dei nuovi colloqui che si sono tenuti a Vienna il capo della delegazione russa, l’ambasciatore Mikhail Ulyanov, in uno slancio di ottimismo ha infatti auspicato che entro tre settimane possano essere concluse le trattative.

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Colombia: denunciata repressione in diverse città del paese

Le organizzazioni sociali colombiane hanno denunciato domenica notte nuove azioni repressive da parte delle forze di sicurezza colombiane ai danni di civili e manifestanti in varie città del Paese. Secondo quanto riferito le azioni più violente si sarebbero verificate nella città di Palmira, nel dipartimento della Valle del Cauca nella zona ovest del paese, dove sarebbero scomparse più di 30 persone ed almeno tre sarebbero morte.

Le manifestazioni sono scaturite dalla riforma fiscale annunciata dal presidente Duque che a causa delle proteste ha ora deciso di ritirarla.

A causa delle violenze di Palmira e Cali, i manifestanti hanno chiesto la presenza di organizzazioni per i diritti umani per verificare le violazioni commesse da membri dell’Esercito e della Squadra mobile antisommossa (Esmad); seconde le accuse l’esercito non avrebbe permesso nemmeno di aiutare i feriti.

Secondo l’Istituto di studi per lo sviluppo e la pace (Indepaz), che ha raccolto informazioni da varie organizzazioni per i diritti umani e sindacati, nella città di Cali ci sono stati almeno 10 omicidi di cittadini che si sono mobilitati.

Da parte sua, l’organizzazione Defender La Libertad ha precisato che tra il 28 aprile e il I maggio ci sono stati 21 omicidi, 503 arresti (per lo più arbitrari), 10 casi di violenza sessuale da parte di poliziotti contro donne, 42 casi di abusi contro difensori dei diritti umani, 208 feriti e 18 manifestanti con lesioni agli occhi.

I primi 100 giorni di Joe Biden

«Cento giorni fa ho ereditato un Paese in crisi. Dopo cento giorni, l’America è di nuovo in cammino». Così ha esordito il presidente statunitense Joe Biden, nella sua prima apparizione davanti al Congresso dopo la sua nomina per sottolineare i risultati raggiunti in poco più di tre mesi di amministrazione democratica.

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Argentina conferma negoziati con Cuba per produrre vaccino Soberana

Il consigliere presidenziale argentino, Cecilia Nicolini, ha confermato che il governo nazionale sta portando avanti le trattative con Cuba per produrre nel Paese sudamericano il vaccino cubano Soberana contro il Covid-19.

“Stiamo valutando la possibilità di avanzare con la sperimentazione clinica o la produzione del vaccino in Argentina”, ha spiegato la Nicolini in un’intervista alla piattaforma Futurock confermando che il governo di Buenos Aires mantiene “un dialogo costante con Cuba”.

L’esponente del governo argentino ha ricordato i colloqui avuti all’inizio di aprile dal presidente cubano Miguel Díaz-Canel e dal presidente argentino Alberto Fernández per discutere l’acquisto del vaccino de l’Avana.

Il vaccino cubano, attualmente nella fase tre di sperimentazione sarà il terzo prodotto negli stabilimenti argentini dopo

Questo farmaco, che è in fase tre, sarà il terzo vaccino contro SARS-CoV-2 prodotto nel Paese, a seguito degli accordi siglati con AstraZeneca e Sputnik V.

Gli ultimi dati forniti dalle autorità sanitarie argentine riferiscono che a causa del covid-19 nel paese indiolatino sono morte 62.947 persone su 2.928.890 di positività riscontrate.

Mobilitazione mondiale contro le sanzioni Usa a Cuba

Si è svolta ieri, domenica 25 aprile, una giornata mondiale in sostegno di Cuba contro le sanzioni unilaterali imposte ormai da decenni da Washington contro l’isola.

L’iniziativa, denominata “Ponti dell’amore”, ha visto da Pechino all’Avana carovane di biciclette e altri mezzi di trasporto muoversi nelle principali città di alcuni paesi in Europa, Sud America e Asia, a circa due mesi dalla riunione del prossimo 23 giugno quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite presenterà il progetto cubano risoluzione contro la politica di Washington.

All’Avana, come già lo scorso 28 marzo, una carovana contro l’embargo ha attraversato il Malecón, il famoso viale costiero della capitale cubana.

“La protesta globale contro #Bloqueo è diventata un’ondata inarrestabile”, ha scritto su Twitter il presidente cubano Miguel Díaz-Canel.

In tutto il mondo si i manifestanti hanno invocato il diritto internazionale e la giustizia, chiedendo l’eliminazione del blocco imposto da Washington sull’isola a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.

I partecipanti hanno organizzato azioni anche in più di 20 città degli Usa, come Miami, New York, Washington, Detroit, Chicago, Los Angeles, Sacramento, Oakland, San Diego, San Francisco, Tampa, Las Vegas, Minneapolis, Seattle e Indianapolis.

Manifestazioni simili si sono svolte anche in Belgio, Italia, Iran, Tanzania e Guinea Bissau.

L’iniziativa globale anti-blocco, nata dalla proposta “Puentes de Amor” promossa negli Stati Uniti, ha ricevuto anche la collaborazione di attivisti in Bolivia, El Salvador, Messico, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana e Sud Africa.

Messico: Camera approva riforma della legge sugli idrocarburi

La Camera dei deputati del Messico ha approvato la riforma della legge sugli idrocarburi.

Ad annunciarlo tramite twitter il Movimento di rigenerazione nazionale (Morena) spiegando che con 301 voti “si pone fine ai privilegi di poche società private, rafforzando la Petróleos de México (Pemex) e recuperando le risorse dei messicani”.

Sempre tramite social i rappresentanti di Morena aggiungono che “la riforma della legge sugli idrocarburi pone fine all’ingiusta limitazione nei confronti di Pemex che ha determinato la riforma energetica del 2013”.

Il partito, fortemente legato al presidente Lopez Obrador ha anche ricordato che “con la riforma del 2013 è stata stabilita una regolamentazione diseguale che limitava il potere di Pemex. Oggi stiamo legiferando per rafforzare l’azienda che appartiene ai messicani: ci stiamo muovendo verso uno schema in cui tutti i partecipanti sono su un piano di parità”. Oltre a Morena la riforma è stata sostenuta dai partiti di sinistra mentre si sono opposti i deputati del Partito Rivoluzionario Istituzionale (Pri) e del Partito d’Azione Nazionale (Pan) ovvero i due partiti che avevano realizzato la precedente riforma.