Fabrizio Di Ernesto

Dopo un anno di esilio Morales è rientrato in Bolivia

Dopo un anno passato in esilio a causa del tentato colpo di Stato che ha portato all’auto prolcamazione della Anez alla presidenza della Bolivia Evo Morales è rientrato in patria.

Dopo essere stato prima in Messico e quindi in Argentina ieri, lunedì 9, l’ex primo mandatario boliviano è rientrato in patria accompagnato dal presidente argentino Alberto Fernandez ed è stato accolto da migliaia di simpatizzanti del Mas (Movimento al socialismo) in festa.

Al grido di “Evo, Evo” la folla ha salutato l’ex presidente, che da un palco si è rivolto ai suoi fedelissimi con bandiere boliviane. “Viva la nostra proposta di cambiamento” sono state le prime parole del leader dal palco davanti ai suoi connazionali, che lo hanno acclamato. “La prova migliore per dimostrare che non ci sono state frodi nel 2019 sono state le elezioni di quest’anno, il 55% le uniche al mondo”, ha detto Morales.

Nel suo discorso, il leader del Mas ha poi denunciato “il saccheggio delle risorse naturali del suo paese” e ha sottolineato che “l’obiettivo dell’impero statunitense era eliminare il Mas dal governo per avere mano libera. Ma non ci sono riusciti. Hanno fallito si rassegnino”.

Prima di attraversare il confine, Morales ha ringraziato il popolo argentino e in particolare il presidente Fernandez: “Mi ha salvato la vita”, ha detto e ha anche ringraziato il popolo messicano, sottolineando che “il capitalismo e l’imperialismo esistono. La nostra lotta continuerà”. Il 12 novembre, l’ex presidente presiederà a Chimore “una riunione delle popolazioni indigene di vari paesi latinoamericani”.

Iran auspica rientro Usa nell’accordo sul nucleare

L’Iran ritiene utile che gli Stati Uniti rientrino nell’accordo sul nucleare sottoscritto nel 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), e da cui sono usciti tre anni più tardi per volere di Donald Trump.

Ad auspicare un cambio di strategia da parte del colosso nordamericano il presidente iraniano Hasan Rohani secondo cui l’avvicendamento alla Casa Bianca, ieri i media Usa hanno annunciato la vittoria di Joe Biden, rappresenta una buona opportunità per “correggere errori del passato”.

“Il prossimo governo degli Stati Uniti ora ha l’opportunità di correggere gli errori del passato, per tornare a rispettare gli standard e gli impegni internazionali”, ha detto oggi Rohani nel corso di una riunione del coordinamento economico del governo di Teheran.

Il primo mandatario della Repubblica islamica ha ricordato come l’Iran sia sempre rimasto fedele ai propri obblighi internazionali in cambio di analoghi impegni “responsabili” da parte di altri attori internazionali aggiungendo “noi consideriamo l’interazione costruttiva con il mondo come la nostra strategia”.

I rapporti tra Teheran e Washington sono tesi da oltre 40 anni, ma la firma dell’accordo sul nucleare sembrava l’inizio di una nuova era ma durante il suo mandato presidenziale Donald Trump ha adottato un atteggiamento unilaterale molto forte ritirando gli Usa dall’accordo ed inasprendo le divisioni tra i due paesi.

Usa2020: dopo le polemiche gli scontri

Presidenziali Usa ancora senza vincitore. Mentre ancora non si sa chi abiterà la Casa Bianca per i prossimi quattro anni intanto a New York e Portland sono scoppiati scontri in piazza.

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Venezuela: Cne annuncia nuova esercitazione elettorale in vista delle elezioni di dicembre

In vista delle elezioni del prossimo 6 dicembre il Comitato nazionale elettorale (Cne) venezuelano ha indetto per domenica 15 novembre una nuova esercitazione elettorale nei 381 seggi distribuiti nel paese.

Ad annunciarlo è stato Indira Alfonzo, presidente del Cne che ha spiegato la necessità di questa esercitazione sottolineando: “affinché il popolo venezuelano, gli elettori, i partiti politici possano vivere pacificamente le elezioni”.

Il numero uno del Cne ha anche sottolineato che il suo ufficio sta discutendo e valutando tutte le richieste ricevute in queste settimane affinché le elezioni per il rinnovo dell’Assemblea nazionale possa svolgersi in un clima di pace e costruttivo

Parlando nel corso di una conferenza stampa Alfonzo ha aggiunto che queste esercitazioni includono tutte le garanzie necessarie destinate a rafforzare la trasparenza del processo elettorale e la fiducia degli elettori.

Alla luce delle crisi politica che da ormai 5 anni ha colpito il paese indiolatino le elezioni che determineranno il prossimo parlamento appaiono di fondamentale importanza.

Una vittoria delle forze chaviste infatti metterebbe fine al tentato golpe atlantico di Guaidò e sodali rafforzando il presidente Nicolas Maduro, ma se a vincere, come 5 anni fossero le forze di opposizione il chavismo rischierebbe di avviarsi definitamente verso la sua fine.

Argentina annuncia che non si finanzierà tramite la Banca Centrale

Le autorità argentine hanno annunciato che il paese non si finanzierà attraverso la Banca Centrale. La proposta, avanzata dal ministero dell’Economia, mira a realizzare una politica di demonetarizzazione dell’economia argentina.

Il dicastero economico ha annunciato questa decisione tramite un comunicato ufficiale diffuso attraverso il proprio sito internet; per il momento si tratta di una misura temporanea che vedrà il paese a novembre e dicembre finanziarsi attraverso il capitale privato e non la Banca Centrale.

Nel documento si legge che: “Il Ministero dell’Economia comunica che durante i mesi di novembre e dicembre non saranno richiesti al Tesoro assistenza alla Banca Centrale sotto forma di Anticipi Temporanei, dopo le cancellazioni effettuate nei giorni scorsi. Per quanto riguarda la politica finanziaria di fine anno, si propone di rinnovare tutte le scadenze di capitale e interessi e di ottenere finanziamenti netti di mercato fino al 10 per cento rispetto al totale di scadenze di tale periodo. Qualsiasi aumento del finanziamento netto che superi tale soglia verrà utilizzato per ridurre ulteriormente il livello di assistenza da parte della Banca centrale”.

Tra i motivi che hanno determinato questa scelta il fatto che l’adeguatezza delle politiche di bilancio implica continuare a proteggere i settori della società che rimangono in uno stato di vulnerabilità, e consente progressi nell’agenda della normalizzazione dei finanziamenti del settore pubblico.

Con questa misura le autorità argentine puntano anche a creare “una notevole riduzione del fabbisogno di finanziamento e credito della Banca centrale al governo”.

Perù: Congresso discute mozione contro presidente Vizcarra

Il Congresso del Perù discuterà la mozione contro il presidente Marin Vizcarra presentata dagli esponenti dell’Unione per il Perù che accusano il primo mandatario di “incapacità morale permanente”

La discussione inizierà oggi, lunedì 2 novembre, e riguarda fatti contestati a Vizcarra quando era ancora governatore dello stato di Moquegua, nella parte meridionale del paese sulle coste del Pacifico. L’accusa si basa sulle affermazioni di alcuni uomini di affari che affermano di aver pagato all’attuale presidente centinaia di migliaia di dollari in tangenti in cambio di appalti di lavori pubblici nella regione.

La mozione di sfiducia è sostenuta anche dagli esponenti di Fronte largo (FA), Azione popolare (AP) e Podemos Perù.

Un gruppo di legislatori del Fronte largo (FA), Azione popolare (AP) e Podemos Perù ha sostenuto la mozione contro Martín Vizcarra.

Se oggi la mozione di sfiducia otterrà almeno 52 voti il presidente sarebbe convocato al Congresso per presentare la propria difesa; nel frattempo il primo ministro Walter Martos ha annunciato che se il Congresso accetta di discutere la mozione, farà appello a tutte le risorse legali disponibili per fermare il processo contro il presidente peruviano.

È la seconda volta che il Congresso peruviano si trova a discutere una mozione contro Vizcarra, la precedente, fallita, si basava sulla presenta assunzione irregolare di un cantante come consulente del ministero della Cultura.

Usa pronti a rivedere al ribasso presenza militare in Sud Corea

Meno soldati americani nel Mondo. Gli Usa potrebbero a breve rivedere al ribasso la loro presenza militare in Corea del Sud. L’intenzione di non mantenere gli attuali standard, circa 28mila uomini, è stata manifestata a margine del recente incontro tra i rispettivi ministri della Difesa.

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Argentina: Parlamento sta discutendo bilancio 2021

Il Parlamento argentino è attualmente impegnato nella discussione del bilancio statale per il prossimo anno.

Se approvato, il budget 2021 permetterà di aumentare tutte le spese legate allo Stato sociale.

La manovra è stata scritta dal Frente de Todoso (FdT) che governa dallo scorso anno e che occupa 117 dei 257 seggi disponibili e che ha la maggioranza assoluta grazie all’alleanza con il Movimento popolare di Neuquén, che dà al governo 138 seggi, una decina in più di quelli necessari a governare.

La manovra prevede di aumentare del 2,2% la spesa pubblica prevedendo una crescita dell’economia del 5% entro il 2021.

Se la proposta sarà confermata rispetto allo scorso anno saranno destinati ai trasporti pubblici 7miliardi di pesos in più, 4 miliardi in più andrebbero alle università.

Il piano economico stilato dal FdT prevede inoltre lo stanziamento di 5,5 miliardi di pesos in favore delle pensioni e di altre spese legate alla spesa sociale e destinare il 15% della manovra alle politiche di inclusione di genere.

Washington arma Taiwan e irrita la Cina

L’amministrazione Usa guidata da Donald Trump ha deciso di sfidare la Cina ed ha approvato la vendita di armi avanzate per un valore di 1,81 miliardi di dollari a Taiwan.

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Presidente argentino Fernandez propone rilancio Unasur

Il presidente argentino Alberto Fernandez è tornato a parlare dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur) e dell’importanza che questa può avere per il continente.

Nel corso di un’intervista l’inquilino della Casa Rosada ha definito il recupero ed il rilancio di questa organizzazione “la cosa più conveniente per l’America latina”.

Negli ultimi anni l’organizzazione è stata quasi smantellato dai governi di destra che si sono avvicendati nella regione; nella sua opera di rilancio Fernandez ha deciso anche di recuperare la statua dedicata al defunto ex governatore Néstor Kichner che si trovava presso la sede dell’Unasur a Quito, rimossa dal presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno. Secondo Fernández, il 27 ottobre il monumento verrà reinstallato nel Centro culturale Kirchner in commemorazione del primo decennio della sua morte.

L’Unasur è stata fondata a Brasilia il 23 maggio 2008 ed è arrivata a comprendere 12 membri, anche se a causa di una crisi iniziata nel 2017 alcuni di questi hanno autosospeso la loro partecipazione.

La crisi si è acuito dopo che nel gennaio 2019 i paesi del cosiddetto “Gruppo di Lima” hanno denunciato la presidenza di Nicolas Maduro in Venezuela e riconosciuto il golpista Juan Guaidò.

Attualmente anche l’Argentina risulta autosospesa, a causa delle scelte del presidente Macrì, ma Fernandez fin da subito ha annunciato la volontà di rientrare nel gruppo.