Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: febbraio 2018

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Russia, 1000 osservatori internazionali a presidenziali del 18 marzo

Circa mille osservatori internazionali. Tante saranno le persone che vigileranno sul regolare svolgimento delle elezioni presidenziali russe convocate per il prossimo 18 marzo.

Lo ha riferito Ella Pamfilova, a capo della Commissione elettorale centrale russa. La metà degli osservatori internazionali saranno della Osce, sotto la supervisione di Jan Petersen che ha già capeggiato una serie di missioni analoghe per conto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione e dell’Ufficio europeo per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), specie nei Paesi postcomunisti.

La missione dell’Osce / Odihr, guidata dall’ambasciatore Jan Petersen, è composta da 13 esperti internazionali con sede a Mosca. L’Osce / Odihr, ha già osservato nove elezioni russe dal 1996, l’ultima per la Duma di Stato del 2016, ha chiesto inoltre l’invio di 420 osservatori a breve termine prima delle elezioni del 18 marzo.

Le elezioni presidenziali si terranno il 18 marzo. Ufficialmente otto persone sono state registrate come candidati alla presidenza: Sergei Baburin (del partito “Unione popolare russa”), Paul Grudinin (Partito Comunista delle Federazione russa), Vladimir Zhirinovsky (Ldpr), Vladimir Putin (indipendente), Ksenia Sobchak (Iniziativa civile), Maxim Suraykin (Comunisti di Russia), Boris Titov (Partito della Crescita), Grigory Yavlinsky (Mela).

Particamente scontata l’affermazione del presidente uscente Putin che dal 1999 guida il paese e gli ha permesso di rinascere dopo i difficili anni di Boris Eltsin e delle liberalizzazioni selvagge.

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Testato negli Usa F-35B assemblato in Italia

Sono iniziati nella base militare di Pax River nel Maryland negli Usa i test sul primo modello di F-35B assemblato in Italia a Camera, base aeronautica nella disponibilità della difesa statunitense. In ase agli accordi tra Italia e Usa infatti questi velivoli sono preparati nel piccolo presidio nella provincia di Novara dove è sorto il Final Assembly and Check Out (Faco) destinato alla fase finale dell’assemblaggio di questo jetsuoersonico a bassa osservabilità di quinta generazione prodotto da Lockheed Martin e Leonardo.

Il velivolo F-35B è un caccia multiruolo con caratteristiche di bassissima segnatura radar (LO – Low Observability). La variante STOVL (Short Takeoff and Vertical Landing) è stata sviluppata per l’impiego da Unità Portaerei non dotate di catapulta e cavi di arresto ed equipaggerà, uniche nel mondo, le Unità dei Marines, della Royal Navy e dell’Italia.
Il punto di forza del velivolo è rappresentato dalla moderna suite avionica e dalle potenzialità dei sensori di bordo che, completamente integrabili nei moderni campi di battaglia digitali, forniscono al pilota capacità di valutazione dello scenario operativo del tutto innovative.
Nello specifico, il velivolo F-35B nasce con lo scopo di soddisfare un ampio spettro di missioni,
che spaziano dalla proiezione in profondità all’interno del territorio nemico, alla soppressione di sistemi missilistici avversari, concorrendo, al contempo, al conseguimento e mantenimento della superiorità aerea.

Venezuela, opposizione non parteciperà alle presidenziali

Il Tavolo dell’unità democratica (Mud), il principale cartello delle opposizioni venezuelane non parteciperà alle presidenziali del prossimo 22 aprile. Lo ha annunicato la stessa opposizione in un apposito comunicato stampa. Le opposizioni hanno motivato la decisione sostenendo che il processo elettorale organizzato dalle autorità venezuelane sia privo delle necessarie garanzie di “equità e trasparenza”.
La Mud ha quindi lanciato un appello ai diversi settori della società venezuelana per “ottenere elezioni trasparenti e aperte” oltre alla ripresa della “democrazia”. Un Fronte ampio “che riunirà la Chiesa, le università e tutto il paese che sta chiedendo il cambio, ha detto il coordinatore politico del Tavolo Angel Oropeza, in una conferenza stampa citata dal quotidiano “El Nacional”. Nei prossimi giorni verranno diffuse le proposte di base del governo di unità e ricostruzione nazionale, ha aggiunto Oropeza segnalando la volontà delle opposizioni di assumere il governo del paese.

La decisione del presidente Nicolas Maduro di convocare le elezioni ha paradossalmente inasprito le tensioni con le opposizioni che hanno visto nella volontà di anticipare il voto un tentativo di penalizzare la controparte.

Venezuela: Maduro convoca esercitazioni militari

In un Venezuela sempre più sotto attacco politico da parte dei paesi vicini il presidente Nicolas Maduro ha convocato per il prossimo fine settimana due giorni di esercitazioni militari, per “dimostrare al mondo” che il suo paese “va rispettato”. Nello specifico la due giorni si terrà sabato 24 e domenica 25 e vedrà le forze armate nazionali biolivariane (Fanb) e la popolazione locale impegnate in una serie di operazioni su tutto il territorio nazionale.

Il capo dello Stato ha invitato ad unirsi alle esercitazioni anche i membri della riserva militare e della Milizia nazionale venezuelana, la sezione dell’esercito composta da chi, senza esercitare la professione militare, entra volontariamente nel corpo. Maduro ha detto che le pratiche militari copriranno l’intera geografia del paese, comprese le aree di confine con la Colombia e il Brasile, così come il Mar dei Caraibi, dove il Venezuela ha uno sbocco.

Dopo aver annunicato queste esercitazioni il presidente ha aggiunto: “Il mondo deve sapere che il Venezuela è un territorio “indipendente, di dignità e di pace. Metteremo a punto l’obiettivo di tutte le squadre, il movimento di tutte le truppe, tutti i missili, aerei, elicotteri”.

Opportuno ricordare che il Venezuela ha ordinato massicci esercizi militari negli ultimi anni, in un clima di crescente tensione con gli Stati Uniti, che Maduro accusa di intromissione e cospirazione.

Russia fornisce carri armati T-90 all’Iraq

La Russia continua a fornire armi a paese alleati degli Usa. Nei giorni scorsi infatti l’Iraq ha ricevuto la prima fornitura di carri armati T-90 russi. La fornitura rientra nell’ambito di un accordo siglato lo scorso anno per l’acquisto da parte di Baghdad di 73 T-90; quella giunta nei giorni scorsi è solo una prima fornitura, anche se le autorità non hanno fornito il numero dei mezzi arrivati.

Il T-90 è un carro armato di terza generazione in servizio dal 1995 nelle Forze armate russe e di altri paesi. Dotato di una corazza composit e di una reattiva Kontakt-5, il T-90 ha una velocità massima di 60-65 chilometri orari, che scendono a 45 fuori strada. L’autonomia oscilla tra i 550 i 700 chilometri a seconda del tipo di motore. L’armamento primario è composto da un cannone-lanciamissili 2A46M-2 a canna liscia da 125 millimetri. Come armamento secondario, il T-90 monta una mitragliatrice coassiale Pkt da 7,62 millimetri e una mitragliatrice contraerea Kord da 12,7 millimetri.
Nonostante in seguito all’invasione Nato e Usa basata sulla falsa notizia delle armi chimiche di Saddam Hussein l’Iraq ha sempre mantenuto legami militari e politici con Mosca.

L’8 febbraio scorso, l’ambasciatore russo a Baghdad, Maxim Maximov, aveva affermato che la Russia è pronta a discutere con l’Iraq la fornitura del sistema missilistico S-400. Inoltre, secondo quanto riferito dal diplomatico, Mosca auspica che Baghdad richieda l’acquisto di questo dispositivo e di altri armamenti di fabbricazione russa. Maximov aveva poi affermato che “nel quadro della cooperazione tecnica militare, la Russia ha già fornito all’Iraq una notevole quantità di equipaggiamenti”.

America latina: presidente venezuelano Maduro sarà a VIII vertice delle Americhe

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro prenderà parte all’VIII vertice delle Americhe in programma a Lima il 13 e 14 aprile. Lo ha annunicato lo stesso capo di stato nonostante il governo peruviano nei giorni scorsi abbia ritirato l’invito a causa della difficile situazione venezuelana.

“Hanno paura? Non vogliono vedermi a Lima? Mi vedranno, perché a qualunque costo, per aria, terra o mare, arriverà al vertice”, ha detto Maduro in una conferenza stampa aggiungendo “in Venezuela comandano i venezuelani, non comanda il gruppo di Lima. Non comanda Kuczynski né ) Santos. In Venezuela c’è un presidente e si chiama Nicolas Maduro”.

Le autorità peruviane hanno già annunicato che non sarà possibile entrare in Perù e neanche sorvolare lo spazio aereo.
La decisione di escludere Maduro era maturata nel corso del vertice del “gruppo di Lima”, i dodici paesi americani critici con il governo di Caracas. Al termine dei lavori, la ministro degli Esteri peruviana Cayetana Aljovin ha spiegato che “il governo del Perù ha deciso di rivedere la partecipazione del governo del Venezuela nell’VIII vertice delle Americhe di Lima”, considerando “non più benvenuta” la presenza di Maduro a Lima. Una decisione riflessa nella dichiarazione ratificata dal presidente Pedro Pablo Kuczynski.

La decisione del “gruppo di Lima” è stata criticata con fermezza dal presidente della Bolivia Evo Morales. “Per ordine di Trump, il gruppo di Lima, con dodici dei 35 paesi che integrano il Vertice delle Americhe, viola il principio di non ingerenza e aggredisce il Venezuela cancellando l’invito al fraterno presidente Maduro”, ha scritto Morales sul suo account di twitter, condannando il fatto che “paesi della regione si prestino al piano golpista degli Stati Uniti”.

Lo strano Natale del dottor Sossi di Michele Iannelli

E’ da poco disponibile per i tipo delle edizioni Drawup il libro “Lo strano Natale del dottor Sossi” di Michele Iannelli, un interessante noir che mescola storia, complottismo e narrativa.

Nel periodo natalizio uno strambo personaggio, misterioso e amante dei travestimenti, si reca dal dottor Sossi, stimato psichiatra e pisocoanalista, per parlare dal suo passato fatto più di ombre che di luci.

Inizialmente il dottor Sossi è indeciso sul prendere in cura il signor Sossio, questo il nome del misterioso paziente, ma alla fine si lascia convingere.

Avranno così inizio alcune brevi sedute in cui Sossio inizierà a svelare un passato cupo, che inquiterà non poco lo psicanalista che si troverà a che fare con una storia più grande di lui.

Il libro si rivela un interessante noir di denuncia sociale in cui vengono messi alla berlina i vizi della nostra epoca con il giusto piccolo di mistero che l’autore, alla seconda prova letteraria riesce a dosare sapientemente.

Sebbene il giallo sia un genere difficile da realizzare, l’autore dimostra di avere ampia confidenza con questo registro letterario dosando bene indizi e misteri e guidando il lettore attraverso una storia originale e che aiuta anche a scoprire posti di Roma poco noti perfino a chi vive o lavora nella capitale.

Libro agile e di facile lettura conquisterà il lettore fin dalle prime pagine che cercherà di terminare quanto prima il volume.

M. Iannelli, “Lo strano caso del dottor Sossi”, Edizioni Drawup, pagg. 138, 12 euro.

Onu toglie diritto di voto al Venezuela

L’Onu ha tolto il diritto di voto al Venezuela per debiti nell’ambito dell’Assemblea Generale a causa dell’accumulo di debito, comunica il canale NTN24 citando l’organizzazione stessa.

Le norme dell’ONU stabiliscono che un paese venga temporaneamente privato del diritto di voto nel caso di mancato pagamento del dovuto contributo al bilancio dell’organizzazione. Quest’anno alla fine di febbraio sono nelle stesse condizioni del Venezuela altri sette paesi: Repubblica centrafricana, Dominica, Guinea equatoriale, Grenada, Libia, Suriname e Yemen.

Nel caso del Venezuela, non è la prima volta che accade: nel 2017, è stato già privato del diritto di voto, ma in seguito ha effettuato un pagamento e questo provvedimento è stato annullato.

Anche a livello interno intanto la situazione si fa più complicata a due mesi circa dalle presidenziali di aprile.

Un numero sempre maggiore di venezuelani infatti sta atrvaersando il confine con la Colombia per lasciare il paese con i fuggiaschi che secondo i vertici della forze armate di Bogotà sarebbero utilizzati dalla guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) per compiere attentati. Domenica scorsa due cittadini con documenti venezuelani sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno con cui avrebbero dovuto sabotare un ponte nei pressi della città di frontiera di Cucuta. Si tratta di una delle azioni effettuate nell’ambito della mobilitazione armata (“paro armado”) indetta dall’Eln per costringere il governo colombiano a tornare al tavolo dei negoziati. Mejia sottolinea il fatto che in Colombia i cittadini venezuelani arrivano “in condizioni di altissima vulnerabilità” e che passata la frontiera sono accolti da cellule di reclutamento”.
Secondo le ultime stime sono 35mila i venezuelani che ogni giorno oltrepassano il confine con la Colombia in cerca di cibo e altri beni di prima necessità, il governo di Bogotà ha aperto la città di Cicuta all’accoglienza di 120 rifugiati al giorno e per un massimo di 48 ore, al fine di alleggerire la pressione alle frontiere, con priorità assegnata a donne incinte e minori che entrino nel paese legalmente. Una goccia nel mare della disperazione, se si considera che sarebbero 200.000 i venezuelani che vorrebbero restare in Colombia, almeno fino a quando non percepiscano un cambiamento politico in patria.

Brasile, maggioranza popolazione contraria a politica economica presidente Temer

Più della metà dei brasiliani, per l’esattezza il 51%, è contrario alla politica economica del presidente Michel Temer.

Lo riferisce la stampa carioca spiegando che i brasiliani non ha ancora percepito i reali effetti della caduta del tasso di interesse di riferimento e dell’inflazione. Per quanto rigiuarda invece un giudizio complessivo sull’operato del sostituto della Rousseff, ben il 78% degli intervistati disapprova la sua gestione della res publica. Secondo il sondaggio, l’82 per cento disapprova la politica riduzione dei tassi di interesse, così come il 69 per cento non valuta positivamente il modo in cui la squadra economica di Temer abbia adottato misure per controllare l’inflazione. Un altro 74 per cento disapprova le azioni per combattere la disoccupazione.

Dopo mesi di crisi economica, dovuta anche all’avvicendamento avviato al potere dalla magistratura locale, negli ultimi tempi l’inflazione è diminuita e il tasso di interesse di riferimento è sceso al 7 per cento l’anno, raggiungendo un livello più basso della serie storica. Il tasso di disoccupazione dello scorso anno, tuttavia, si è attestato al 12,7 per cento.

Secondo il sondaggio, infatti, il 79 per cento delle persone pensa che i prezzi siano in aumento, mentre il 16 per cento afferma che l’inflazione è rimasta uguale e solo il 3 per cento la percepisce come in calo. Inoltre il 42 per cento degli intervistati ritiene che l’economia brasiliana sia peggiorata rispetto a sei mesi fa, il 63 per cento considera l’operato del governo negativo o pessimo, e secondo il 54 per cento questa tendenza negativa dell’azione dell’esecutivo non migliorerà per il prossimo semestre.
Il sondaggio sembra complicare ancora di più la corsa del candidato governativo verso le prossime presidenziali. I partiti di centrodestra stanno infatti cercando un candidato che possa rappresentare tutta la coalizione anche se per il momento nessuno si è esposto ufficialmente. Anche a sinistra manca un possibile nome di riferimento dopo che l’ex presidente Lula è stato condannato e quindi non potrà correre per un terzo mandato.

Attualmente l’unico ad aver presentato ufficialmente la propria candidatura è il deputato federale Jair Bolsonaro, del Partito Sociale Cristiano (Psc).

Poltorak, Ucraina adempiuto a 90% richieste Nato

L’Ucraina ha adempiuto al 90% delle richieste della Nato per adattamento delle proprie Forze armate per essere in linea con gli standard militari dell’Alleanza atlantica. Lo ha riferito Stepan Poltorak, ministro della Difesa di Kiev.

Parlando ad un media statunitense Poltorak ha precisato: “Ci siamo posti l’obiettivo molto ambizioso di adottare gli standard dell’Alleanza atlantica entro il 2020, e ci stiamo lavorando”, precisando che l’adeguamento non riguarda solo le forze militari ma tutto il paese visto che sono allo studio ed in via di attuazione anche numerose riforme in altri settori ribadendoc che “l’adesione di Kiev alla Nato rimane la priorità del paese”.

Le dichiarazioni del ministro sono giunte in seguito all’incontro dello stesso Poltorak con il segretario di Stato Usa alla Difesa, James Mattis.

In base alla ricostruzione fornita dai media ucraini nell’incontro sono state discusse tutte le principali questioni di attualità di interessa per i due paesi, “inclusa la consegna di armi letali dagli Usa all’Ucraina”. “Abbiamo discusso di come impiegarle e abbiamo raggiunto un’intesa”, ha annunciato il ministro della Difesa ucraino parlando di una “decisione tempestiva e giusta da parte degli Usa”, a cui sarà data attuazione “in tempi rapidi”.