Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: settembre 2017

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Con dispositivi mobili rugged le aziende possono risparmiare fino al 15%

L’utilizzo di dispositivi mobili rugged da parte della forza lavoro può permettere ad una singola azienda di risparmiare fino al 15% in cinque anni sul costo totale di proprietà (TCO). Lo riferisce un’indagine svolta dall’IDC e Panasonic Business.

Nello specifico il risultato sarebbe raggiunto tramite una riduzione del tasso di guasto e ad un parallelo aumento del tempo di utilizzo.

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The Axis way. L’innovazione in mostra a Milano

Si è svolto giovedì 21 settembre a Milano l’evento The Axis Way – Smart innovation lab, organizzato dalla Axis Communication, società leader nei sistemi con tecnologia video di rete, che ha illustrato ai partecipanti le ultime novità in tema di video sorveglianza, accessi perimetrali e smart city.

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Iran, testato con successo missile Khorramshahr

La difesa iraniana ha testato con successo il nuovo missile balistico a media portata Khorramshahr. Il missile è stato presentato nel corso della consueta “Settimana della difesa” alla presenza del presidente Hassan Rohani.

Il nuovo missile balistico, che ha una portata di 2.000 chilometri, è in grado di trasportare più testate, ha affermato il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante della Divisione aerospaziale del corpo dei Guardiani della rivoluzione. “Come si può osservare, il missile è più corto rispetto ad altri vettori ed è destinato ad operazioni tattiche”, ha sottolineato l’alto ufficiale.

Parlando in occasione della cerimonia il presidente Rohani ha ribadito che “nessun paese potrà fermare la Repubblica islamica dell’Iran nello sviluppo delle sue capacità missilistiche e programma di difesa. Noi non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per difendere la nostra terra”.
Nel suo discorso, Rohani ha ribadito che il potenziale difensivo dell’Iran non è mai stato impiegato per azioni aggressive, al contrario di altre potenze mondiali che esportano armi verso il Medio Oriente.

Il capo delle repubblica islamica ha poi lanciato critiche ed accuse ad Usa ed Israele che hanno scelto l’isolamento scegliendo di opporsi all’accordo sul nucleare iraniano, accolto dalle varie potenze mondiali come “una vittoria della diplomazia internazionale”.

Santa Madre Russia a Perugia

Sguardo ad Est. La Russia, le sanzioni e i rapporti con l’Italia
29 settembre – pre 16.30
Sala Brugnoli c/o Consiglio Regionale dell’Umbria –
Piazza Italia, 2 – Perugia

 

perugia

Ore 16.45 – I SESSIONE: La Russia di Vladimir Putin: politica e strategie del Cremlino
Introduce: Ettore Bertolini, Direttore Responsabile “Agenzia Stampa Italia”
Modera: Andrea Fais, Direttore Responsabile “Scenari Internazionali. Rivista di Affari Globali”
Interviene: Fabrizio Di Ernesto, Autore del libro “Santa Madre Russia. Putin e la presenza di Mosca sullo scacchiere internazionale”

Ore 18.00 – II SESSIONE: Sanzioni contro Mosca: effetti economici e possibili soluzioni
Introduce e modera: Ettore Bertolini, Direttore Responsabile “Agenzia Stampa Italia”
Intervengono:
Pierferdinando Casini (in videoconferenza), Presidente Commissione Esteri del Senato
Gianni Alemanno, ex Ministro dell’Agricoltura della Repubblica Italiana
Laura Agea, Eurodeputata M5S
Fabrizio Bertot, Eurodeputato FI – VII Legislatura
Valerio Mancini, Consigliere Regionale Umbria Lega Nord
Roberto Moncalvo (in videoconferenza), Presidente Coldiretti
Pietro Di Febo, Imprenditore e vicepresidente Associazione Culturale Russia – Emilia-Romagna

Dopo l’inizio della crisi in Ucraina e dello scontro politico per la Crimea, in Europa si è cominciato a parlare con sempre maggiore interesse della Russia e di Vladimir Putin. In realtà, la peculiare storica politica del presidente russo ha preso corpo già alla fine degli anni Novanta, quando il Paese slavofono si trovava al culmine di una crisi economica e sociale senza precedenti. Al momento, lo stallo degli accordi di Minsk ed il regime di restrizioni e sanzioni imposto da Bruxelles ai danni di Mosca sembrano chiudere qualsiasi spiraglio per l’individuazione di una soluzione politica che da un lato torni a liberare i canali commerciali e finanziari tra le parti e dall’altro eviti l’inasprimento della crisi verso un pericoloso crescendo di tensione militare.
Ne parleremo a Perugia, il prossimo 29 settembre, a partire dalla presentazione del libro “Santa Madre Russia. Putin e la presenza di Mosca sullo scacchiere internazionale”, alla presenza dell’autore Fabrizio Di Ernesto, per poi focalizzare il dibattito sulla specifica tematica delle sanzioni con un confronto a 360 gradi, in compagnia di esponenti delle diverse parti politiche del nostro Paese.

Howe, l’industria del cyber crime sta crescendo e non sente più il bisogno di nascondersi nel deep-web

Nel corso dell’RSA Summit 2017 a Roma abbiamo incontrato Niloofar Razi Howe, Senior Vice President, Strategy & Operations, Chief Strategy Officer RSA. Con lei abbiamo affrontato vari argomenti: i rischi legati ai cyber attacchi e come questi stiano condizionando il mercato della sicurezza informatica, e l’evoluzione della criminalità informatica che, partita dal deep web, ora opera sempre più alla luce del sole.

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Difesa, conclusa esercitazione militare Zapad 2017

Si è conclusa oggi l’esercitazione militare tra Russia e Bielorussia denominata Zapad 2017 che aveva scatenate le polemiche di alcuni paesi occidentali in primis.

Nei giorni scorsi anche il presidente russo Vladimir Putin si era reca in Bielorussia per visionare le operazioni.

Soddisfatto del lavoro svolto il presidente bielorusso Aleksander Lukashenko che ha più volte ribadito la natura totalmente difensiva delle esercitazioni e che non sono minimamente rivolte contro paesi terzi.

In occasione della chiusa delle operazioni, che si sono aperte lo scorso 14 settembre, Lukashenko ha osservato che le attività militari congiunte e la cooperazione con la Russia non sono dirette contro i paesi terzi “e servono esclusivamente a tutelare gli interessi nazionali”. Sottolinenando come gli osservatori internazionali che hanno parteicpato alle operazioni hanno potuto osservare la natura totlamente pacifica delle esercitazioni.

I militari russi e bielorussi hanno operato nel terriotorio di entrambi i paesi ed hanno visto i coinvolgimento di oltre 12 mila uomini, poco meno della metà dei quali di nazionalità bielorussa.

I rappresentanti di 50 paesi stranieri, accreditati come osservatori, sono stati in tutto 95. Il presidente russo Vladimir Putin ha fatto visita ai militari nei giorni scorsi, presso il poligono militare di San Pietroburgo. Lukashenko ha deciso di osservare le manovre esclusivamente nei campi di formazione della bielorussa e di non recarsi in Russia.

Argentina, Senato approva ingresso truppe Usa per esercitazioni

Nei giorni scorsi il Senato argentino ha approvato a maggioranza l’ingresso di soldati statunitensi in territorio nazionale nell’ambito dell’esercitazione Cormoran.

Il voto del Senato si è reso indispensabile dal momento che questa operazione va a modificare il Programma di Esercitazioni Militari Combinate che calendarizza le eseritazioni militari fino al 31 agosto del prossimo anno. Ora la parola definitiva spetta alla Camera dei deputati che nei prossimi giorni, salvo sorprese, dovrebbe dare il via libera.

Le esercitazioni militari si realizzeranno, secondo il progetto, nelle basi aeronavali “Almirante Zar”, della città di Trelew, nella provincia di Chubut, dove in passato l’esercito del paese indiolatino ha messo in atto un’opera di repressione contro la comunità indigena Mapuche.

Tra i principali sostenitori dell’iniziativa il presidente Mauricio Macri oltre che dal capo del Gabinetto dei Ministri Marcos Peña, dal ministro di Affari Esteri Jorge Marcelo Faurie e dal ministro della Difesa, Oscar Aguad.

Nonostante i vertici del paese sostengano la possibilità per le truppe Usa di operare nel paese diverso il parere della popolazione.
Il Segretario Generale dell’Associazione di Lavoratori dello Stato (ATE) e della Centrale di Lavoratori dell’Argentina (CTA) Autonoma della provincia di Río Negro, Rodolfo Aguiar, di fronte alla richiesta del presidente Macri di autorizzare l’ingresso dell’armata statunitense in Patagonia, ha affermato: “Queste forze militari straniere arriveranno per tutelare gli interessi dei Lewis e dei Benetton. La sanzione di questa legge è altamente suggestiva e dobbiamo impedire che sia approvata proprio nel contesto di repressione e morte che stiamo vivendo nella Patagonia”.

Si studiava meglio quando si studiava peggio

Smartphone in classe. Tutti promossi per legge alla primaria (ex elementari) e alla secondaria (ex medie). Liceo breve in 4 anni. Niente più compiti a casa. Niente più corsivo ma solo stampatello maiscuolo e minuscolo tanto ci sono computer e tablet.

Questi gli ultimi mirabolanti colpi di genio della maggioranza Pd-Alfaniani che governa l’Italia e che sembra voler terminare l’opera di distruzione della scuola pubblica avviata nella cosidetta II Repubblica. Conseguenza logica se si considera che chi amministra la scuola non solo non possiede una laurea ma nemmeno un semplice diploma di maturità.

Dal 1994 ad oggi infatti, preseguendo un’opera inziata comunque negli anni ’80 e dal Pentapartito, la scuola è stata molte volte riformata, sempre in peggio, con la scuola di renderla più vicina a quella Europea, incuranti del fatto che forse sarebbero dovuti essere gli altri a copiare la scuola ideata da Gentile, che ad onor del vero scrisse di suo pugno solo i primi due articoli del testo.

Limitandoci alle sole riforme della II Repubblica ha inizato la sbilenca alleanza di centrodestra tra Forza Italia, Lega Nord e Msi con l’allora ministro D’Onofrio che confessò di avere il grande sogno di succedere a Gentile quale riformatore dell’istruzione tricolore. Non riformare in meglio ma solo il sogno di legare il suo nome a quello del più grande pensatore italiano del ‘900.

Grandi progetti quelli dell’esponente centrista: realizzare la parità tra pubblico e privato per rendere la scuola italiana più competitiva; riformare le medie superiori e quindi innalzare da 14 a 16 anni dell’obbligo scolastico; rafforzare il tempo pieno sia alla scuola primaria, all’epoca alle elementari era in vigore il sistema del “modulo” ovvero tre insegnanti su due classi con uno o due rientri pomeridiani in base alla classe frequentata, sia negli altri ordini dove nel pomeriggio erano previsti corsi alternativi e di supporto agli alunni in difficoltà; centrale nella riforma poi l’autonomia didattica e finanziaria degli istituti.

Grandi manovre alle superiori con un primo biennio, collegato all’innalzamento dell’obbligo scolastico, con insegnamenti differenziati anche di tipo professionale e un triennio di indirizzo specialistico.

Il I governo Berlsuconi però duro poco e di D’Onofrio e della sua riforma si sono perse le tracce, unici lasciti l’abolizione degli esami di riparazione, chi li ha sostentui sa che avevano una scarsa utilità ma forse erano più funzionali degli attuali corsi di recupero di poche ore. Altro lascito di D’Onofrio il concetto di debito formativo, in fondo in un mondo tutto legato all’economia ed al capitale giusto far capire agli studenti di oggi che vivranno in perenne debito, prima con la scuola poi con le banche e le finanziarie.

Il centrosinistra, arrivato al potere nel 1996 dopo una luinga rinocrsa, nonostante l’esperienza del governo Ciampi, non poteva certo rimanere indifferente davanti alla possibilità di riformare la scuola, in fondo dal 1945 a Botteghe oscure e dintorni si considerano depositari del sapere e della cultura in generale.

Tre diversi presidenti del Cosniglio e 4 governi portarono alla Rifroma Berlinguer.

Con la sua riforma l’ex Rettore dell’Università di Pisa stabilì l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 15 anni, cambiò l’esame di maturità, che si svolgeva in modalità sperimentale dal 1968, ed istituì il concetto di autonomia scolastica, una delle norme per cui oggi molti istituti non hanno a disposizione fondi per pagare i supplenti. Venne varata anche una complessa riforma dei cicli scolastici che venne però cancellata nella successiva legislatura dalla nuova maggioranza di centrodestra, nel dettaglio si voleva passare dagli attuali tre cicli, elementari, medie e superiore, a due ovvero uno primario o di base per gli studenti dai 6 ai 13 anni, ed uno secondario dai 13 ai 18. Sempre Berlinguer riformò poi l’università applicando il sistema europeo basato sul cosiddetto 3+2, con una laurea di primo livello che si consegue dopo 3 anni ed una magistrale al termine di un successivo biennio.

Il danno più grave arrecato alla scuola in quegli anni fu però la sciagurata legge voluta dall’ex comunista Massimo D’Alema che cambiò perfino la costituzione per stabilire che le scuole private dovevano essere finanziate con i soldi pubblici.

Finita la legislatura a guida centrosinistra, il centrodestra tornò al potere e riprese in parte la riforma D’Onofrio e la portò a compimento con il nuovo ministro dell’Istruzione Letizia Moratti.

Oltre a norme di carattere generale, come ad esempio la ridefinizione dei nomi dei cicli scolastici, fu abolito l’esame di III media, mentre i programmi di alcune materie, storia geografia e scienze, vennero profondamente mutati e ridimensionati, tanto per fare un esempio oggi gli studenti arrivano alle medie senza sapere cosa sia avvenuto dopo l’Impero romano.

Vengono riformate le superiori, oggi Scuola secondaria di secondo grado articolato su 8 indirizzi liceali, uno ad indirizzo tecnico, e la formazione professionale, gestita dalle Regioni. Erano previsti due diversi bienni ed un quinto anno di preparazione all’esame di Stato

La durata record, in negativo, della successiva legislatura non permette all’allora ministro Fioroni di riformare a sua volta la scuola, anche se l’allora esponente della Margherita una sua bozza di modifica la butta giù: rafforzamento dell’autonomia scolastica, formazione continua per gli insegnanti, innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni.

Alla fine però l’unico risultato che riesce a portare a casa è la modifica l’istituto del debito formativo, imponendo che questo venga recuperato entro l’inizio del nuovo anno scolastico, pena la non ammissione alla classe successiva.

Durante la XVI legislatura è ancora il centrodestra a modificare l’assetto scolastico questa volta tramite la riforma Gelmini che si concentra principalmente sulla scuola primaria e su quella secondaria.

Forte è il condizionamento economico di questa nuova norma che mira ad un taglio della spesa nell’istruzione, dato che si riducono sensibilmente gli insegnanti. A parole infatti, si torna all’insegnante unico per classe anche se in realtà oggi vi sono insegnanti prevalenti che passano molto tempo in quella classe e poi maestri “minori” che impartiscono nozioni delle altre materie, esempio matematica o inglese. Ciò che scompare è la compresenza di insegnanti nella stessa aula.

Si torna ai voti in decimali sia nella scuola primaria che in quella secondaria di I grado.

Viene riordinata la Scuola secondaria di II grado. Nel dettaglio vengono modificate le denominazioni e ridotte le ore settimanali di lezione, ad eccezione del Liceo classico, in cui si registra un aumento.

Aumentano le ore di laboratorio e vengono aumentate le ore dell’insegnamento della lingua

inglese. L’ultimo anno sono previsti stage e tirocini.

Si punta a stimolare i docenti a fare al meglio il loro dovere tanto che i migliori potranno ricevere un premio di produttività per una cifra che non può superare 7.000 euro.

Venti anni, o quasi, di riforme ma visto quanto anticipato nei giorni scorsi dal ministro Carrozza sembrano non essere ancora abbastanza.

La foga riformatrice di Matteo Renzi non poteva certo lasciare incolume la scuola che ovviamente è uscita con le osse rotta dopo essere stata riformata dal segretario Pd.

Da segnalare in questo caso l’aumento dei poteri del dirigente scolastico.

Il dirigente infatti oggi può scegliere i docenti a suo piacimento senza passare per le graduatrie. Una norma simile, fecero notare alcuni sostenitori della sinistra radicale, esisteva anche ai tempi di Mussolini e del Fascismo. Peccato che all’epoca erano poche le persone che sapevano leggere e scrivere e quindi erano ancora meno coloro che avrebbero potuto insegnarlo ad altri mentre oggi le graduatiri di tutte o quasi le classi di concorso traboccano di aspiranti docenti.

Sempre con la cosidetta “Buona scuola”, nel nome ma non certo nei contenuti, prevede un sistema di valutazione del personale docente su base meritocratica. Concetto però astratto e nulla più. Quando un docente è bravo? Quando promuove tutti? Quando boccia tutti? Quando tutti i suoi alunni hanno voti alti?

Ma la cosa peggiore è stata l’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro.

Se con Berlinguer si voleva far capire senta tanti preamboli agli studenti che sarebbero stati debitori per tutti la vita con la “Buona scuola” Renzi ed Alfano volgiono fargli capire da subito che passeranno la vita a lavorare gratis o giù di lì.

Si studiava meglio quando si studiava peggio.

Intervista a Fabrizio Scovenna, Presidente di ANIE Automazione

Come Anie avete da poco presentato il nuovo Osservatorio dell’Industria Italiana dell’Automazione 2017 (disponibile on line sul sito www.anieautomazione.it) . Alla luce dei vostri studi e delle vostre ricerche, quale relazione intercorre tra la Cyber security e l’industria 4.0?

Il tema della sicurezza dei dati è probabilmente lo snodo più cruciale dell’intero passaggio all’Industria 4.0.

 

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Difesa, al via in Egitto esercitazioni Bright Star

Sono in corso di svolgimento le eserictazioni militari Bright Star 2017 che vedono la partecipazione delle forze armate eigiziane e di quelle statunitensi. L’eserictazione che si è aperta ieri, 10 settembre, per colcludersi il prossimo 20 settembre è in corso di svolgimento nella base militare Mohamed Naguib, non distante dal confine tra Libia ed Egitto.

Queste esercitazioni rivestono una grande importanza per la difesa del paese nord africano che “riflette la profondità dei legami bilaterali e il livello di cooperazione militare”, come dichiarato dal portavoce dell’esercito egiziano, il colonnello Tamer el Rifae, in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

Scopo delle esercitazioni effettuare corsi di addestramento in tema di lotta al terrorismo tramite la riproduzione di ipoteti scenari secondo diverse tipologie di minacce.

Alle manovre prendono parte circa 200 militari provenienti da Washington.
Egitto e Stati Uniti hanno avuto una lunga storia nelle relazioni fino al 2013, quando il governo guidato dal presidente Abdel al-Sisi è salito al potere destituendo Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani. Quello stesso anno gli aiuti militari statunitensi all’Egitto sono stati temporaneamente sospesi per riprendere poi nel mese di aprile del 2015. L’Egitto è stato il secondo più grande destinatario di aiuti esteri degli Stati Uniti fin dal 1979, anno del trattato di pace con Israele.

Sospesa nel 2009 questa esercitazione contribuisce a ristabilire il rapporto USA-Egitto a livello pre-2013. L’obiettivo principale dell’Egitto rimane la ripresa di un programma di finanziamento militare USA che gli permetterebbe di effettuare acquisti militari per miliardi di dollari. Attualmente, il programma permette efficacemente all’Egitto di sfruttare gli aiuti annuali degli Stati Uniti, per un valore di 1,3 miliardi di dollari, un decimo di quello che riceve dagli Stati del Golfo.