Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: dicembre 2015

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L’arte della guerra di Manlio Dinucci

 È da poco disponibile per i tipi della Zambon l’interessante saggio “L’arte della guerra – Annali della strategia Usa/Nato (1990-2015)” del giornalista Manlio Dinucci.

Il libro raccoglie articoli, spunti e riflessioni che il noto giornalista ha pubblicato negli ultimi 25 sul quotidiano “il manifesto”, nella rubrica che dà il nome al volume, e si presenta quasi come un manuale di storia contemporanea incentrata sulla politica estera e militare degli Stati Uniti d’America attuata grazie al suo braccio armato, la Nato, che negli ultimi anni si è spinta sempre più verso est inglobando paesi che fino a pochi anni prima facevano parte del blocco sovietico o del Patto di Varsavia, l’alleanza militare che comprendeva i paesi dell’Europa comunista.

Per continuare a leggere cliccare qui —> http://www.agenziastampaitalia.it/cultura/cultura-2/28247-l-arte-della-guerra-di-manlio-dinucci

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Ecuador: Correa inaugura progetto Dauvin

Il presidente dell’Ecuador Rafael Correa ha inaugurato ieri il bacino idrico Dauvin. Il progetto, che permetterà l’irrigazione di oltre 170 ettari di terreno darà modo di migliorare la produzione agricola nella stagione secca. Il ministro per le Acque, Carlos Bernal, ha spiegato che “questo progetto è il più grande per la regolazione delle acque che nella storia del paese”, precisando che si inserisce nell’ambito delle sei infrastrutture destinate a dare al paese un più moderno sistema di irrigazione, per il controllo delle inondazioni e per la fornitura di acqua potabile. Solo per il bacino di Dauvin è stato compiuto un investimento di 1,2 milioni di euro. Secondo le stime del governo per ogni dollaro investito in progetti idrici il paese dovrebbe risparmiarne 9.

Nello specifico il progetto Dauvin è un insieme di opere idrauliche che sfrutteranno l’acqua del fiume Daule durante la stagione secca, da maggio a dicembre), dando così modo agli agricoltori di aumentare la produzione di 2,5 volte.

Democrazia in America? Di Oliviero Bergamini

Gli Stati uniti d’America sono davvero lo stato più democratico al mondo e quello che gli altri devono prendere ad esempio nel loro cammino verso la democrazia? Ha provato a rispondere a questa domanda il giornalista Oliviero Bergamini nel suo saggio “Democrazia in America? – Io sistema politico e sociale negli Stati uniti” di cui la Ombre corte ha da poco pubblicato la seconda edizione.

Nel suo saggio l’autore ripercorre idealmente il viaggio compito da Alexis de Tocquiville nel continente americano, che ha creato il mito che ha portato all’identificazione degli Usa nella democrazia compiuta, smascherando molti miti di Washington.

L’analisi di Bergamini è molto accurata e minuziosa e interessa praticamente tutti i campi della società statunitense, da quello politico a quello economica senza tralasciare quelli più sociali.

Il primo dato che salta agli occhi è come nella culla della democrazia il diritto non si minimamente universalmente garantito e come le forze politiche non appaiano minimamente interessate a far si che questa situazione rimanga sostanzialmente immutata. Perfino le modalità che portano all’elezioni del presidente presentano molti lati oscuri grazie a quali l’uomo può potente del mondo può essere eletto senza essere nemmeno dalla maggioranza degli elettori statunitensi. Molto complessa anche l’amministrazione della giustizia, specie per quanto attiene alla corte suprema di nomina presidenziale ma i cui membri hanno un mandato senza scadenza il che poi incide notevolmente sulle decisioni prese anche in base agli interessi dei due grandi partiti, quello Repubblicano e quello Democratico.

Grande abilità dell’autore anche quella di evidenziare molto bene lo stretto legame tra la religione e la politica estera di Washington che da un lato dichiara guerra al fondamentalismo e mentre dall’altro si sente quasi investito di una missione messianica di salvezza nei confronti dell’universo mondo.

Disarmante il quadro che emerge dall’analisi dello stato sociale del paese, non solo per la sua abissale differenza con quello europeo, soprattutto per quanto attiene alle sue finalità, ma anche per la ristrettezza del suo campo di intervento e di come questo venga visto, in una società totalmente votata al profitto ed al guadagno, come un peso morto da eliminare.

Libro interessante che tutti dovrebbero leggere per capire meglio come funzione quel modello “occidentale” che tutti in Italia puntano a seguire e ad imporci con tutto ciò che ne comporta.

O. Bergamini “Democrazia in America – Il sistema politico e sociale degli Stati uniti”, Ombre corte editore, pagg., 262, €20,00