Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: maggio 2015

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Intervista a Fabrizio Di Ernesto, autore di “Santa Madre Russia”

Verrà presentato oggi, 28 maggio, alle ore 18,30 presso la Libreria Mondadori Bookstore – via Mameli 16G – a Monterotondo, l’ultimo saggio di Fabrizio DI Ernesto, “Santa Madre Russia”, edito da Fuoco Edizioni.
Una lunga cavalcata che analizza a livello storico e geopolitico gli ultimi 25 anni della storia russa e si sofferma in particolare sulla figura di Vladimir Putin.

Ne abbiamo approfittato per porre all’autore alcune domande su un saggio brillante ed illuminante che analizza lucidamente una figura controversa e fondamentale dello scacchiere internazionale.

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Sabato 30 presentazione a Bellante (Te) di Santa Madre Russia

Il giornalista e saggista Fabrizio Di Ernesto sarà sabato 30 maggio a Bellante (Te) per presentare il suo ultimo saggio Santa Madre Russia – Putin e la presenza di Mosca sullo scacchiere internazionale pubblicato dalla Fuoco edizioni. L’incontro, organizzato dall’associazione culturale Nuove sintesi si terrà alle 17,30 presso la Sala Consiliare – Municipio del comune teramano.

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Caracas contro Exxon per le trivellazioni in Essequibo

Venezuela di nuovo in guerra contro le grandi multinazionali a stelle e strisce. Lo scontro ora è contro la compagnia petrolifera Exxon Mobil che sta effettuando ricerche nella regione dell’Essequibo, zona appartenente alla Guyana al confine con il paese bolivariano ma tempo rivendicata da Caracas.

Il ministro degli esteri di Caracas Delcy Rodriguez ha ribadito che finché la controversia sul territorio non sarà chiarita aziende straniere non possono svolgere ricerche nella zona chiedendo quindi alla multinazionale di sospendere immediatamente i lavori. Secondo gli esponenti del governo venezuelano le azioni di Exxon Mobil sono “illegali”.

La regione contesa si estende su una superficie di oltre 159mila chilometri quadrati, rivendicata da Caracas sulla base dell’accordo di Ginevra del 17 febbraio 1966 cui fino ad oggi le due nazioni non hanno però dato seguito, anche per via delle resistenze della Guyana appoggiata dagli Usa.
Lo scontro diplomatico-economico tra il Venezuela e la compagnia petrolifera potrebbe ora segnare il destino di Maduro. L’ex delfino di Chavez in questi anni non è stato in grado di far dimenticare il suo predecessore e se ora non riuscisse a spuntarla in questa disputa difficilmente potrebbe rimanere al suo posto.

Gli Usa non vogliono l’avvicinamento tra Atene e Mosca

Continua la corsa contro il tempo del governo greco per evitare il default ed il commissariamento del paese ellenico da parte della troika di Bruxelles che di fatto metterebbe in liquidazione il paese e getterebbe nella povertà più assoluta milioni di cittadini. Il governo di Atene in questo momento non ha molta libertà d’azione e l’unica, o quasi, soluzione potrebbe essere quella di farsi aiutare dalla Russia per rimborsare i prestiti ottenuti in passato. Da tempo Atene e Mosca stanno intensificando i rapporti bilaterali, nonostante le sanzioni imposte in modo unilaterale dall’occidente alla Russia, aspetto che però Washington non gradisce. Proprio in virtù di ciò il ministro della Difesa greco, Panos Kamenos ieri ha riferito che il Dipartimento della Difesa statunitense ha invitato Atene a sostenere le sanzioni contro la Russia. Kamenos ha però ribadito che Mosca è alleata ed amica di Atene “con la quale abbiamo legami indistruttibili intorno ad una religione comune, abbiamo anche legami economici”, ricordando che le sanzioni hanno causa alla Grecia una perdita di ben 4 miliardi di euro, soldi che avrebbero dato più di una boccata d’ossigeno alle casse statali. “Ogni anno vengono da Russia 1,5 milioni di turisti. Esportiamo prodotti agricoli”, ha sottolineato.

Il mese scorso il primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin, a Mosca ed hanno discusso questioni di interesse bilaterale. “Lo scopo della mia visita è quello di cercare di dare un nuovo slancio, un nuovo inizio, alle nostre relazioni a beneficio di entrambi i popoli e cercare la stabilità e la sicurezza in senso lato nella regione”, disse all’epoca Tsipras. Da parte sua, il presidente Putin definì la visita greco come “di grande attualità”, perché ritenuto necessario “per recuperare il ritmo antico del commercio” in un momento di deterioramento delle relazioni tra i due paesi con l’Unione europea.

Per quanto marginale all’interno dell’Europa, la Grecia agli occhi degli Usa ha un valore non secondario. Atene fa parte della Nato, il paese ospita delle basi militari statunitensi ed ci sono perfino delle testate atomiche. Se la Grecia esce dall’Ue e si avvicina alla Russia si potrebbe arrivare ad avere nel paese basi militari a stelle e strisce e basi russe. Un rischio che gli Usa non possono e non vogliono correre.

Tra Serbia e Cuba rapporti intensi

Si fanno sempre più intensi ed amichevoli i rapporti tra Cuba e la Serbia. Questo in sintesi l’esito del viaggio che sta facendo il presidente serbo Tomislav Nikolic nell’isola caraibica. Il primo mandatario di Belgrado è giunto ieri a l’Avana, dove si tratterrà fino a domani per incontrare numerose personalità, su tutte il nuovo uomo forte dell’isola Raul Castro; sul tavolo varie questioni di interesse bilaterale. Appena giunto all’aeroporto internazionale José Martí Nikolic è stato ricevuto dal viceministro degli Esteri Rogelio Sierra che ha voluto ricordare la portata dell’evento, si tratta infatti della prima visita di un presidente serbo sull’isola dalla disintegrazione della Jugoslavia.

Le relazioni diplomatiche tra i due Stati risalgono al 1943.
durante questa tre giorni Nikolic visiterà il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia e il Centro di Immunologia Molecolare per gettare le basi per dar vita ad una collaborazione bilaterale in questi campi. Oggi ha posto una corona al monumento all’eroe nazionale José Martí nella Piazza della Rivoluzione, che si trova nella capitale cubana.

La visita del leader serbo consolida il ritorno di Cuba sulla scena mondiale. Dopo aver riallacciato i rapporti con gli Usa dopo decenni di embargo unilaterale, nelle settimane scorse Raul Castro ha visitato la Russia per rafforzare le relazioni bilaterali e di partecipare alla commemorazione del 70 ° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. In seguito ha visitato il Vaticano per incontrare Papa Francesco, con il quale ha discusso di vari argomenti, tra cui le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti.

Un nuovo corso nella politica estera cubana sembra davvero iniziato.

Comunicato stampa SANTA MADRE RUSSIA

La Fuoco edizioni conferma la sua propensione verso la geopolitica e l’attualità pubblicando il volume SANTA MADRE RUSSIA del giornalista Fabrizio Di Ernesto, per la collana Incroci. Un testo fondamentale per capire la politica russa e la figura di Wladimir Putin, da 15 anni uno dei pochi uomini in grado di condizionare il mondo e che proprio per questo sembra non godere di una buona stampa.

 Da circa un anno a questa parte la Russia è tornata ad occupare le cronache e le analisi giornalistiche per via della crisi diplomatica con l’Ucraina. La discussione su Mosca appare però fortemente indirizzata da condizionamenti ideologici che non offrono un quadro veritiero della Russia attuale e soprattutto dell’uomo forte del Cremlino. Se da un lato infatti Putin è distante dai politici europei e non è sicuramente ascrivibile al campo dei liberali occidentali dall’altro bollarlo come un dittatore appare un’analisi troppo semplicistica e banale, oltre che errata.

SANTA MADRE RUSSIA cop

Come giustamente sottolinea l’autore, Putin appartiene a quella ristretta schiera di politici, cui fanno parte anche la Merkel, Chavez e pochi altri, che nel loro operare antepongono gli interessi nazionali a quelli personali, attirandosi così addosso le critiche dei paesi che vedono a rischio parte dei loro investimenti esteri.

Nel suo libro l’autore oltre a porsi l’obiettivo di illustrare nel dettaglio la politica russa, fa anche un excursus storico per spiegare la crescita della Russia negli ultimi 30 anni, ovvero da quando con il crollo del comunismo, sfuggito al controllo di Gorbaciov, e la fallimentare presidenza Eltsin, il paese si è ritrovato prima sull’orlo del baratro, ed in mano agli speculatori del Fmi, per poi tornare ad essere una delle principali potenze mondiali, capaci di dar vita ad una nuova politica coloniale poggiata principalmente sull’industria energetica tornata in mano allo Stato dopo la sciagurata stagione delle liberalizzazioni degli anni ’90.

Il libro non è una semplice elencazione di date e indicatori economici ma una vera e propria analisi sulla storia e le politiche che hanno permesso a Mosca di riconquistare la grandezza passata con nuovi attori politici e soprattutto nuovi sistemi di welfare lontani da quelli di un Occidente ultra liberista e che, non a caso, è riuscito a limitare le conseguenze della grave crisi economica che ha messo in ginocchio l’economia mondiale.

Santa Madre Russia tour

Sta per iniziare il ciclo di conferenze in cui presenterò il mio nuovo saggio SANTA MADRE RUSSIA che analizza a livello storico e geopolitico gli ultimi 25 anni della storia russa e si sofferma sulla figura di Vladimir Putin.
Ecco di seguito i primi imperdibili appuntamenti:

  • 28 maggio 2015 ore 18,30 presso Libreria Mondadori Bookstore, via Mameli 16G Monterotondo (Rm)
  • 30 maggio 2015 ore 17,30 presso Sala consiliare (municipio), Bellante paese (Te)
  • 5 giugno 2015 presso biblioteche di Roma (orario e sede da definire)

Bellante 2015

Russia e Nicaragua rafforzano la cooperazione militare

A margine delle celebrazioni per la vittoria sovietica durante la II Guerra mondiale la Russia e il Nicaragua hanno rafforzato la cooperazione in campo militare.

Il Comandante in Capo dell’esercito nicaraguense, il generale Julio Cesar Aviles, ne ha dato notizia tramite una dichiarazione ufficiale diffusa dalle autorità militari del paese caraibico. Urante la sua permanenza a Mosca, Aviles ha incontrato il ministro russo della Difesa, il generale Sergei Shoigu, e il primo vice ministro della difesa e capo di stato maggiore, il generale Valery Gerasimov. Secondo quanto trapelato nell’incontro sono state discusse questioni di interesse reciproco e rapporti di amicizia e di cooperazione tra le forze armate della Federazione russa e l’Esercito del Nicaragua. Nel suo viaggio il rappresentante di Managua ha incontrato anche i vertici dell’agenzia russa per il contrasto del narcotraffico per parlare degli sforzi comuni per contrastare questa piaga e la criminalità organizzata; in base agli accordi raggiungi la Russia costruirà alla periferia della capitale nicaraguense un centro di formazione per preparare il personale antidroga in tutta l’America Centrale. L’intesa tra le due nazioni in campo militare si è rafforzata dopo il ritorno al potere di Daniel Ortega, nel 2007, con Mosca che rappresenta uno dei principali alleati del paese caraibico fin dagli inizi dell’epopea sandinista, nel 1979, ed ha sempre fornito armi al paese caraibico.

Cina e Russia rafforzano l’intesa strategica

Russia e Cina sempre più alleati per rafforzare le loro posizioni sullo scacchiere mondiale.

I capi dei due paesi, Vladimir Putin e Xi Jinping, si sono incontrati oggi a Mosca ed hanno siglato circa 40 documenti per importanti accordi di cooperazione bilaterale. Scopo dichiarato dell’incontro quello di approfondire il partenariato strategico dei due paesi. Gli accordi comprendono anche la realizzazione di progetti comuni sulla cooperazione bilaterale per lo sviluppo dell’Unione economica eurasiatica e la cintura economica della Via della Seta. Secondo il portavoce del presidente russo, si tratta di un documento “fondamentale per la cooperazione russo-cinese in molti progetti.” Le intese riguardano anche il funzionamento congiunto dei sistemi di navigazione GLONASS e Beidou. Firmato anche un accordo sul servizio ad aziende di credito con le banche cinesi. Alcuni degli accordi comprendono anche una partnership tra la società russa Gazprom e la cinese CNPC.

L’incontro si è svolto a margine delle celebrazioni del Giorno della vittoria in corso nella capitale russa; con l’occasione Xi Jinping ha invitato il suo omologo del Cremlino in Cina per festeggiare i 70 anni dalla vittoria sul Giappone che si terrà a Pechino il prossimo 3 settembre.

Mercoledì scorso, Xi Jinping aveva detto che in questa nuova era, il popolo della sua nazione e la Russia sono pronti a difendere “spalla a spalla” il mondo contribuendo allo sviluppo e al mantenimento della pace. Nelle scorse settimane il presidente Putin aveva detto che le relazioni Russia-Cina sono “a un livello senza precedenti”, notando che “la qualità corrisponde al momento presente e interessi nazionali”.

Nel corso degli ultimi due anni, la Russia e la Cina hanno raggiunto 107 accordi strategici, di cui 55 sono già stati avviati, e altri 30 sono in fase attiva di attuazione. Gli scambi commerciali tra la Russia e la Cina nel 2014 sono stat1 pari a 88 milioni e 100 mila dollari, con i due leader che puntano a raggiungere quanto prima i 100 miliardi di euro.

Bolivia contro Cile davanti alla Corte internazionale

Si riaccende lo scontro politico-diplomatico tra Bolivia e Cile che ha come oggetto del contendere l’accesso al mare da parte di La Paz. Le due parti si sono ora affidate alla Corte internazionale di giustizia de l’Aja per l’eventuale modifica del trattato di Pace e Amicizia siglato dalle parti nel 1904 che però secondo il Cile nulla avrebbe a che vedere con la possibilità di negoziare un futuro accesso al mare per La Paz. In quegli anni la Colombia aveva combattuto contro il Perù per controllare il Cile e la successiva sconfitta portà La Paz a firmare dei trattati in cui cedeva la il suo litorale oceanico, perdendo così ogni accesso al mare.

In particolare il governo di Evo Morales è ora impegnato nel difficile compito di dimostrare la competenza di questo organismo in merito a questa controversia, dopo che nel 2013 il governo di Santiago ha rifiutato ogni pacifica intesa tra le parti.

“La Corte non è competente su questioni già stabilite in accordi raggiunti nei trattati internazionali”, ha sottolineato l’agente della delegazione cilena, Felipe Bulnes Serrano. Il Procuratore generale della Bolivia, Hector Arce, che fa parte della delegazione boliviana guidata dal ministro degli Esteri David Choquehuanca, ha invece sostenuto che gli argomenti sollevati dal Cile sono ripetitivi e non tengono contro degli interessi delle due nazioni. Dopo la prima udienza in cui le parti hanno presentato le loro memorie tra domani, giovedì 7, e venerdì 8, le parti spiegheranno la loro posizione quindi la corte si riunirà per emettere la sentenza che difficilmente arriverà prima di ottobre.