Fabrizio Di Ernesto

Home » Posts tagged 'Russia'

Tag Archives: Russia

Annunci

In via di definizione nuovo incontro tra Putin e Maduro

Russia e Venezuela stanno definendo i dettagli per organizzare un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il suo omologo bolivariano Nicolas Maduro. Le diplomazie dei due stati hanno iniziato a lavorare in tal senso nel corso dell’ultima visita del numero uno di Caracas in Russia, dicembre 2018, nel corso della quale sono stati firmati contratti per garantire investimenti per oltre 5.000 milioni di dollari nel settore petrolifero.

Attraverso un’apposita dichiarazione, il ministero degli Esteri venezuelano ha dichiarato che il governo apprezza il contributo del paese eurasiatico per consolidare la pace in Venezuela, “attualmente oggetto di un assalto e di un blocco economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti”.

Il vicepresidente per l’area economica del Venezuela, Tareck El Aissami, ha dichiarato la scorsa settimana che il presidente Maduro può visitare la Russia in qualsiasi momento.

Dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, Venezuela e Russia hanno firmato più di 260 accordi di cooperazione in settori come la medicina, il turismo, l’agricoltura, l’estrazione mineraria e il petrolio. All’inizio Caracas acquistava armi da Mosca pagando con il petrolio ma nel corso degli anni la bilancia commerciale tra i due paesi si è fatta sempre più variegata e la collaborazione si è fatta sempre più intensa anche in ambito militare.

Annunci

Erdogan: pronti a produrre con Russia nuovo sistema missilistico

È destinata a rafforzarsi la collaborazione in ambito militare tra Ankara e Mosca. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha infatti riferito che il suo paese produrrà il sistema missilistico anti-aereo S-500 in cooperazione con la Russia. Parlando con la stampa locale il primo mandatario turco è anche tornato sul sistema missilistico S-400 confermando che l’acquisto del prodotto russo è “affare fatto”.

In base a quanto riferito dalla stampa turca Ankara avrebbe già inviato in Russia circa cento ingegneri, impegnati per lo sviluppo del nuovo sistema missilistico con gli esperti della Federazione russa. Nelle settimane scorse, il direttore generale di Rostekh, Sergej Chemezov, aveva aperto le porte ad un eventuale sviluppo congiunto del sistema missilistico con la Turchia.

Questa collaborazione rischia di rendere ancora più tesi i rapporti tra Ankara e Washington dopo che già in seguito all’acquisto degli S-400 il Pentagono aveva minacciato l’esclusione di Ankara dal programma di sviluppo dei caccia F-35 e l’imposizione di sanzioni. Il Pentagono sostiene che la presenza degli S-400 sul suolo turco sia incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato e che potrebbe essere utilizzata dalla Russia per ottenere informazioni cruciali sulla vulnerabilità degli F-35.

Venezuela: Maduro, forze di sicurezza sulle tracce dei golpisti

Le forze di sicurezza venezuelana sono sulle tracce dei golpisti. Lo ha assicurato il presidente Nicolas Maduro, facendo il punto sul tentato golpe che il duo Guaidò-Lopez ha inscenato con risultati deludenti, soprattutto per gli Usa, lo scorso 30 aprile.

“La giustizia sta cercando i golpisti e più presto che tardi andranno in carcere per pagare il loro tradimento e i loro reati”, ha sottolineato il capo dello stato.

Secondo il primo mandatario Guaidò e i suoi avrebbero manipolato e ingannato alcuni militari sostenendo che avrebbero dovuto svolgere una semplice operazione in un carcere salvo poi gettarli contro la popolazione sperando in un bagno di sangue.

Il presidente ha anche ribaltato alcune “bugie” lanciate dalla Casa Bianca nel ricostruire le vicende delle ultime ore, parte di una strategia che per Caracas può solo portare a uno scontro violento. “Menzogne” alimentate dagli stessi “golpisti” che in questo avrebbero “ingannato l’imperialismo nordamericano”. I ribelli “hanno fatto credere che mi sarei arreso”, ha detto Maduro rimandando alla notizia secondo cui alcuni alti funzionari governativi avrebbero segnalato a uomini del Dipartimento di stato che avevano firmato un piano “in quindici punti”, con i dettagli della transizione. “Gli hanno fatto creder che era tutto fatto e che io sarei stato pronto a partire per Cuba, se non fosse che i russi mi hanno costretto a scendere dall’aero a spintoni”, ha ironizzato il presidente.

Nelle ultime ore inoltre sarebbe stato anche ridimensionato il video in cui si vedono dei blindati in dotazione all’esercito bolivariano caricare dei manifestanti; il video incriminato infatti risalirebbe allo scorso 23 gennaio, giorno in cui governo e golpisti si sono sfidati a suon di musica al confine con la Colombia e si sono registrati pesanti scontri con i sostenitori di Guaidò che per aizzare la folla hanno anche incendiato i camion che avrebbero dovuto portare nel paese gli aiuti umanitari, anche se ufficialmente per errore.

Difesa: sistema S-400 russo arriverà in Turchia prima del previsto

Il sistema difensivo di fabbricazione russa S-400 potrebbe arrivare in Turchia prima della data prevista, ovvero luglio 2019. Lo ha riferito il presidente russo Recep Tayyip Erdogan, respingendo per l’ennesima volta gli inviti statunitensi a non dotarsi di sistemi militari di fabbricazione extra Nato.

“L’acquisto da parte di Ankara del sistema S-400 è oggetto di interesse internazionale, ai nostri ministri viene costantemente chiesto se la Turchia ha cambiato la sua decisione. Noi dichiariamo che questo è un caso chiuso. Le consegne di S-400, come si supponeva in precedenza, ci saranno a luglio, ma forse anche prima”, ha ribadito il presidente turco al termine della sua visita ufficiale a Mosca.

Il contratto per la fornitura di quattro sistemi S-400, per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari, è stati siglato nel luglio 2017 ed inizialmente la consegna era stata preventivata per il maro 2020, ma in seguito l’accordo è stato rivisto anticipando di 9 mesi la consegna.

Da subito le autorità statunitensi hanno cercato di boicottare e bloccare questo accordo minacciando sanzioni e il fermo della consegna dei caccia di quinta generazione f-35 comprese attrezzature e pezzi di ricambio. Il primo mandatario turco ha però respinto le pressioni del Dipartimento di Stato Usa sostenendo che le condizioni offerte da Washington per il sistema antimissilistico Patriot sono peggiori di quelle offerte dalla Russia nell’ambito del contratto di sistemi missilistici antiaerei S-400.

Domani nuovo incontro tra Russia e Venezuela

Si terrà domani, mercoledì 3 aprile, un nuovo incontro tra i rappresentanti di Russia e Venezuela per rafforzare la collaborazione bilaterale tra le parti e la cooperazione reciproca.

A questo mini vertice prenderanno parte il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ed il viceministro venezuelano per i Temi multilaterali Felix Plasencia. Lo ha reso noto la stampa russa.

Un mese fa, lo scorso I marzo, il vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez si è recata a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Successivamente sempre Lavrov ha incontrato il suo omologo venezuelano Jorge Arreaza in occasione della 62a sessione della Commissione sugli stupefacenti delle Nazioni Unite (ONU).

La Russia, dopo aver giocato un ruolo fondamentale nella soluzione alla crisi siriana, ora sta cercando di evitare che in Venezuela si scateni una guerra civile dopo che lo scorso 29 gennaio Juan Guaidò, rappresentante dell’opposizione venezuelana si è autoproclamato presidente ottenendo il sostegno ed il riconoscimento degli Usa e di altri paesi della regione.

Mosca, che ha diversi interessi economici nel paese, sta sostenendo Caracas nella guerra economica e sociale che Washington sta cercando di scatenare nel paese e nei giorni scorsi ha anche inviato alcuni soldati in Venezuela per evitare la più volte ipotizzata invasione del paese che dovrebbe avvenire al confine con la Colombia.

Usa pressano El Salvador per ridurre influenza cinese nella regione

John Bolton, attuale Consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, ha telefonato al neo-eletto presidente salvadoregno Nayib Bukele, di origini palestinesi, per sottolineare la necessità, secondo Washington, di rafforzare la cooperazione bilaterale per contrastare la sempre più crescente influenza cinese nella regione.

Ne ha dato notizia lo stesso Bolton dicendo di aver colto l’occasione anche per congratularsi con Bukele per la recente vittoria elettorale. “Abbiamo discusso – ha spiegato il rappresentante della Casa Bianca – dei modi per rafforzare l’amicizia tra Usa ed El Salvador e collaborare per ripristinare la democrazia in Venezuela e contrastare le pratiche predatorie della Cina nell’emisfero”. Da parte sua Bukele ha replicato dicendo che “gli Usa troveranno in El Salvador non solo un alleato, ma anche un amico”.

Nelle ultime settimane, anche in concomitanza con la crisi venezuelana, Bolton ha intensificato i contatti con i capi di stato e di governo della regione indiolatina per rilanciare la posizione degli Usa nell’ex giardino di casa. Come conferma la telefonata a Bukele non è solo il Venezuela indipendente a preoccupare la Casa Bianca ma soprattutto la crescente influenza di Russia e Cina tra i paesi a sud del Messico.

Stoltenberg, si va verso mondo senza Trattato INF

Il mondo deve abituarsi all’idea che il Trattato INF non c’è più.

Questo per sommi capi il senso del discorso tenuto oggi da Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, a Bucarest.

Il plenipotenziario dell’Alleanza atlantica ha ribadito che “non è stato raggiunto un accordo sul mantenimento del trattato sui missili a medio raggio (Inf) e la Russia ha tirato fuori una nuova arma che viola questa intesa”.

Nel corso di una conferenza stampa con il presidente romeno Laus Iohannis Stoltenberg ha sottolineato: “Abbiamo discusso anche del trattato Inf. La Russia ha presentato un nuovo tipo di missile che viola il trattato, l’SSC-8; ha la capacità nucleare, è difficile da rintracciare, può raggiungere le città europee. Alla riunione di dicembre dei ministri degli Esteri della Nato, gli Stati Uniti, che certamente sostengono tutti gli alleati, hanno annunciato che concederanno alla Russia 60 giorni per soddisfare i requisiti del trattato. Questi 60 giorni scadono tra due giorni. E, sfortunatamente, scopriamo che non vi è alcun segno di progresso in questa direzione”.

La diretta conseguenza dell’atteggiamento di Mosca, che da anni vede sorgere basi Nato ai proprio confini ma viene accusata di aggressività da Washington, per Stoltenberg è che il mondo deve abituarsi a vivere senza il trattato di deterrenza nucleare; “la Nato – ha continuato – deve rimanere  un elemento deterrente e offrire una difesa molto credibile e forte. Ma dobbiamo anche prendere in considerazione nuove iniziative, perché una nuova corsa agli armamenti non sarebbe nell’interesse di nessuno”.

Maduro: Trump ha ordinato il mio assassinio

“Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato il mio assassinio alla Colombia”. Questa la pesante accusa lanciata dal presidente venezuelano Nicolas Maduro nei confronti del suo omologo nordamericano precisando che la richiesta sarebbe stata fatta al governo della Colombia, storicamente alleata di Washington, ed alla mafia colombiana.

Il capo dello stato bolivariano ha lanciato l’accusa nel corso di un’intervista all’agenzia stampa russa Ria Novosti incentrata sul difficile momento che sta vivendo il suo paese, una settimana fa Juan Guaido, presidente del parlamento di Caracas si è autonominato presidente del Venezuela venendo riconosciuto da alcuni paesi tra cui Usa e Israele.

Parlando con la stampa russa il delfino di Chavez ha respinto la richiesta di elezioni anticipate e smentito di aver emesso un ordine di arresto nei confronti di Guaidò.

Maduro ha anche ricordato di avere l’esercito dalla sua parte e avere il sostegno del presidente russo Vladimir Putin.

In merito alla sua legittimazione Maduro ha ricordato di aver vinto le ultime elezioni con il 68% dei voti e che le prossime elezioni si terranno nel 2025. Pur avendolo accusato di volerlo uccidere l’uomo forte di Caracas si è detto pronto ad incontrare Trump “ovunque lui voglia, ma è improbabile visto che i suoi consiglieri gli hanno sconsigliato di farlo”.

In merito alla proposta avanzata da Russia, Messico, Boliva ed altri paesi di tenere colloqui tra le parti, Maduro si è detto possibilista “sono pronto a sedermi al tavolo delle trattative con l’opposizione purché siano a beneficio del Venezuela”.

Difesa russa, strategia missilistica Pentagono provocherà nuova corsa armamenti

Secondo i vertici della difesa russa la nuova strategia di difesa missilistica statunitense provocherà una nuova corsa agli armamenti minando la stabilità globale.

La dichiarazione moscovita è arrivata dopo che nei giorni scorsi la stampa specializzata statunitense ha pubblicato la nuova politica missilistica made in Usa che prevede una nuova serie di sensori spaziali e altri sistemi high-tech per rilevare e abbattere più rapidamente i missili in arrivo. Una strategia ufficialmente ideata per contrastare lo sviluppo militare di Russia e Cina e le potenziali minacce provenienti dalla Corea del Nord e dall’Iran.

Secondo il ministero degli Esteri russo la nuova strategia americana dimostra “il desiderio di Washington di assicurarsi un dominio militare incontrastato nel mondo” e che l’espansione del sistema difensivo del Pentagono provocherà “inevitabilmente una corsa agli armamenti nello spazio con conseguenze negative per la sicurezza e la stabilità internazionale”.

Il presidente Usa Donald Trump nel corso di un discorso al Pentagono, ha dichiarato che lo spazio è il nuovo dominio bellico e ha promesso che gli Stati Uniti svilupperanno un sistema di difesa missilistica senza rivali per proteggersi da minacce ipersoniche.

Il ministero degli Esteri russo ha descritto la revisione del Pentagono come un tentativo di riprodurre i piani di difesa missilistica del presidente Ronald Reagan “Star Wars” su un nuovo livello tecnologico e ha esortato l’amministrazione Trump a “rinsavire” e ad avviare colloqui sul controllo delle armi con la Russia.

Gli Stati Uniti accusano Mosca di testare e dispiegare un missile che ha violato le disposizioni del Trattato INF che proibisce la produzione, il collaudo e l’impiego di missili balistici e da crociera terrestri con una gittata da 500 a 5.500 chilometri; Washington ha aggiunto che sospenderà i suoi obblighi del trattato se il russo non entrerà in conformità entro il 2 febbraio.

La Russia con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov non ha negato il lancio del missile, precisando però che questo è avvenuto nel raggio consentito dal Trattato, sottolineando: “Se gli Usa pensano che la portata sia eccessiva, devono avere immagini satellitari o qualcos’altro, ma non ci hanno mostrato niente”.

Presidente Kosovo Thaci ha firmato leggi nascita esercito nazionale

Hashim Thaci, il presidente del Kosovo, ha firmato oggi le tre leggi che istituiscono l’esercito nazionale trasformando in tal senso le Forze di sicurezza kosovare (Ksf).

La firma del capo dello Stato è avvenuta nel corso di una cerimonia solenne cui erano presenti tra gli altri il comandante delle Forze di sicurezza, generale Rrahman Rama. Il primo mandatario di Pristina ha commentato: “Vorrei ringraziare i sostenitori internazionali, gli Stati Uniti e altri paesi alleati, per questo importante giorno di formalizzazione dell’esercito del Kosovo attraverso la promulgazione della legge sul ministero della Difesa approvata dall’Assemblea del Kosovo il 14 dicembre 2018 e ricevuta dall’Ufficio del presidente della Repubblica del Kosovo il 26 dicembre 2018. Il presente decreto entra in vigore alla data della firma”

La decisione dell’ex provincia serba di dotarsi un vero e proprio esercito regolare ha sollevato molte polemiche a Belgrado ed anche in quei paesi, Russi e Cina in primis, che non hanno mai riconosciuto l’autoproclamata indipendenza del Kosovo.

Replicando alle polemiche il Thaci aveva dichiarato: “Se il Kosovo ha commesso un errore è stato quello di attendere cinque anni per istituire un esercito. È tardivo perché ci siamo rimessi alla buona volontà di coloro che non hanno mai dimostrato nulla nei confronti del nostro paese”.