Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Russia

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Difesa: progressi significativi tra Russia e Venezuela

Russia e Venezuela stanno facendo registrare “progressi significativi” nell’ambito della cooperazione militare.

Lo riferisce Vladimir Padrino Lopez, ministro venezuelano della Difesa parlando nell’ambito dell’International Army Games di Mosca. “Abbiamo avuto una conversazione privata con il ministro della Difesa russo, Serghej Shoigu, sul livello della cooperazione tecnico-militare, che sta facendo segnare progressi significativi”, ha sottolineato l’esponente del paese bolivariano che ha anche ringraziato il Cremlino per il supporto fornito a Caracas a fronte delle sanzioni comminate dal governo degli Stati Uniti.

Padrino Lopez ha poi concluso il suo intervento dichiarando: “La Federazione Russa ha mostrato la sua solidarietà, visibile, nel caso del Venezuela, paese che viene aggredito in maniera perversa dall’impero nordamericano”.

Mosca e Caracas si sono avvicinati quando, quasi in contemporanea, Valdimir Putin e Hugo Chavez sono saliti al potere; nel corso degli anni hanno poi rafforzato la cooperazione in vari ambiti; quello relativo alla difesa si è rivelato fondamentale negli ultimi mesi visto che anche grazie alla presenza di militari russi in territorio venezuelano gli Usa non hanno potuto raccogliere l’invito del golpista Juan Guaidò ad invadere il paese.

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Difesa: Russia offre a Turchia caccia Su-35

La Russia è disponibile a vendere alla Turchia i caccia militari Su-35 qualora Ankara fosse interessata all’acquisto.

A dirlo i vertici della holding russa Rostekh, che produce i velivoli, tramite il proprio AD Sergej Chemezov, confermando l’avvicinamento politico, diplomatico e militari tra i due paesi che già hanno ratificato la compravendita del sistema antimissilistico S-4000.

Stando a quanto riferito dai media turchi fino ad oggi sono 15 le spedizioni giunte finora presso la base aerea di Murted a pochi chilometri dalla capitale Ankara in poco più di una settimana, i primi componenti sono infatti arrivati lo scorso 12 luglio.

L’eventuale compravendita dei sukhoi potrebbe deteriorare ulteriormente i rapporti tra Ankara e Washington che non vede di buon occhio l’avvicinamento con la Russia, soprattutto in chiave Nato.

Nei giorni scorsi il presidente statunitense, Donald Trump, ha confermato con rammarico la decisione di non vendere gli aerei da combattimento F-35 alla Turchia, dopo che Ankara ha confermato l’acquisto del sistema di difesa missilistica S-400 dalla Russia.

L’inquilino della Casa Bianca ha spiegato che la decisione turca di acquistare un sistema missilistico russo impedisce la vendita dei 100 aerei statunitensi già concordata dalle parti.

A Trump ha replicato il plenipotenziario turco Recep Tayyip Erdogan che ha contestato la decisione di Washington di non far partecipare la Turchia al programma congiunto per i caccia F-35 sostenendo che questa “danneggerà irreparabilmente i rapporti”.

Il Pentagono sostiene che la presenza degli S-400 sul suolo turco sia incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato, poiché la Russia potrebbe ottenere informazioni cruciali sulla vulnerabilità degli F-35. Al momento Washington non ha ancora risposto alla proposta di Ankara di istituire una commissione tecnica per risolvere la disputa. Lo scorso 6 giugno il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha riferito di aver dichiarato agli Stati Uniti che la Turchia era disposta ad acquistare il sistema Patriot, di produzione statunitense, dopo la consegna degli S-400 e in caso di un’offerta economica alla pari di quella di Mosca

Morales in Russia per incontro con Putin

Il presidente della Bolivia Evo Morales è arrivato questa mattina a Mosca per incontrare l’omologo russo Vladimir Putin nell’ambito di una visita ufficiale.

In base al programma stilato i due capi di Stato discuteranno le questioni relative alle relazioni russo-boliviane e analizzeranno le questioni chiave in ambito internazionale e regionale, su tutti la crisi venezuelana con La Paz e Mosca al fianco del presidente Maduro contro il golpista Guaidò.

Oltre al primo mandatario la delegazione boliviana comprende ministro degli Esteri Diego Pary, e i ministri degli Idrocarburi, Luis Sanchez e quello dell’Energia, Rafael Alarcon.

L’agenda include anche il miglioramento delle attività commerciali tra le società russe e boliviane, in particolare, con le società energetiche Gazprom e Acron.

Morales e Putin puntano inoltre ad un maggiore scambio commerciale che include la possibilità di esportare carne boliviana in Russia. Il ministro degli Esteri boliviano Diego Pary, parlando nei giorni scorsi di questo appuntamento ha riferito che l’incontro Morales-Putin accelererà la firma del protocollo per la vendita di questo prodotto oltre ad analizzare la posizione della Bolivia come paese osservatore dell’Unione economica eurasiatica, che attualmente comprende Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan.

Salvo sorprese la visita si esaurirà nell’arco di poche ore e già questa sera Morales potrebbe rientrare nel palazzo presidenziale a La Paz.

Difesa, Usa punta ad ammodernare eserciti Europa centromeridionale

Torna a farsi sempre più reale la contrapposizione tra Washington e Mosca e il Pentagono mira apertamente ad ammodernare gli eserciti delle nazioni dell’Europa centromeridionali più vicine alle politiche atlantiche.

Nello specifico gli Stati Uniti sono pronti ad offrire un sostegno di 190,7 milioni di dollari a Slovacchia, Bosnia, Albania, Macedonia del Nord, Croazia e Grecia. La “donazione” maggiore sarà quella a beneficio di Bratislava che ne riceverà 50, mentre gli altri circa 30, ad eccezione di Atene e Zagabria che ne avranno “appena” 25 a testa.

Nella decisione del Dipartimento di stato Usa si legge che Washington intende “finanziare parzialmente l’acquisto di mezzi da combattimento per gli eserciti della Croazia e della Macedonia del Nord ed elicotteri multiuso per gli eserciti della Bosnia e dell’Albania”.

I paesi interessati da questa misura sono fondamentali per la strategia atlantica.

Croazia, Bosnia, Albania e Macedonia del Nord sono infatti fondamentali per accerchiare la Serbia, di fatto l’unico paese della ex Yugoslavia che è rimasta legata a Mosca ed inoltre l’unica in cui i mussulmani non sono la maggioranza della popolazione.

La Grecia invece potrebbe andare a sostituire la Turchia che si sta sempre più avvicinando politicamente e militarmente alla Russia.

Va detto che questa scelta potrebbe rivelarsi un boomerang sotto molti punti di vista considerando che la Bosnia viene da molti considerati la “porta d’ingresso” dell’islam in Europa.

Si è aperto a Teheran vertice tra Iran e Russia

Ha preso il via a Teheran il vertice tra Iran e Russia per aumentare la cooperazione tra i due paesi e che mira ad accelerare i progetti macroeconomici per lo sviluppo di entrambe le nazioni. Al summit prenderanno parte circa 300 tra funzionari statali, uomini d’affari russi.

Il ministro dell’Energia iraniano, Reza Ardakanian, dando il via ai lavori ha ricordato che l’evento ruoterà intorno a 13 comitati associati ai settori dell’industria mineraria, di quella dei trasporti, dell’agricoltura, della medicina, dell’energia e del turismo. L’obiettivo dichiarato del summit è quello di accelerare l’implementazione di nuovi progetti di sviluppo tra le due nazioni.

Il vertice punta, nelle intenzioni dei promotori, è una risposta alle minacce commerciali del governo degli Stati Uniti che ha imposto sanzioni e blocchi alle economie di entrambe le nazioni. “Espanderemo e svilupperemo sistematicamente la nostra cooperazione con la Repubblica islamica dell’Iran, incluso il settore nucleare, nel rispetto delle leggi internazionali e dei regolamenti nazionali”, ha dichiarato recentemente il vice ministro degli esteri russo Sergey Riabkov in merito all’attuale congiuntura internazionale.

A livello geopolitico appare sempre più evidente che l’amministrazione statunitense di Donald Trump cerca di soffocare diverse aree dell’economia iraniana in base al pretesto che Teheran rappresenti “una minaccia per la stabilità mondiale”.

In via di definizione nuovo incontro tra Putin e Maduro

Russia e Venezuela stanno definendo i dettagli per organizzare un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin ed il suo omologo bolivariano Nicolas Maduro. Le diplomazie dei due stati hanno iniziato a lavorare in tal senso nel corso dell’ultima visita del numero uno di Caracas in Russia, dicembre 2018, nel corso della quale sono stati firmati contratti per garantire investimenti per oltre 5.000 milioni di dollari nel settore petrolifero.

Attraverso un’apposita dichiarazione, il ministero degli Esteri venezuelano ha dichiarato che il governo apprezza il contributo del paese eurasiatico per consolidare la pace in Venezuela, “attualmente oggetto di un assalto e di un blocco economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti”.

Il vicepresidente per l’area economica del Venezuela, Tareck El Aissami, ha dichiarato la scorsa settimana che il presidente Maduro può visitare la Russia in qualsiasi momento.

Dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, Venezuela e Russia hanno firmato più di 260 accordi di cooperazione in settori come la medicina, il turismo, l’agricoltura, l’estrazione mineraria e il petrolio. All’inizio Caracas acquistava armi da Mosca pagando con il petrolio ma nel corso degli anni la bilancia commerciale tra i due paesi si è fatta sempre più variegata e la collaborazione si è fatta sempre più intensa anche in ambito militare.

Erdogan: pronti a produrre con Russia nuovo sistema missilistico

È destinata a rafforzarsi la collaborazione in ambito militare tra Ankara e Mosca. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha infatti riferito che il suo paese produrrà il sistema missilistico anti-aereo S-500 in cooperazione con la Russia. Parlando con la stampa locale il primo mandatario turco è anche tornato sul sistema missilistico S-400 confermando che l’acquisto del prodotto russo è “affare fatto”.

In base a quanto riferito dalla stampa turca Ankara avrebbe già inviato in Russia circa cento ingegneri, impegnati per lo sviluppo del nuovo sistema missilistico con gli esperti della Federazione russa. Nelle settimane scorse, il direttore generale di Rostekh, Sergej Chemezov, aveva aperto le porte ad un eventuale sviluppo congiunto del sistema missilistico con la Turchia.

Questa collaborazione rischia di rendere ancora più tesi i rapporti tra Ankara e Washington dopo che già in seguito all’acquisto degli S-400 il Pentagono aveva minacciato l’esclusione di Ankara dal programma di sviluppo dei caccia F-35 e l’imposizione di sanzioni. Il Pentagono sostiene che la presenza degli S-400 sul suolo turco sia incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato e che potrebbe essere utilizzata dalla Russia per ottenere informazioni cruciali sulla vulnerabilità degli F-35.

Venezuela: Maduro, forze di sicurezza sulle tracce dei golpisti

Le forze di sicurezza venezuelana sono sulle tracce dei golpisti. Lo ha assicurato il presidente Nicolas Maduro, facendo il punto sul tentato golpe che il duo Guaidò-Lopez ha inscenato con risultati deludenti, soprattutto per gli Usa, lo scorso 30 aprile.

“La giustizia sta cercando i golpisti e più presto che tardi andranno in carcere per pagare il loro tradimento e i loro reati”, ha sottolineato il capo dello stato.

Secondo il primo mandatario Guaidò e i suoi avrebbero manipolato e ingannato alcuni militari sostenendo che avrebbero dovuto svolgere una semplice operazione in un carcere salvo poi gettarli contro la popolazione sperando in un bagno di sangue.

Il presidente ha anche ribaltato alcune “bugie” lanciate dalla Casa Bianca nel ricostruire le vicende delle ultime ore, parte di una strategia che per Caracas può solo portare a uno scontro violento. “Menzogne” alimentate dagli stessi “golpisti” che in questo avrebbero “ingannato l’imperialismo nordamericano”. I ribelli “hanno fatto credere che mi sarei arreso”, ha detto Maduro rimandando alla notizia secondo cui alcuni alti funzionari governativi avrebbero segnalato a uomini del Dipartimento di stato che avevano firmato un piano “in quindici punti”, con i dettagli della transizione. “Gli hanno fatto creder che era tutto fatto e che io sarei stato pronto a partire per Cuba, se non fosse che i russi mi hanno costretto a scendere dall’aero a spintoni”, ha ironizzato il presidente.

Nelle ultime ore inoltre sarebbe stato anche ridimensionato il video in cui si vedono dei blindati in dotazione all’esercito bolivariano caricare dei manifestanti; il video incriminato infatti risalirebbe allo scorso 23 gennaio, giorno in cui governo e golpisti si sono sfidati a suon di musica al confine con la Colombia e si sono registrati pesanti scontri con i sostenitori di Guaidò che per aizzare la folla hanno anche incendiato i camion che avrebbero dovuto portare nel paese gli aiuti umanitari, anche se ufficialmente per errore.

Difesa: sistema S-400 russo arriverà in Turchia prima del previsto

Il sistema difensivo di fabbricazione russa S-400 potrebbe arrivare in Turchia prima della data prevista, ovvero luglio 2019. Lo ha riferito il presidente russo Recep Tayyip Erdogan, respingendo per l’ennesima volta gli inviti statunitensi a non dotarsi di sistemi militari di fabbricazione extra Nato.

“L’acquisto da parte di Ankara del sistema S-400 è oggetto di interesse internazionale, ai nostri ministri viene costantemente chiesto se la Turchia ha cambiato la sua decisione. Noi dichiariamo che questo è un caso chiuso. Le consegne di S-400, come si supponeva in precedenza, ci saranno a luglio, ma forse anche prima”, ha ribadito il presidente turco al termine della sua visita ufficiale a Mosca.

Il contratto per la fornitura di quattro sistemi S-400, per un valore di circa 2,5 miliardi di dollari, è stati siglato nel luglio 2017 ed inizialmente la consegna era stata preventivata per il maro 2020, ma in seguito l’accordo è stato rivisto anticipando di 9 mesi la consegna.

Da subito le autorità statunitensi hanno cercato di boicottare e bloccare questo accordo minacciando sanzioni e il fermo della consegna dei caccia di quinta generazione f-35 comprese attrezzature e pezzi di ricambio. Il primo mandatario turco ha però respinto le pressioni del Dipartimento di Stato Usa sostenendo che le condizioni offerte da Washington per il sistema antimissilistico Patriot sono peggiori di quelle offerte dalla Russia nell’ambito del contratto di sistemi missilistici antiaerei S-400.

Domani nuovo incontro tra Russia e Venezuela

Si terrà domani, mercoledì 3 aprile, un nuovo incontro tra i rappresentanti di Russia e Venezuela per rafforzare la collaborazione bilaterale tra le parti e la cooperazione reciproca.

A questo mini vertice prenderanno parte il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ed il viceministro venezuelano per i Temi multilaterali Felix Plasencia. Lo ha reso noto la stampa russa.

Un mese fa, lo scorso I marzo, il vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez si è recata a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Successivamente sempre Lavrov ha incontrato il suo omologo venezuelano Jorge Arreaza in occasione della 62a sessione della Commissione sugli stupefacenti delle Nazioni Unite (ONU).

La Russia, dopo aver giocato un ruolo fondamentale nella soluzione alla crisi siriana, ora sta cercando di evitare che in Venezuela si scateni una guerra civile dopo che lo scorso 29 gennaio Juan Guaidò, rappresentante dell’opposizione venezuelana si è autoproclamato presidente ottenendo il sostegno ed il riconoscimento degli Usa e di altri paesi della regione.

Mosca, che ha diversi interessi economici nel paese, sta sostenendo Caracas nella guerra economica e sociale che Washington sta cercando di scatenare nel paese e nei giorni scorsi ha anche inviato alcuni soldati in Venezuela per evitare la più volte ipotizzata invasione del paese che dovrebbe avvenire al confine con la Colombia.