Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Rohani

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Iran-Usa: Rohani apre a possibili negoziati

Nonostante gli screzi diplomatici degli ultimi mesi e la rinnovata tensione in merito al progetto relativo al nucleare a scopo civile, le autorità di Teheran sono pronte e mettersi al tavolo delle trattative con quelle statunitensi, a patto però che Washington tolga le sanzioni economiche.

Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica islamica Hassan Rohani che ha spiegato: “La pace con l’Iran sarà la madre di tutte le paci, mentre la guerra con l’Iran sarà la madre di tutte le guerre”.

Ieri il portavoce dell’Organizzazione per l’energia atomica iraniana (Aeoi), Behrouz Kamalvandi, ha dichiarato che l’Iran darà il via alla terza fase di ridimensionamento dei suoi impegni nell’ambito dell’accordo sul nucleare del 2015 nel giro di un mese” se i firmatari europei continueranno a non rispettare i loro obblighi. Kamalvandi ha affermato in una conferenza stampa che la riduzione degli impegni nucleari dell’Iran prevede il superamento del limite di 130 tonnellate per la produzione di acqua pesante e del limite di 300 chilogrammi di scorte di uranio arricchito.

Nonostante gli attacchi verbali degli ultimi mesi e nonostante l’abbandono dell’accordo sul nucleare siglato nel 2015 Trump continua ad avere un atteggiamento ambiguo sapendo che un attacco contro l’Iran non solo trasformerebbe il Medio Oriente in una polveriera ma metterebbe a rischio anche Israele. Consapevole di ciò Rohani continua a tenere la barra dritta tutelando gli interessi di Teheran.

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Medio Oriente: Usa schierano B-52 in Qatar contro presunta minaccia iraniana

Gli Usa hanno schierato alcuni bombardieri B-52 nella base aerea americana di al Udeid in Qatar per contrastare le presunte minacce iraniane.

È stato il Comando centrale dell’aeronautica a stelle e strisce a mostrare i bombardieri B-52H Stratofortress che arrivavano nel Golfo Persico nella notte tra giovedì e venerdì. Altri bombardieri sarebbe invece atterrati in una diversa località non resa nota dal Pentagono ma sempre nel sud-ovest asiatico, anche se probabile si tratti della base di al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. I velivoli sono giunti nel Golfo dalla base di Barksdale, in Louisiana.

Meno di una settimana fa, domenica 4 maggio, la Casa Bianca aveva annunciato la volontà di mandare il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico per contrastare Teheran. La Lincoln ieri, giovedì 9 maggio, ha attraversato il canale di Suez dirigendosi verso il Golfo Persico.

Due giorni fa l’Iran aveva annunciato la volontà di ritirarsi da parte dell’accordo sul nucleare che Washington ha abbandonato totalmente lo scorso anno. Nell’occasione il presidente Hassan Rohani ha dato ai leader europei una scadenza di 60 giorni per trovare un modo per proteggere l’Iran dalle sanzioni statunitensi contro la sua economia e l’industria petrolifera.

Doveroso precisare che l’arrivo nel Golfo delle forze navali statunitensi era stato programmato da tempo dal Pentangono. Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, John Bolton aveva spiegato in un comunicato della Casa Bianca che le unità navali ed aeree sono state mandate “in risposta ad un certo numero di preoccupanti indicazioni” e per “inviare un segnale chiaro ed inequivocabile al regime iraniano. A qualsiasi attacco agli interessi degli Stati Uniti o dei loro alleati risponderemo con forza implacabile”.

Iran riprenderà il programma nucleare

L’Iran è pronto a riprendere il programma nucleare che prevede l’arricchimento ad alto livello dell’uranio se il gruppo dei 5+1, ovvero Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina e Germania non manterranno gli impresi presi nell’accordo sottoscritto nel luglio 2015.

Lo ha annunciato oggi, in occasione del primo anniversario dell’uscita di Washington dall’accordo, il presidente iraniano Hassan Rohani nel corso  di un discorso trasmesso in diretta televisiva. Nel suo intervento il primo mandatario iraniano ha dichiarato che i rimanenti firmatari hanno avuto 60 giorni per attuare le loro promesse di proteggere il petrolio e il settore bancario iraniano dalle sanzioni statunitensi. Rohani ha sottolineato che il paese reagirà in l’accordo sul nucleare venga nuovamente rinviato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma ha affermato tuttavia che “Teheran è pronto per i negoziati sul suo programma nucleare”. Rohani ha inoltre aggiunto che il paese non venderà più uranio arricchito e acqua pesante ad altre nazioni.

La Francia ha già avvertito Teheran che, in caso di violazioni, la ripresa delle sanzioni è dietro l’angolo, inoltre non sono da escludere possibili nuove sanzioni contro la Repubblica islamica da parte di Donald Trump.

La decisione rientra nel quadro degli articoli 26 e 36 dell’accordo: il primo, in particolare, prevede che l’Iran possa riprendere totalmente o parzialmente le sue attività nucleari se una delle altre parti non rispetta i suoi obblighi.

Iran, testato con successo missile Khorramshahr

La difesa iraniana ha testato con successo il nuovo missile balistico a media portata Khorramshahr. Il missile è stato presentato nel corso della consueta “Settimana della difesa” alla presenza del presidente Hassan Rohani.

Il nuovo missile balistico, che ha una portata di 2.000 chilometri, è in grado di trasportare più testate, ha affermato il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante della Divisione aerospaziale del corpo dei Guardiani della rivoluzione. “Come si può osservare, il missile è più corto rispetto ad altri vettori ed è destinato ad operazioni tattiche”, ha sottolineato l’alto ufficiale.

Parlando in occasione della cerimonia il presidente Rohani ha ribadito che “nessun paese potrà fermare la Repubblica islamica dell’Iran nello sviluppo delle sue capacità missilistiche e programma di difesa. Noi non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno per difendere la nostra terra”.
Nel suo discorso, Rohani ha ribadito che il potenziale difensivo dell’Iran non è mai stato impiegato per azioni aggressive, al contrario di altre potenze mondiali che esportano armi verso il Medio Oriente.

Il capo delle repubblica islamica ha poi lanciato critiche ed accuse ad Usa ed Israele che hanno scelto l’isolamento scegliendo di opporsi all’accordo sul nucleare iraniano, accolto dalle varie potenze mondiali come “una vittoria della diplomazia internazionale”.

Iran, il secondo governo Rohani nasce nel segno della continuità

Continuità. Questo l’aggettivo più indicato per il nuovo governo del premier iraniano Hassan Rohani che per il suo secondo mandato ha deciso di affidarsi principalmente a chi lo ha già coadiuvato negli anni passati.

Nella lista presentata oggi al Majilis, il parlamento di Teheran, che deve approvare ogni singola nomina, figurano i nomi di 17 ministri, su 18, tutti di sesso maschile. Pur con alcune novità rimangono in sella i ministri che hanno guidato i dicasteri passati negli ultimi 4 anni.

Confermato Mohammad Javad Zarif agli Esteri e Bijan Zangeneh al Petrolio.

a sorpresa novità alla Difesa dove Rohani ha proposto il generale Amir Hatami in sostituzione di Hossein Dehghan, espressione dei Pasdaran. Altro cambio da segnalare quello all’Economia con la promozione dell’ex viceministro Massoud Karbassian.

Come annunciato sopra per il momento non ci sono nell’esecutivo le cosiddette “quote rose” anche se probabilmente alcune donne potrebbero ricoprire il ruolo di viceministro, probabile, o di vicepresidenti, più difficile.

Da qui ad una settimana il parlamento avrà una settimana di tempo per avallare le nomine proposte dal presidente Rohani, che ha giurato ufficialmente lo scorso 5 agosto alla presenza di autorità provenienti da tutto il mondo.