Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Messico

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Messico, Senato approva decreti attuativi per Guardia nazionale

Il Senato messicano ha approvato i decreti attuativi per la Guardia nazionale e le relative modifiche alla legge sulla sicurezza pubblica. Il testo passa ora alla Camera per il via libera finale.

I decreti attuativi sono stati varati con 114 voti a favore, un astenuto e nessun contrario; nello specifico le norme regolano il registro delle detenzioni ed il possibile uso della forza.

Nel corso del dibattito nella Camera alta è stato ribadito il carattere civile di questa nuova forza di polizia ideata dal governo di Andrés Manuel López Obrador per pacificare Messico in seguito all’ondata di violenza che solo nel 2018 ha causato più di 33mila morti.

In base a quanto stabilito da questi decreti questa polizia, creata ufficialmente lo scorso 26 marzo, l’uso della forza sarà possibile solo quando l’integrità fisica è al sicuro; inoltre viene stabilita la creazione di un record unico di criminologia a livello nazionale.

È inoltre fatto assoluto divieto di utilizzare la armi da fuoco nel corso di dimostrazioni pacifiche; sono inoltre state stabilite pene severe per i membri della Guardia nazionale che collaborano con la criminalità organizzata.

Inizialmente, la Guardia Nazionale sarà formata da soldati, marinai e membri della polizia federale, ma presto verranno reclutate nuove truppe. Inoltre, sarà guidato dal generale di brigata dello stato maggiore Luis Rodríguez Bucio, 62 anni, che andrà in pensione a settembre.

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Messico, furti di carburante diminuiti del 95%

Sembra scemare in Messico l’emergenza legata al furto di carburante grazie alle strategie messe in campo dal governo per contrastare le azioni illecite in diversi stati del paese. Il presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo), ha infatti riferito che il furto di carburante è diminuito del 95 per cento in tutto il paese.

L’emergenza nel paese centroamericano è iniziata a novembre e per sei mesi ha messo in crisi il Messico, ora i furti sono scesi a 4mila barili al giorno, in precedenza il picco più alto era stato di 800mila. Il primo mandatario ha riferito che “esistono ancora comunità in cui sono protette bande di criminali, ma stiamo svolgendo attività di sviluppo sociale”.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta nello stato di Hidalgo, nell’est del paese, Lopez ha detto che mentre il furto di benzina nello stato è il primo crimine, è calato di oltre il 50%, nonostante le 53 comunità e i 10 comuni collegati al huachicoleo (il furto di carburante appunto ndr).

Il capo di stato ha inoltre assicurato che affronterà le cause della violenza e dell’insicurezza nel paese, nello specifico a Hidalgo sarà destinato un secondo schieramento operativo della Guardia Nazionale.

Negli ultimi mesi il governo del Messico ha intrapreso politiche contro il furto di carburante, in coordinamento con i governi federali; inoltre è stata implementata una strategia di sicurezza contro i rifornimenti di benzina clandestini, distribuiti in diverse regioni della nazione.

Messico pronto a mediare tra governo di Caracas e opposizioni respingendo ipotesi militare

Il governo messicano del presidente Manuel López Obrador (Amlo), ha rilanciato la disponibilità a sponsorizzare un dialogo tra il governo e l’opposizione venezuelana respingendo l’ipotesi di un intervento militare dopo che il segretario al Tesoro degli Stati Uniti (USA), Steven Mnuchin, ha rivelato di aver tenuto una riunione con i ministri di 16 nazioni in cui la questione è stata discussa questa Paese sudamericano.

“La posizione del Messico è molto chiara ed è una posizione di non intervento. Si tratta di un principio che è nella Costituzione, non è nemmeno oggetto di interpretazione”, ha ribadito il vice ministro delle Finanze messicano, Arturo Herrera.

Nei giorni scorsi Mnuchin ha incontrato a Washington i ministri delle Finanze o dell’Economia di 16 nazioni per discutere un piano di presunti aiuti per il Venezuela.

Nel mini vertice tenuto nella capitale degli Stati Uniti, il sottosegretario messicano ha dichiarato che il suo paese ha partecipato solo come osservatore, perché il Messico partecipa a tutte le riunioni in cui si tratta di una questione “latinoamericana”, ribadendo che la politica di non intervento di Città del Messico.

Herrera ha ribadito che la posizione del suo paese è condivisa anche dall’Uruguaye che i due paesi danno priorità al dialogo per risolvere i vari conflitti.

Messico, per presidente Amlo finito neoliberismo

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, Amlo, ritiene conclusa l’epoca del neoliberismo. Il primo mandatario di Città del Messico ha infatti annunciato: “Entrambe le cose sono abolite, il modello neoliberale e la sua politica economica di saccheggio, antipopolare e entreguista”, ipotizzando quindi l’inizio di una nuova politica economica per il suo paese che non sia più dettata dall’estero ed attraverso la quale i governanti possano muoversi più liberamente evitando così di generare nuova povertà nel paese.

Lopez Obrador ha ricordato che: “Durante tutto il periodo neoliberale non si parlava di pianificazione per lo sviluppo. I miei predecessori hanno seguito ricette che gli arrivavano dall’estero, erano altri che definivano l’agenda nazionale e imponevano le misure economiche da adottare”.

Lopez Obrador sembra davvero voler creare un Messico diverso da quello conosciuto fino ad adesso, legato politicamente ed economicamente agli Usa, anche in merito alla crisi venezuelana hanno evitato di riconoscere Guaidò quale nuovo presidente del paese smarcandosi da Washington.

Messico, Senato valuta creazione Guardia nazionale proposta dal presidente

Il Senato messicano sta valutando la proposta del presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo) per la creazione della nuova Guardia nazionale per contrastare il crimine nel paese e già approvata a gennaio dalla Camera. Oltre che dall’opposizione la proposta di legge è contestata anche dagli esperti di sicurezza.

Parlando con i soldati, nei giorni scorsi, il capo di stato ha ribadito “ci aiuterà molto, sarà decisivo per pacificare il paese. Con la creazione della Guardia Nazionale potremo garantire la pace e la tranquillità del paese.

Secondo i dati ufficiali, nel 2017 nel paese ci sono stati 28.866 omicidi saliti lo scorso anno a 33.341.

“La Guardia Nazionale – ha continuato il primo mandatario – rispetterà i diritti umani e sarà come l’esercito di pace delle Nazioni Unite (ONU)” ribadendo che l’approvazione della norma è necessaria per combattere l’insicurezza.

I senatori del National Action Party (PAN) ritengono che la proposta ripeta la strategia del governo di Felipe Calderón (2006-2012) e di Enrique Peña Nieto (2012-2018) che utilizzavano i militari per garantire la sicurezza pubblica.

Anche se il partito di López Obrador ha la maggioranza nel Congresso, la riforma andando ad intaccare la Costituzione, ha bisogno dell’approvazione dei due terzi degli aventi diritto, ovvero della maggioranza qualificata.

Messico: presidente invita popolazione a non drammatizzare contro furti carburante

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador “Amlo” ha invitato la popolazione a non farsi prendere dal panico e ad evitare frettolosi acquisti di carburante rassicurando che “presto la situazione di normalizzerà”.

Tramite un messaggio diffuso sulle piattaforme social il capo dello Stato ha spiegato alla popolazione la necessità di sostenere il governo nella lotta contro i furti di benzina invitandoli ad avere fiducia nell’attuale sistema di distribuzione.

“Amlo” ha anche aggiunto che il personale dell’Esercito, della Marina e della polizia stanno monitorando permanentemente gli oleodotti di Pemex (Petróleos Mexicanos) per impedire ulteriori atti di sabotaggio e l’incidenza di questo crimine; “stiamo – ha aggiunto – cambiando il sistema di distribuzione. Abbiamo aumentato i controlli sui gasdotti che prima erano completamente aperti”

Ieri intanto due delle petroliere internazionali da giorni ferme al largo delle acque messicane hanno ripreso a scaricare al porto di Tuxpan, sulla costa orientale del paese.

Le operazione erano state sospese per il poco spazio di immagazzinamento disponibile nelle strutture della Pemex, conseguenza diretta dell’offensiva che il governo ha sferrato contro il furto di carburante nel paese. Un piano che prevede tra le altre cose la chiusura di alcuni oleodotti tra cui quello che fa capo a Tuxpan. Le due petroliere battenti bandiera di malta – “Miss Maria Rosario” e “Hafnia Ane” – hanno iniziato a scaricare, rispettivamente, 300 mila barili di benzina e 50 mila barili di diesel.

America Latina: Paraguay rompe relazioni diplomatiche con Venezuela

Il governo del Paraguay ha disposto la chiusura della sua ambasciata a Caracas con il ritiro immediato del personale diplomatico chiudendo quindi ogni rapporto ufficiale con il Venezuela. La decisione è stata presa in segno di protesta contro l‘avvio del nuovo mandato presidenziale di Nicolas Maduro che si concluderà nel 2025.

La scelta è stata annunciata dal presidente paraguaiano Mario Abdo Benítez che ha detto: “Il governo della Repubblica del Paraguay, nell’esercizio dei suoi poteri costituzionali e della sovranità nazionale, ha adottato la decisione di interrompere le relazioni diplomatiche con la Repubblica Bolivariana del Venezuela”.

Il primo mandatario di Asuncion ha affermato di non riconoscere il secondo mandato di Maduro in quanto “risultato di un processo elettorale illegittimo”.

Benitez ha anche rilanciato il suo sostegno all’Assemblea nazionale, il parlamento unicamerale di Caracas, dove attualmente le opposizioni sono maggioranza in seguito alle elezioni del dicembre 2015.

Il Paraguay fa parte del Gruppo di Lima, organizzazione che comprende 14 paesi della regione che si oppongono al Venezuela, e lo scorso 4 gennaio ha firmato il nuovo documento di condanna nei confronti di Caracas. L’unico paese che la settimana scorsa non ha firmato la dichiarazione è stato il Messico.

Messico: Banca centrale annuncia ricorso contro legge su tetto stipendi pubblici

La Banxico, la Banca centrale messicana ha annunciato il ricorso costituzionale contro la legge che fissa un tetto agli stipendi dei dipendenti della P.A.; lo riferisce la stampa locale.

Il governo ha deciso di porre un limite agli stipendi pubblici tramite il provvedimento promosso dal Morena, il Movimento di rigenerazione nazionale attualmente maggioranza nel parlamento di Città del Messico, che stabilisce che nessun funzionario di Stato possa guadagnare più del capo dello Stato.

Nel ricorso presentato alla Corte suprema (Suprema Corte de Justicia de la Nacion, Scjn) ci chiede ai giudici di stabilire se la legge violi o meno i principi della Costituzione messicana.

La norma in questione è stata approvata poche settimane fa nell’ambito di una serie di misure finalizzate a “moralizzare” il paese ma è subito stata impugnata da alcuni esponenti dell’opposizione secondo cui “violerebbe” i diritti dei lavoratori; la norma è quindi stata sospesa in attesa di una valutazione della sua costituzionalità.

Più nel dettaglio, il provvedimento, passato alla Camera dei deputati con 433 voti a favore, nove contrari e una astensione, prevede che nessuno potrà sforare i 108 mila pesos al mese (poco più di 5.700 dollari), stipendio che “Amlo” si è assegnato sforbiciando del 40 per cento i 270 mila pesos percepiti dall’ex presidente Enrique Pena Nieto. Il testo era fermo in Senato dalla sua prima approvazione, nel 2011, ed è stato riproposto d’urgenza per dare seguito a una delle promesse fatte da Lopez Obrador in campagna elettorale.

Trump e Obrador a colloquio in tema di immigrazione

Il presidente messicano Andres Manuel Lopez Obrador ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo statunitense Donald Trump per parlare di immigrazione, tema che da tempo divide i due paesi. Si tratta del primo colloquio tra i due da quando Obrador ha assunto la carica.

Il primo mandatario centroamericano ha spiegato che le parti hanno discusso della possibilità di mettere in atto un piano di immigrazione comune.

“Oggi – ha riferito Obrador via Twitter – abbiamo parlato in termini rispettosi e amichevoli, per cercare di avviare un programma comune per lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro in America Centrale e nel nostro paese”.

Trump in passato ha accusato il Messico di aver avviato una politica di invasione ai danni degli Usa ed ha schierato l’esercito al confine; per ostacolare la politica migratoria l’inquilino della Casa Bianca ha anche modificato i requisiti per presentare la domanda di asilo da parte dei migranti centroamericani.

Obrador da parte sua ha sottolineato la necessità di affrontare direttamente le cause che portano i cittadini di Honduras, Guatemala ed El Salvador ad abbandonare le loro case per cercare fortuna in Nord America.

Martedì scorso, Trump ha sollecitato i democratici ad approvare la legge per trovare le risorse necessarie per proseguire la costruzione del muro al confine con il Messico. Attualmente circa 5mila soldati statunitensi sono schierati al confine per impedire alle carovane di migranti ammassate nell’estremo nord del Messico di entrare negli Usa.

Messico, al via era Obrador

Si apre oggi in Messico l’era di Manuel Lopez Obrador “Amlo”, nuovo presidente eletto che sta insediando alla guida del paese centroamericano.

Alla cerimonia sono presenti circa 400 ospiti internazionali in rappresentanza di quasi tutti i paesi del mondo. In Messico, ma non solo, c’è grande attesa per capire cosa farà il nuovo capo di stato, primo esponente di un partito non tradizionale, è esponente del Morena, a ricoprire un simile incarico inoltre ha interrotto l’egemonia della destra al potere da decenni.

Nel tardo pomeriggio italiano, verso mezzogiorno a Città del Messico, il neo presidente terrà il suo primo discorso al termine della cerimonia di passaggio di consegne con il capo di stato uscente Enrique Pena Nieto.
Numerosi, come detto i capi di stato e di governo presenti alla cerimonia. Tra questi sono attesi il presidente cinese Xi Jinping, il presidente del Venezuela Nicolas Maduro, il presidente della Bolivia Evo Morales, il presidente paraguaiano Mario Abdo Benitez e il presidente colombiano Ivan Duque. Conferma la sua presenza anche il presidente del Guatemala Jimmy Morales. Nella lista degli invitati compaiono al tempo stesso la vicepresidente della Costa Rica Epsy Campbell, la vicepresidente dell’Uruguay Lucia Topolanski, il governatore del Belize, Colville Young e la presidente del Suriname, Desiré Delano. Dal Regno Unito è confermato l’arrivo del leader dell’opposizione Jeremy Corbin, mentre per la Spagna sarà presente il re Filippo VI, alla sua “prima” da rappresentante di Madrid a una cerimonia di insediamento. Atteso anche il presidente del parlamento della Corea del nord, Kim Yong-Nam.
La delegazione più folta, anche se con ogni probabilità “orfana” del presidente, sarà quella degli Stati Uniti. La Casa Bianca sarà rappresentata dal vicepresidente Mike Pence.

Nelle scorse settimane le opposizioni avevano criticato la scelta di invitare anche il primo mandatario venezuelano Maduro, anche se Obradr ha spiegato che la sua visione della politica estera “è rispettosa” dell’autonomia dei singoli paesi e contro ogni ingerenza “negli affari esteri di paesi terzi”.