Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Messico

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Messico: presidente AMLO chiude a dialogo tra governo e gruppi criminali

No secco e deciso al dialogo con le bande criminali che operano in Messico.

Questa la decisione del presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador (AMLO), che ha precisato che i meccanismi per pacificare il paese saranno incorporati nel piano di sviluppo nazionale poiché non è intenzione del suo governo “condurre negoziati con i criminali o promuovere l’autodifesa”.

Nel corso di una conferenza stampa ha sottolineato: “Non vi è e non vi sarà alcun dialogo con i membri delle bande della criminalità organizzata; non terremo quell’approccio ma nel piano di sviluppo stiamo proponendo di cercare meccanismi per raggiungere la pace nel paese, ma è un processo che non è ancora iniziato”.

La dichiarazione del primo mandatario sono giunte dopo che il segretario degli interni, Olga Sánchez Cordero, aveva affermato di avere avviato un dialogo con i gruppi armati interessati a deporre le armi aggiungendo che si trattava di gruppi di autodifesa. Da parte sua, l’esecutivo ha ribadito il suo rifiuto della questione, sostenendo di ritenere che la sicurezza dei cittadini sia una facoltà del governo.

“Non promuoveremo – ha aggiunto il presidente – nulla che possa significare autodifesa, ciò che i governi del passato hanno commesso è stato sbagliato perché la sicurezza doveva essere garantita dallo Stato”.

Il capo dello Stato ha anche ricordato che il suo governo ha promosso la campagna contro le dipendenze, che cerca la partecipazione della società civile, nonché lo spiegamento e il consolidamento della Guardia Nazionale, “un’azione che presto darà buoni risultati”.

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Trump rimanda di due settimane avvio espulsioni immigrati irregolari

Il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di procrastinare di due settimane l’avvio dell’annunciato programma di massiccia espulsione degli immigrati irregolari presenti nel paese.

La decisione è stata presa nella speranza che Repubblicani e Democratici trovino nel frattempo un’intesa relativamente alla questione dell’asilo lungo il confine con il Messico.

Lo ha annunciato lo stesso primo mandatario spiegando di aver dato seguito ad un’apposita richiesta avanzata dai Democratici.

Una settimana fa sempre Trump aveva annunciato che il Servizio di immigrazione e controllo doganale (Ice) avrebbe avviato oggi le procedure di espulsione. Secondo le autorità statunitensi, circa 12 milioni di immigrati, arrivati principalmente da Messico ed altri paesi dell’America centrale, sono attualmente negli Stati Uniti senza documenti. Di recente Città del Messico e Washington hanno raggiunto un accordo in base al quale il governo messicano ha accettato di far rimanere sul suo territorio i migranti centroamericani che hanno presentato richiesta di asilo negli Usa, fino al completamento della procedura.

Secondo i numeri diffusi dalle autorità sono circa 2mila le famiglie che potrebbero essere espulse a breve se il Congresso non troverà una soluzione nei prossimi giorni.

Messico, dall’inizio dell’anno oltre 14mila omicidi

In Messico dall’inizio del 2019 sono già stati compiuti oltre 14mila omicidi, per la precisione 14.133.

Solo nel mese di maggio sono state uccise ben 2.903 persone, 13 più del maggio 2018.

Il drammatico bilancio dei primi 6 mesi del governo di Andrés Manuel López Obrador (AMLO), è stato illustrato dalla Segreteria Esecutiva del Sistema Nazionale di Pubblica Sicurezza della nazione centroamericana.

In pratica dal primo gennaio sono registrati circa 100 assassinii al giorno, per la precisione 94.

I dati forniti dall’ufficio indicano che in aprile ci sono stati 2.724 omicidi intenzionali, 2.845 a marzo, 2.804 a febbraio e 2.857 a gennaio.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno registrato un incremento del 6,3%

Gli stati dove si sono verificati i casi più numerosi di omicidio a maggio sono lo Stato del Messico con 328 casi, Baja California con 288, Jalisco con 284, Chihuahua con 278, Guanajuato con 256, Veracruz con 231, Michoacan con 244 quindi Città del Messico Guerrero rispettivamente con 238 e 220.

Nel 2018 il Messico ha registrato il triste primato di 33.369 omicidi, il dato più dato più alto dal 1997.

Il segretariato ha rivelato anche che nel maggio del 2019 sono stati segnalati 153 rapimenti, 62 casi in più rispetto ai 91 registrati il ​​mese precedente; mentre il dato annuale ha raggiunto 684 casi.

Messico ribadisce impegno nella ricerca dei “desaparecidos”

Le autorità messicane hanno ribadito la volontà di impegnarsi alla ricerca dei “desaparecidos”. A tal proposito il sottosegretario messicano all’interno, Alejandro Encinas, ha spiegato che i protocolli di ricerca, riesumazione e identificazione saranno messi a punto a breve.

Encinas ha sottolineato come nel paese, dove ci sono circa 40mila persone scomparse, le ricerche siano state lasciate indietro per troppo tempo. “Le cose – ha affermato – sono già cambiate ed ora l’operato del governo si svilupperà intorno alla ricerca e all’identificazione degli scomparsi.

Encinas, che svolge anche le funzioni di sottosegretario ai diritti umani, alla popolazione ad alla migrazione, ha anche escluso che la politica del presidente Andrés Manuel López Obrador (AMLO) sia quella di “intimidire” coloro che sono già impegnati nella ricerca dei desaparecidos, “vogliamo porre fine ad una situazione che per molti anni ha portato ad ingannare i membri delle famiglie impegnate nella ricerca dei loro cari”.

Per l’esponente politico messicano, le mosse dei governi in passato avevano lo scopo di minimizzare e nascondere i problemi con le autorità troppo negligenti, aggiungendo che non ci saranno più vittime di Serie A e vittime di Serie B.

Secondo i dati, in Messico attualmente ci sono più di 40mila casi aperti di persone scomparse, circa 26mila corpi non identificati e 300mila tombe clandestine.

Messico, Senato approva decreti attuativi per Guardia nazionale

Il Senato messicano ha approvato i decreti attuativi per la Guardia nazionale e le relative modifiche alla legge sulla sicurezza pubblica. Il testo passa ora alla Camera per il via libera finale.

I decreti attuativi sono stati varati con 114 voti a favore, un astenuto e nessun contrario; nello specifico le norme regolano il registro delle detenzioni ed il possibile uso della forza.

Nel corso del dibattito nella Camera alta è stato ribadito il carattere civile di questa nuova forza di polizia ideata dal governo di Andrés Manuel López Obrador per pacificare Messico in seguito all’ondata di violenza che solo nel 2018 ha causato più di 33mila morti.

In base a quanto stabilito da questi decreti questa polizia, creata ufficialmente lo scorso 26 marzo, l’uso della forza sarà possibile solo quando l’integrità fisica è al sicuro; inoltre viene stabilita la creazione di un record unico di criminologia a livello nazionale.

È inoltre fatto assoluto divieto di utilizzare la armi da fuoco nel corso di dimostrazioni pacifiche; sono inoltre state stabilite pene severe per i membri della Guardia nazionale che collaborano con la criminalità organizzata.

Inizialmente, la Guardia Nazionale sarà formata da soldati, marinai e membri della polizia federale, ma presto verranno reclutate nuove truppe. Inoltre, sarà guidato dal generale di brigata dello stato maggiore Luis Rodríguez Bucio, 62 anni, che andrà in pensione a settembre.

Messico, furti di carburante diminuiti del 95%

Sembra scemare in Messico l’emergenza legata al furto di carburante grazie alle strategie messe in campo dal governo per contrastare le azioni illecite in diversi stati del paese. Il presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo), ha infatti riferito che il furto di carburante è diminuito del 95 per cento in tutto il paese.

L’emergenza nel paese centroamericano è iniziata a novembre e per sei mesi ha messo in crisi il Messico, ora i furti sono scesi a 4mila barili al giorno, in precedenza il picco più alto era stato di 800mila. Il primo mandatario ha riferito che “esistono ancora comunità in cui sono protette bande di criminali, ma stiamo svolgendo attività di sviluppo sociale”.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta nello stato di Hidalgo, nell’est del paese, Lopez ha detto che mentre il furto di benzina nello stato è il primo crimine, è calato di oltre il 50%, nonostante le 53 comunità e i 10 comuni collegati al huachicoleo (il furto di carburante appunto ndr).

Il capo di stato ha inoltre assicurato che affronterà le cause della violenza e dell’insicurezza nel paese, nello specifico a Hidalgo sarà destinato un secondo schieramento operativo della Guardia Nazionale.

Negli ultimi mesi il governo del Messico ha intrapreso politiche contro il furto di carburante, in coordinamento con i governi federali; inoltre è stata implementata una strategia di sicurezza contro i rifornimenti di benzina clandestini, distribuiti in diverse regioni della nazione.

Messico pronto a mediare tra governo di Caracas e opposizioni respingendo ipotesi militare

Il governo messicano del presidente Manuel López Obrador (Amlo), ha rilanciato la disponibilità a sponsorizzare un dialogo tra il governo e l’opposizione venezuelana respingendo l’ipotesi di un intervento militare dopo che il segretario al Tesoro degli Stati Uniti (USA), Steven Mnuchin, ha rivelato di aver tenuto una riunione con i ministri di 16 nazioni in cui la questione è stata discussa questa Paese sudamericano.

“La posizione del Messico è molto chiara ed è una posizione di non intervento. Si tratta di un principio che è nella Costituzione, non è nemmeno oggetto di interpretazione”, ha ribadito il vice ministro delle Finanze messicano, Arturo Herrera.

Nei giorni scorsi Mnuchin ha incontrato a Washington i ministri delle Finanze o dell’Economia di 16 nazioni per discutere un piano di presunti aiuti per il Venezuela.

Nel mini vertice tenuto nella capitale degli Stati Uniti, il sottosegretario messicano ha dichiarato che il suo paese ha partecipato solo come osservatore, perché il Messico partecipa a tutte le riunioni in cui si tratta di una questione “latinoamericana”, ribadendo che la politica di non intervento di Città del Messico.

Herrera ha ribadito che la posizione del suo paese è condivisa anche dall’Uruguaye che i due paesi danno priorità al dialogo per risolvere i vari conflitti.

Messico, per presidente Amlo finito neoliberismo

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, Amlo, ritiene conclusa l’epoca del neoliberismo. Il primo mandatario di Città del Messico ha infatti annunciato: “Entrambe le cose sono abolite, il modello neoliberale e la sua politica economica di saccheggio, antipopolare e entreguista”, ipotizzando quindi l’inizio di una nuova politica economica per il suo paese che non sia più dettata dall’estero ed attraverso la quale i governanti possano muoversi più liberamente evitando così di generare nuova povertà nel paese.

Lopez Obrador ha ricordato che: “Durante tutto il periodo neoliberale non si parlava di pianificazione per lo sviluppo. I miei predecessori hanno seguito ricette che gli arrivavano dall’estero, erano altri che definivano l’agenda nazionale e imponevano le misure economiche da adottare”.

Lopez Obrador sembra davvero voler creare un Messico diverso da quello conosciuto fino ad adesso, legato politicamente ed economicamente agli Usa, anche in merito alla crisi venezuelana hanno evitato di riconoscere Guaidò quale nuovo presidente del paese smarcandosi da Washington.

Messico, Senato valuta creazione Guardia nazionale proposta dal presidente

Il Senato messicano sta valutando la proposta del presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo) per la creazione della nuova Guardia nazionale per contrastare il crimine nel paese e già approvata a gennaio dalla Camera. Oltre che dall’opposizione la proposta di legge è contestata anche dagli esperti di sicurezza.

Parlando con i soldati, nei giorni scorsi, il capo di stato ha ribadito “ci aiuterà molto, sarà decisivo per pacificare il paese. Con la creazione della Guardia Nazionale potremo garantire la pace e la tranquillità del paese.

Secondo i dati ufficiali, nel 2017 nel paese ci sono stati 28.866 omicidi saliti lo scorso anno a 33.341.

“La Guardia Nazionale – ha continuato il primo mandatario – rispetterà i diritti umani e sarà come l’esercito di pace delle Nazioni Unite (ONU)” ribadendo che l’approvazione della norma è necessaria per combattere l’insicurezza.

I senatori del National Action Party (PAN) ritengono che la proposta ripeta la strategia del governo di Felipe Calderón (2006-2012) e di Enrique Peña Nieto (2012-2018) che utilizzavano i militari per garantire la sicurezza pubblica.

Anche se il partito di López Obrador ha la maggioranza nel Congresso, la riforma andando ad intaccare la Costituzione, ha bisogno dell’approvazione dei due terzi degli aventi diritto, ovvero della maggioranza qualificata.

Messico: presidente invita popolazione a non drammatizzare contro furti carburante

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador “Amlo” ha invitato la popolazione a non farsi prendere dal panico e ad evitare frettolosi acquisti di carburante rassicurando che “presto la situazione di normalizzerà”.

Tramite un messaggio diffuso sulle piattaforme social il capo dello Stato ha spiegato alla popolazione la necessità di sostenere il governo nella lotta contro i furti di benzina invitandoli ad avere fiducia nell’attuale sistema di distribuzione.

“Amlo” ha anche aggiunto che il personale dell’Esercito, della Marina e della polizia stanno monitorando permanentemente gli oleodotti di Pemex (Petróleos Mexicanos) per impedire ulteriori atti di sabotaggio e l’incidenza di questo crimine; “stiamo – ha aggiunto – cambiando il sistema di distribuzione. Abbiamo aumentato i controlli sui gasdotti che prima erano completamente aperti”

Ieri intanto due delle petroliere internazionali da giorni ferme al largo delle acque messicane hanno ripreso a scaricare al porto di Tuxpan, sulla costa orientale del paese.

Le operazione erano state sospese per il poco spazio di immagazzinamento disponibile nelle strutture della Pemex, conseguenza diretta dell’offensiva che il governo ha sferrato contro il furto di carburante nel paese. Un piano che prevede tra le altre cose la chiusura di alcuni oleodotti tra cui quello che fa capo a Tuxpan. Le due petroliere battenti bandiera di malta – “Miss Maria Rosario” e “Hafnia Ane” – hanno iniziato a scaricare, rispettivamente, 300 mila barili di benzina e 50 mila barili di diesel.