Fabrizio Di Ernesto

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Venezuela: governo denuncia smantellamento nuovo piano terroristico delle opposizioni

A quasi un anno dal tentato golpe di Juan Guaidò il Venezuela continua a vivere una situazione di forte incertezza sociale e politica.

Il governo di Nicolas Maduro è infatti tornato a denunciare nuovi piani terroristici orchestrati dalle opposizioni, nello specifico il piano prevedeva l’attacco ad una base militare nello stato di Surce da cui poi riorganizzare la lotta.

A denunciare i nuovi piani terroristici è stato il ministro della comunicazione Jorge Rodríguez che ha riferito dello smantellamento dell’operazione che ha avuto come oggetto un distaccamento della Guardia Nazionale. Parlando nel corso di una conferenza stampa il rappresentante del governo di Caracas ha presentato le prove di questo attacco che “avrebbe dovuto provocare un bagno di sangue” attraverso diverse aggressioni compiute da alcuni gruppi armati. Secondo quanto riferito dalla Rodriguez tra i promotori del tentato attacco ci sarebbero i politici Yanet Fermín e Fernando Orozco ma sarebbe stato progettato da Leopoldo López sotto l’approvazione del golpista Juan Guaidó.

Dopo il tentato golpe il governo venezuelano ha infiltrato diversi agenti sotto copertura proprio per cercare di anticipare le mosse delle opposizioni.

Venezuela, studenti in marcia in sostegno delle politiche di Maduro

Una marea rossa composta da studenti ha sfilato ieri, giovedì 21 novembre, per le strade di Caracas in sostegno del presidente Nicolas Maduro ed in difesa delle sue politiche nel settore dell’istruzione.

La marcia, convocata dal Partito Socialista Unito Venezuelano (PSUVA), ha visto la partecipazione di giovani provenienti da diverse parti del paese accompagnati dai membri dei movimenti sociali, ed alcuni politici vicini alla maggioranza.

La manifestazione si è svolta in concomitanza con il Congresso internazionale dei giovani e degli studenti che si chiuderà domani nella capitale.  Nicols Maduro Guerra, figlio del presidente e coordinatore dell’organizzazione studentesca “La formazione nazionale” ha affermato che “gli studenti si sono riversati nelle strade per la pace e la solidarietà dei popoli. Oggi gli studenti ricordano al mondo che qui c’è una gioventù che sventola le bandiere della dignità, che incoraggia l’armonizza tra i giovani di un Venezuela che vuole la pace”.

Rodbexa Poleo, Segretario Generale della Gioventù del Partito Socialista Unito del Venezuela, ha dichiarato che “i giovani della Patria stanno marciando per la pace e la democrazia partecipativa”.

Eglismar Canales, vice presidente della Federazione venezuelana degli studenti delle scuole superiori, ha detto che gli studenti “rispondono presenti a questa chiamata e marciamo in solidarietà con i giovani di Bolivia, Cile, Ecuador”.

Anche il golpista Juan Guidò aveva invocato i giovani a scendere in piazza in sostegno del suo tentativo di prendere il governo iniziato lo scorso gennaio e sempre più fallimentare anche se non sono stati molti i giovani che hanno deciso di seguirlo.

Venezuela, Maduro denuncia nuovi piani sovversivi delle opposizioni

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro è tornato a denunciare il clima di violenza del suo paese denunciando che per il prossimo mese di novembre le opposizioni stanno preparando nuove violenze e piani sovversivi, annunciando che tutti coloro che ne risulteranno coinvolti saranno assicurati alla giustizia.

Il primo mandatario di Caracas ha spiegato che le informazioni in possesso delle autorità venezuelane in merito ai nuovi piani delle opposizioni saranno presentate nei prossimi giorni ribadendo che la risposta delle forze di sicurezza sarà dura.

L’erede di Hugo Chavez ha assicurato che prenderà tutte le misure necessarie per garantire la pace del paese, poiché, a suo avviso, la maggioranza dei venezuelani non pratica la violenza. “Siamo concentrati – ha aggiunto – a lavorare per il Venezuela. Dico sempre che quando ci sono nuove minacce di guarimbas, di violenza, che il grande vaccino del paese è rappresentato dal lavoro e dalla produzione”.

Le violente proteste conosciute come guarimbas avvenute tra il 2014 ed il 2017 consistevano in manifestazioni incoraggiate principalmente dagli Stati Uniti, con l’obiettivo di cercare di rovesciare il presidente Maduro.

Dopo il tentato colpo di stato dello scorso gennaio di Juan Guaidò e la ferma riposta da parte di Maduro e delle autorità locali la situazione in Venezuela si è in parte normalizzata anche se le opposizioni, sostenute dagli Usa, non hanno mai smesso di lavorare per provare a rovesciare il presidente eletto portando al potere una personalità più vicina alle politiche atlantiche care a Washington.

America indiolatina, paesi del Meccanismo di Montevideo ratificano posizione pro dialogo in Venezuela

I paesi del Meccanismo di Montevideo, un’iniziativa messa a punto da Messico, Uruguay e Paesi dei Caraibi (Caricom), al fine di contribuire in modo efficace allo sviluppo di un dialogo aperto e senza imposizioni, hanno ratificato la posizione a favore del dialogo in Venezuela. Una dichiarazione in tal senso è stata diffusa ieri dal ministero degli Esteri del Messico congiuntamente al governo dell’Uruguay.

I governi di Città del Messico e Montevideo hanno ribadito nella nota che il dialogo e i negoziati sono gli unici modi accettabili per raggiungere una soluzione pacifica alla situazione che sta vivendo la Repubblica Bolivariana del Venezuela, dove a gennaio Juan Guaidò si è autoproclamato presidente ad interim al posto di quello eletto Nicolas Maduro portando il paese sull’orlo di una guerra civile.

“I nostri governi votano affinché gli sforzi di dialogo in corso si svolgano all’interno di un quadro inclusivo di civiltà e pace, al fine di raggiungere soluzioni reali e democratiche che creino fiducia tra le parti”, sottolinea la nota del governo di Lopez Obrador.

I due paesi hanno anche ribadito il loro fermo impegno a collaborare e sostenere qualsiasi tipo di iniziativa di dialogo inclusivo tra i venezuelani che ha l’obiettivo di privilegiare la pace e il rispetto illimitato dei diritti umani.

Insieme ad altri 14 paesi della Comunità caraibica, il Messico e l’Uruguay hanno proposto il 6 febbraio il meccanismo di Montevideo, cui la Bolivia ha aderito. Questo di compone di quattro fasi per ricercare una soluzione pacifica in Venezuela: dialogo immediato, negoziazione, firma di accordi e attuazione con accompagnamento internazionale.

Venezuela rafforza politiche sociali in vista del nuovo anno scolastico

Nonostante la crisi economica e i tentativi di destabilizzazione da parte di Usa e Colombia il governo bolivariano del Venezuela continua a portare avanti le proprie politiche sociali.

In vista dell’inizio del nuovo anno scolastico il governo di Nicolas Maduro ha, come di consueto, promosso la consegna di uniformi, materiale scolastico, medicine, testi e tutte le altre forniture per l’anno scolastico 2019-2020.

La notizia è stata data dal ministro dell’Istruzione Aristóbulo Istúriz che ha anche aggiunto che il governo porterà avanti anche i lavori infrastrutturali legati al comparto scolastico. Sempre l’esponente bolivariano ha precisato che l’esecutivo sta lavorando a pieno ritmo per garantire in tutto il paese l’inizio della scuola.

Istúriz ha anche riferito che da quest’anno gli insegnamenti di base saranno integrati da conferenze sulla salute contro tutte le malattie nelle scuole e nell’ambiente. A questo proposito, ha riferito che il paese sudamericano ha raggiunto il 97% di copertura vaccinale contro la poliomielite.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico saranno anche inaugurati 50 nuovi istituti tutti in linea anche con il Pae, il programma di alimentazione scolastica.

Il ministro ha concluso il proprio intervento affermando: “Vogliamo che l’educazione sia sovrana, emancipatoria e decolonizzante e questo è l’orientamento che stiamo dando”.

Maduro accusa la Colombia di voler provocare un conflitto militare

Nuove scintille diplomatiche tra Venezuela e Colombia. Due giorni fa il primo mandatario bolivariano Nicolas Maduro aveva proposto ai leader della Farc di adoperarsi per un nuovo accordo di pace con Bogotà, proposta rispedita al mittente dai combattenti colombiani, con il governo della Colombia ha rilanciato lo scontro con il vicino.

Preso atto delle parole dei rappresentanti delle Farc e delle accuse di Bogotà, Maduro ha ora accusato, nuovamente, la Colombia di “voler provocare un conflitto militare” con il Venezuela mettendo in guardia i soldati dislocati sulle zone di confine, circa 2.200 chilometri totali.

Nel corso di una cerimonia militare a Caracas, l’erede di Maduro ha detto: “Non solo il governo di Bogotà ha impegnato la Colombia in una guerra di sfinimento, ma sta usando accuse infondate per minacciare il Venezuela e provocare un conflitto militare con il nostro paese”, ha detto Maduro durante una cerimonia militare a Caracas.

Le relazioni già tese tra il presidente chavista e il suo omologo colombiano Ivan Duque sono ulteriormente peggiorate dopo che la scorsa settimana gli ex leader delle Farc hanno formalmente respinto un accordo di pace del 2016 e annunciato un ritorno alle armi. Il primo mandatario colombiano ha accusato Maduro di “fornire riparo e sostegno ai ribelli”.

La Colombia è uno dei paesi che a gennaio ha riconosciuto il golpista Juan Guaidò quale presidente del Venezuela invitando più volte Maduro a lasciare la carica ed il paese.

Domani protesta mondiale contro Trump e il blocco ai danni del Venezuela

Si terrà domani, sabato 10 agosto, la protesta mondiale invocata dal presidente venezuelano Nicolas Maduro contro il suo omologo statunitense Donald Trump e l’ultimo embargo decretato nei confronti del paese indiolatino.

Il primo mandatario di Caracas ha invitato tutti i popoli mondiali a partecipare alla “giornata internazionale” di protesta contro le misure coercitive dell’amministrazione statunitense e “della supremazia bianca”.

“Il Venezuela – ha detto Maduro – ha diritto al suo futuro, di rispettare la propria autodeterminazione, di costruire il proprio modello economico, politico e sociale”.

Parlando dell’evento il successore di Hugo Chavez ha riferito che domani ci saranno grandi marce in Venezuela e in tutto il mondo, mentre su Twitter la campagna sarà lanciata con l’hastag #NoMoreTrump (No more Trump). In molte città saranno inoltre organizzare raccolte di firme contro i suprematisti statunitensi.

Da mesi anni gli Usa stanno cercando di scalzare Maduro dal potere in Venezuela utilizzando uno schema già visto in passato con altri politici “ostili” si pensi a Saddam Hussein, Gheddafi, o Assad, rispetto al passato manca solo l’accusa di aver utilizzato armi chimiche contro la popolazione. Da mesi stanno sostenendo il presidente autoproclamato Juan Guaidò che in patri non gode però di nessun sostegno. Ora Washington sta giocando la carta dell’embargo economiche per stringere il cappio al collo del Venezuela ma Maduro e i suoi non hanno la minima intenzione di arrendersi.

Usa ammettono violazione spazio aereo venezuelano

Gli Usa hanno ammesso di aver violato lo spazio aereo venezuelano, come già denunciato da Jorge Arreaza, il ministro degli Esteri di Caracas, che aveva anche ventilato la possibilità di rivolgersi all’Onu.

Washington ha confermato di essere entrata con i propri velivoli nello spazio aereo del paese indiolatino pur minimizzando il tutto definendoli “voli di sorveglianza” come detto dal Capo del comando meridionale l’ammiraglio Craig Faller.

Nonostante l’incidente diplomatico causato e la “minaccia” di Caracas di rivolgersi all’Onu per il rispetto del proprio spazio aereo Faller ha ribadito che le forze armate statunitensi “continueranno a volare e ad operare ovunque si applichino gli standard internazionali e ciò include il Venezuela, il Sud America e il mondo”.

Sabato scorso, il 27 luglio, il Ceofanb, il comando operativo strategico delle forze armate nazionali bolivariane (Ceofanb) ha denunciato l’ennesima violazione dello spazio aereo venezuelano da parte di aerei spia di origine statuniense.

Già il 19 luglio, il Companensive Aerospace Defence Command System (Codai) del Fanb aveva intercettato un aereo di intelligence, appartenente agli Stati Uniti, che sorvolava il territorio venezuelano.

Morales in Russia per incontro con Putin

Il presidente della Bolivia Evo Morales è arrivato questa mattina a Mosca per incontrare l’omologo russo Vladimir Putin nell’ambito di una visita ufficiale.

In base al programma stilato i due capi di Stato discuteranno le questioni relative alle relazioni russo-boliviane e analizzeranno le questioni chiave in ambito internazionale e regionale, su tutti la crisi venezuelana con La Paz e Mosca al fianco del presidente Maduro contro il golpista Guaidò.

Oltre al primo mandatario la delegazione boliviana comprende ministro degli Esteri Diego Pary, e i ministri degli Idrocarburi, Luis Sanchez e quello dell’Energia, Rafael Alarcon.

L’agenda include anche il miglioramento delle attività commerciali tra le società russe e boliviane, in particolare, con le società energetiche Gazprom e Acron.

Morales e Putin puntano inoltre ad un maggiore scambio commerciale che include la possibilità di esportare carne boliviana in Russia. Il ministro degli Esteri boliviano Diego Pary, parlando nei giorni scorsi di questo appuntamento ha riferito che l’incontro Morales-Putin accelererà la firma del protocollo per la vendita di questo prodotto oltre ad analizzare la posizione della Bolivia come paese osservatore dell’Unione economica eurasiatica, che attualmente comprende Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan.

Salvo sorprese la visita si esaurirà nell’arco di poche ore e già questa sera Morales potrebbe rientrare nel palazzo presidenziale a La Paz.

Venezuela, alle Barbados prossimo round il dialogo tra le opposizioni e il governo

Riprenderanno la prossima settimana nelle Barbados i colloqui tra il governo venezuelano di Nicolas Maduro e le opposizioni che da tempo contrastano l’esecutivo. Lo ha riferito il ministero degli Esteri norvegese che da tempo si è fatto carico di portare le parti ad un punto d’incontro per risolvere i problemi interni.

Tramite una dichiarazione ufficiale il ministero scandinavo ha riferito che: “I rappresentanti dei principali attori politici del Venezuela hanno deciso di continuare il processo di negoziazione facilitato dalla Norvegia”. Sempre la nota riferisce che attualmente i negoziati proseguono in modo continuo e rapido, sottolineando gli sforzi delle due parti e lo “spirito di cooperazione mostrato”.

Soddisfazione e buona volontà è stata espressa anche da Jorge Rodríguez, ministro venezuelano della comunicazione e dell’informazione, Jorge Rodríguez, che ha celebrato “lo spirito tenace del dialogo” dimostrato dal presidente Maduro e dal compianto leader Hugo Chávez. “Ci auguriamo – ha scritto via social – che i vostri sforzi nel consolidamento della pace e della comprensione nazionale paghino”.

In precedenza il presidente Maduro aveva ribadito l’impegno del suo governo nel processo di dialogo, uno strumento che” insieme all’unione civile-militare garantirà la pace del popolo venezuelano”,

Dal maggio scorso, sotto l’egida delle autorità norvegesi, una delegazione dell’esecutivo ha colloqui preliminari con i rappresentanti del diritto venezuelano a Oslo.

I round di colloqui, che si sono svolti con la massima riservatezza, hanno ricevuto il sostegno e le congratulazioni delle Nazioni Unite e del suo segretario generale, António Guterres, che ha dimostrato la volontà di collaborare al processo.