Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Iraq

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Vertice in Siria contro il terrorismo

Il presidente siriano Bashar al Assad ha incontrato a Damaso i capi di Stato maggiore di Iran, Mohammad Hossein Bagheri, e Iraq, Othman al Ghanimi, per fare il punto sulla lotta al terrorismo. Tra i presenti anche il ministro della Difesa siriano Ali Abdullah Ayyoub.

Oltre a fare il punto sulla situazione in cui versa il paese, finalmente non più oppresso dalla guerra provocata dai terroristi islamici e parte dell’Occidente, le parti hanno anche gettato le basi per rafforzare il coordinamento tra i tre paesi in materia di lotta al terrorismo. “Le relazioni tra Siria, Iran e Iraq sono forti e sono state consolidate durante la guerra”, ha osservato nell’occasione Assad e questo incontro ha permesso la condivisione di “principi di cui i nostri paesi sono orgogliosi”. Il generale iraniano Bagheri, da parte sua, ha affermato che “difendere la Siria vuol dire anche difendere Iraq e Iran”, poiché “il terrorismo pone una minaccia per tutti e tre gli Stati” e per contrastarlo occorre un maggiore coordinamento. L’iracheno Ghanimi ha invece evidenziato come “la frontiera tra Iraq e Siria non costituisce e non costituirà un ostacolo per l’unità di due paesi che condividono storia, geografia, tradizione e destino”.

L’incontro sancisce il nuovo ruolo assunto da Teheran nella regione che dopo aver contribuito alla vittoria delle forze lealiste in Siria e riallacciato rapporti economici e politici con Baghdad appare sempre più come l’unico paese nella regione in grado di contenere l’espansionismo israeliano e quello saudita.

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Iran punta a ruolo strategico nel mercato energetico iracheno

L’Iran vuole recitare un ruolo strategico nel mercato energetico iracheno, in particolare per quanto riguarda la ricostruzione delle infrastrutture elettriche in Iraq.

Ad annunciarlo è stato Reza Ardakanian, ministro dell’Energia di Teheran spiegando: “In questo momento, stiamo progettando di svolgere un ruolo importante nella ricostruzione del settore elettrico dell’Iraq”, citando il memorandum d’intesa firmato lo scorso dicembre insieme al collega iracheno, Luai al Khatib, che prevede la prosecuzione per un anno delle forniture elettriche iraniane all’Iraq. Ardakanian ha citato la cronica carenza di energia in Iraq, citando la mancanza di servizi e i continui blackout che dal 2003 colpiscono su base giornaliera gran parte delle provincie del paese, comprese quelle industriali. La vicinanza dei principali terminal petrolifere iracheni al confine iraniano ha reso le forniture elettriche iraniane indispensabili per l’economia irachena.

La carenza di energia elettrica ha creato numerosi problemi nel sud del paese dove proprio per questo motivo si sono verificati frequenti scontri con le forze di sicurezza costati diverse decine di morti nella provincia di Bassora.
Secondo Ardakanian, l’Iran resta l’opzione migliore per i paesi limitrofi che soffrono di carenza di energia elettrica. “Negli ultimi anni abbiamo esportato oltre 6 miliardi di dollari di elettricità in Iraq”. L’Iraq importa da 900-1.300 megawatt di elettricità all’anno dall’Iran, secondo l’Agenzia statunitense per l’informazione sull’energia (Eia). Inoltre a differenza di altri Stati del Golfo produttori di petrolio che negli anni hanno ridotto il fenomeno detto del “flaring”, l’Iraq brucia più del 60 percento del gas associato, equivalente a 196.000 barili di petrolio equivalenti. Per far fronte ai ricorrenti blackout, a partire dal 2005 Baghdad ha fatto affidamento, oltre che sulle forniture elettriche, anche sul su gas importato dall’Iran per poter alimentare le proprie centrali elettriche.

Iraq: terminato riconteggio manuale schede elettorali

La commissione elettorale irachena ha completato il riconteggio manuale delle schede elettorali del voto di maggio.

Lo ha riferito questa mattina la televisione di stato di Baghdad.

Il controllo manuale dei voti espressi dagli elettori quasi 3 mesi fa è stato ordinato dal parlamento a causa di un rapporto in cui venivano denunciati ed evidenziati gravi violazioni nel primo conteggio realizzato tramite un sistema elettronico.

Va però ricordato che un incendio scoppiato a giugno a Baghdad nel magazzino in cui erano stati archiviati le schede ha di fatto reso impossibile un riconteggio completo, portando la commissione elettorale a cancellarlo nella restante metà della capitale.

Sempre secondo i media locali i risultati definitivi dovrebbero essere resi pubblici a giorni dalla giuria che ha supervisionato il lavoro della commissione elettorale.

Frattanto i partiti sono alle prese con le difficili trattative per la formazione del governo. Il più votato è risultato infatti il controverso leader religioso Moqtada al Sadr mentre un importante gruppo parlamentare è rappresentato da un gruppo di miliziani sciiti sostenuti dall’Iran, mentre l’ex primo ministro Haider al Abadi è giunto solamente terzo.

Il clima elettorale era stato reso incandescente dalla diminuzione dei servizi di base in sostegno della popolazione più povero e la ricostruzione del paese, devastato prima dall’invasione Usa poi dall’espansione dell’Isis, che procede ad un ritmo molto lento.

Iraq, riconteggio manuale voti elezione 12 maggio

Ad oltre un mese e mezzo dalle elezioni dello scorso 12 maggio la Commissione elettorale irachena avvierà oggi il riconteggio manuale dei voti espressi alle elezioni parlamentari.

A comunicarlo il portavoce della Commissione elettorale di Baghdad, Laith Jabr Hamza, in un comunicato stampa. In base a quanto riferito dalle autorità le operazioni di verifica inizieranno nel governatorato di Kirkuk in Iraq settentrionale. Seguiranno, secondo un calendario ancora da determinare, i governatorati di Sulaymaniyah, Erbil, Dohuk, Ninive, Salah al Din e Anbar. Il riconteggio manuale dei voti è stato deciso il 6 giugno scorso dal parlamento iracheno, secondo cui le elezioni del 12 maggio, vinte dalla coalizione antisistema al Sairoon (“In cammino insieme”) del leader sciita Moqtada al Sadr, sono state viziate da brogli.

In seguito alle proteste la Suprema corte federale, il tribunale costituzionale dell’Iraq, ha disposto tra l’altro che, nelle operazioni di verifica delle schede, la Commissione elettorale sia sottoposta al controllo di un collegio di nove magistrati nominati dal Supremo Consiglio giudiziario iracheno.

Due giorni fa, lo scorso primo luglio, un magazzino di Kirkuk in cui erano depositate le schede elettorali in attesa del riconteggio è stato obiettivo del lancio di razzi e di un attacco suicida da parte di terroristi, che ha causato il ferimento di 14 agenti delle forze di sicurezza irachene. Tuttavia, le urne elettorali non sono risultate danneggiate. Il 10 giugno era stato il deposito della Commissione elettorale irachena di al Rusafa, quartiere orientale di Baghdad, ad andare distrutto in un incendio ritenuto di origine dolosa dalle autorità irachene.

Iraq: paese domani al voto. Per premier Abadi decisive per futuro paese

Le elezioni politiche si terranno domani, sabato 12 maggio, in Iraq saranno decisive per il futuro del paese e la direzione in cui questo si muoverà.

La ha detto oggi il premier iracheno Haider al Abadi in un messaggio diffuso alla vigilia del voto per il rinnovo del parlamento di Baghdad.

Alla vigilia delle elezioni il primo ministro ha anche ricordato i tanti iracheni morti dal 2014 al 2017 nella lotta contro i miliziani del sedicente Stato islamico. Ricordiamo, ha detto Abadi, “gli iracheni che hanno dato la vita per liberare il proprio paese”. Nel suo messaggio, il primo ministro iracheno si è soffermato anche sui “numerosi successi economici registrati di recente dall’Iraq”, in particolare nel settore petrolifero. A tal riguardo, Abadi ha evidenziato che il comparto del petrolio ha sperimentato uno sviluppo “significativo”, consentendo all’Iraq di divenire il secondo paese esportatore di greggio al mondo. Nello scorso mese di aprile, l’Iraq ha esportato circa 100,2 milioni di barili di petrolio, con rendite per più di 6,5 miliardi di dollari.
Le elezioni di domani riguiardano il rinnovo del parlamento con oltre 7mila candidati e oltre 300 tra partiti, coalizioni e liste; il tutto per appena 328 seggi.

Gli aventi diritto al voto in Iraq sono 24 milioni su una popolazione di circa 37 milioni di persone.

Russia fornisce carri armati T-90 all’Iraq

La Russia continua a fornire armi a paese alleati degli Usa. Nei giorni scorsi infatti l’Iraq ha ricevuto la prima fornitura di carri armati T-90 russi. La fornitura rientra nell’ambito di un accordo siglato lo scorso anno per l’acquisto da parte di Baghdad di 73 T-90; quella giunta nei giorni scorsi è solo una prima fornitura, anche se le autorità non hanno fornito il numero dei mezzi arrivati.

Il T-90 è un carro armato di terza generazione in servizio dal 1995 nelle Forze armate russe e di altri paesi. Dotato di una corazza composit e di una reattiva Kontakt-5, il T-90 ha una velocità massima di 60-65 chilometri orari, che scendono a 45 fuori strada. L’autonomia oscilla tra i 550 i 700 chilometri a seconda del tipo di motore. L’armamento primario è composto da un cannone-lanciamissili 2A46M-2 a canna liscia da 125 millimetri. Come armamento secondario, il T-90 monta una mitragliatrice coassiale Pkt da 7,62 millimetri e una mitragliatrice contraerea Kord da 12,7 millimetri.
Nonostante in seguito all’invasione Nato e Usa basata sulla falsa notizia delle armi chimiche di Saddam Hussein l’Iraq ha sempre mantenuto legami militari e politici con Mosca.

L’8 febbraio scorso, l’ambasciatore russo a Baghdad, Maxim Maximov, aveva affermato che la Russia è pronta a discutere con l’Iraq la fornitura del sistema missilistico S-400. Inoltre, secondo quanto riferito dal diplomatico, Mosca auspica che Baghdad richieda l’acquisto di questo dispositivo e di altri armamenti di fabbricazione russa. Maximov aveva poi affermato che “nel quadro della cooperazione tecnica militare, la Russia ha già fornito all’Iraq una notevole quantità di equipaggiamenti”.

Da Germania prestito ad Iraq di 500 milioni di euro

L’Iraq ha ottenuto un prestito da 500 milioni di euro dalla Banca per lo sviluppo tedesca (Kfw) da utilizzare nel settore energetico.

L’accordo è stato siglato per Bahgdad dal viceministro Maher Hammad Johan, come ha riferito oggi il ministero per l’Elettricità irancheno di Baghdad. Alla cerimonia, erano presenti tra gli altri il segretario generale del Consiglio dei ministri iracheno, Mahdi al Alaq, e il ministro per l’Elettricità Qasem al Fahdaoui.

Il prestito sarà utilizzato da tutti i ministeri interessati a progetti nell’ambito energetico; ad esempio ministero dell’Elettricità riceverà 130 milioni di euro da impiegare tra il 2017 e il 2018. Per quest’anno, una parte del finanziamento, pari a 45 milioni di euro, verrà utilizzata per ripristinare la rete elettrica nelle aree del governatorato di Ninive liberate dallo Stato islamico. I restanti 85 milioni di euro verranno impiegati nel corso del 2018 per le infrastrutture elettriche dei governatorati di Anbar, Salah al Din e Ninive. Al Mudars ha aggiunto che il prestito ha l’obiettivo di favorire il ritorno degli sfollati in queste provincie.

Con questo prestito la Germania prova a sfruttare le potenzialità offerte dal mercato iracheno ora che lo Stato islamico è stato sostanzialmente sconfitto e l’Iraq potrebbe offrire grandi possibilità agli investitori stranieri.

Da Germania stop ad addestramento truppe Peshmerga

La Germania ha annunciato la volontà di sospendere l’addetsramento dei combattenti curdi Peshmerga. La decisione è stata presa in seguito alle crescenti tensioni nella zona di Kirkuk in seguito al referendum con cui i curdi hanno votato in favore dell’indipnedenza.

Ad annunicare la decisione il generale Volker Wieker, capo di Stato maggiore delle forze armate tedesche, che ha preciso di averla presa in accordo con il ministro della Difesa, Ursula von der Leyen.

Dal 2015 Berlino, tramite la presenza di 150 militari ha sostenuto e aiutato le forze Peshmerga con armi e attrezzature militari nella lotta contro lo Stato islamico (Is). Lo scorso 16 agosto, la Germania ha consegnato 70 tonnellate di armi – 500 fucili, 100 razzi a spalla e tre veicoli blindati – alle autorità del Kurdistan iracheno. Nella prima fase l’assistenza militare tedesca ha garantito armi a oltre 4.000 forze Peshmerga, inclusi 4.000 fucili da battaglia G-3, un milione di munizioni, 4.000 pistole semiautomatiche P1, 500.000 proiettili, 20 sistemi anti-carro Milan, 300 missili anti-carro, 100 bazooka, 5.000 granate e 50 veicoli militari.

Le autgorità tedesche, tramite una telefonata al premier iracheno Haider al Abadi, hanno ribadito il sostegno al paese sia nella lotta contro il terrorismo sia in merito all’unità territoriale del paese, con il ministro degli Esteri tedesco, Sigmar Gabriel, che ha ricordato come l’Europa aveva messo in guardia il presidente cirdo Masoud Barzani sulla possibilità di perdere il sostegno tedesco ed europeo se le autorità crude avessero deciso di andare avanti sulla strada referendaria.

Iran sempre più attivo sul mercato energetico. A breve nuove collaborazioni con l’Iraq

L’Iran è sempre più attivo sul mercato energetico mondiale. Dopo gli accordi delle scorse settimane con Russia e Turchia il governo di Teheran è infatti pronto ad ampliare la collaborazione nel settore con i vicini dell’Iraq.

Ad annunciarlo Bijan Zangeneh, ministro del Petrolio di Teheran, al termine di un incontro con una delegazione giunta appositamente da Baghdad per discutere la possibilità di nuovi accordi; il ministro iracheno iraniano ha anche ribadito la volontà delle imprese del suo paese ad avviare nuovi progetti condivisi rafforzando la cooperazione tra i due paesi.

Sempre nell’ambito di questa nuova cooperazione Laith Abdul Hussein Shahir, inviato speciale del ministro iracheno del Petrolio, ha illustrato una relazione sullo sviluppo dei giacimenti condivisi e ha espresso la speranza di poter rafforzare la cooperazione tra i due paesi sia nel sesttore petrolifero che in quello del gas.

Attaulmente tra i due paesi sono in vigore due accordi per l’esportazione del gas nelle città irachene di Bassora e Baghdad. In particolare il gas iraniano dovrebbe permettere all’Iraq di superare la grave crisi energetica, relativamente a quella elettrica, che attanaglia il paese.

L’esportazione di gas iraniano in Iraq è cominciata a giugno con 7 milioni di metri cubi al giorno ma dovrebbe poi aumentare fino a 35 milioni di metri cubi. In virtù del secondo accordo siglato tra i due paesi, l’Iran esporta a Bassora 5 milioni di metri cubi di gas al giorno ma la fornitura dovrebbe arrivare fino a 30 milioni di metri cubi.