Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Fmi

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Ecuador e Fmi hanno firmato accordo per prestito da 4 milioni

L’Ecuador e il Fondo monetario internazionale hanno siglato l’accordo per un prestito triennale da 4,209 milioni di dollari.

Lo riferisce il ministro dell’Economia dell’Ecuador, Richard Martinez. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’Fmi Christine Lagarde, ha offerto un quadro quasi idilliaco per gli ecuadoriani che potranno usufruire di questo accordo che nelle intenzioni sarà finalizzato alla modernizzazione dell’economia, la creazione di nuovi posti di lavoro e permesso un aumento della spesa sociale.

Nello specifico, l’accordo prevede l’erogazione immediata di 652 milioni di dollari, è destinato a rendere più dinamica l’economia proteggendo i settori economicamente più vulnerabili del paese. . I termini del prestito, segnala il quotidiano “El Telegrafo”, sono stati definiti nel quadro di una riunione tenutasi ieri con il vicepresidente per l’America Latina dell’organismo, Axel van Trotsenburg, alla quale sono stati presenti oltre allo stesso Martinez, anche il presidente Lenin Moreno ed il ministro per il Commercio estero, Pablo Campana.

Fino al 2006, ed all’avvento al potere di Alianza Pais, l’Ecuador aveva un rapporto molto stretto con il Fmi che influenzava notevolmente le politiche economiche e sociali del paese. Una delle prime misure del presidente Rafael Correa fu proprio quella di rompere con l’Fmi.

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Argentina: varate misure per risparmi da 2 miliardi

Nell’Argentina ultra liberista del presidente Mauricio Macri il governo ha varato oggi delle norme per produrre un risparmio da 2 miliardi di dollari entro il 2019.

Tra le misure adottate dall’esecutivo l’eliminazione del fondo di solidarietà sulle esportazioni di soia, riduzione del rimborso alle esportazioni, e mantenimento delle aliquote sul commercio di olio e farina. Già entro la fine dell’anno Buenos Aires dovrebbe riuscire a risparmiare 400 milioni mentre i restanti 1,75 miliardi il prossimo anno.

Le misure sono state adottate per rispettare gli impegni assunti con l’FMI per ridurre il disavanzo fiscale all’1,7 per cento del Pil entro il 2019.
Contemporaneamente il presidente della Banca centrale, Luis Caputo, si è visto obbligato ad aumentare ulteriormente il Tasso ufficiale di sconto (Tus) portandolo dal 40 al 45 per cento. Il tutto sotto gli occhi della missione del Fmi guidata dall’italiano Roberto Cardarelli arrivata ieri a Buenos Aires con il compito di esaminare l’andamento dei conti pubblici e il compimento delle misure di austerity accordate a cambio del programma di assistenza di tipo stand by per 50 miliardi di dollari approvato lo scorso giugno.

Sempre per far fronte agli impegni assunti con il Fondo Monetario Internazionale l’Argentina in precedenza aveva deciso di utilizzare fino a 15 miliardi di dollari delle riserve della Banca centrale (Bcra) nell’intenzione di liquidare progressivamente parte dell’imponente stock di Lettere con scadenza a breve termine (Lebac) per oltre 30 miliardi di dollari che si è accumulato negli ultimi due anni.

Argentina: per governo chiuso accordo con Fmi

Il governo argentino ritiene raggunta l’intesa con il Fondo monetario internazionale (Fmi) per il nuovo prestito da 30 miliardi di dollari; cifra ritenuta necessaria per consolidare il nuovo corso economico, di stampo ultraliberista, intrapreso dal presidente Mauricio Macrì.

Dall’Fmi per in momento non confermano quanto anticipato dai rappresentanti di Buenos aires che stanno discutendo a Washington; secondo la stampa locale il governo argentino potrebbe comunicare i dettagli dell’accordo già questa settimana con una conferenza stampa congiunta del ministro dell’Economia, Nicolas Dujovne, e del presidente della Banca centrale argentina (Bcra), Federico Sturzenegger.
Probabile che l’accordo venga annunciato venerdì prossimo quando Macrì si recherà in Canada per il G20.

Alcuni dettagli sul negoziato sono trapelati nel corso di un incontro tenutosi questa settimana tra il ministro delle Finanze, Luis Caputo, ed i rappresentanti dei principali istituti bancari argentini e stranieri che operano sul mercato locale. Caputo avrebbe anticipato ad Alejandro Ledesma (Icbc), Facundo Gomez Minujin (JP Morgan), Gabriel Martino (Hsbc), Javier González Fraga (Banco Nacion) e Juan Curutchet (Banco Provincia) che l’accordo supera l’ammontare dei 30 miliardi di dollari e che verrà integrato da contributi della Banca mondiale (Bm) e della Banca interamericana per lo sviluppo (Bid) per altri 10 miliardi.
Da quanto si apprende le richiesta dell’Fmi punterebbero a nuovi tagli per l’1,7% del Pil.

Argentina: negoziati con Fmi dureranno settimane

I negoziati tra le autorità argentine e il Fondo Monetario Internazionale dureranno settimane. Lo ha annunicato il capo di Gabinetto argentino Marcos Pena in merito alla linea di credito di oltre 20 miliardi di dollari per fare fronte alla volatilità dei mercati.

In merito al negoziato con l’Fmi, Pena ha dichiarato che “il governo intende essere il più prudente e responsabile possibile in termini di informazioni”. Il coordinatore dell’esecutivo ha negato inoltre che il negoziato rappresenta un ritorno al Fondo monetario nei termini in cui lo fece l’allora governo del presidente Fernando de La Rua all’epoca della tragica crisi del 2001.

In merito alla possibilità che il prestito dell’Fmi possa dare il via a nuove politiche di austerità Pena ha speigato che l’approccio del governo sarà “gradualista” rispetto all’aggiustamento dei parametri macroeconomici.

Pena ha anche assicurato che “non c’è stata nessuna richiesta o condizione del Fondo fino a questo momento per ottenere il credito” e ha ricordato il fatto che il direttore dell’organismo di credito, Christine Lagarde, “è stata qui solo un mese fa e ha dato un forte appoggio alla nostra politica di gradualismo”.
All’inizio della settimana il ministro dell’Economia argentino Nicolas Dujovne si recato a Washington per iniziare i negoziati con il Fondo monetario internazionale sui termini dell’assistenza finanziaria che l’organismo concederà al governo di Buenos Aires per far fronte alla forte volatilità dei mercati che ha provocato una massiccia uscita di capitali ed una svalutazione della moneta di oltre il 13 per cento in una settimana.
Secondo quanto segnalato dalla stampa specializzata, le linee di finanziamento a cui punta Dujovne sono due, il Flexible Credit Line (Fcl) o il Precautory and Liquidity Line (Pll), entrambe destinate alla “prevenzione e mitigazione di crisi”. Queste linee sono state create nel 2015 e perfezionate in un secondo momento nel 2017 e fanno parte di un nuovo tipo di approccio appunto di tipo “flessibile” all’assistenza finanziaria e che tiene conto maggiormente delle esigenze del paese sollecitante.