Fabrizio Di Ernesto

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Tag Archives: Difesa

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Erdogan: pronti a produrre con Russia nuovo sistema missilistico

È destinata a rafforzarsi la collaborazione in ambito militare tra Ankara e Mosca. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha infatti riferito che il suo paese produrrà il sistema missilistico anti-aereo S-500 in cooperazione con la Russia. Parlando con la stampa locale il primo mandatario turco è anche tornato sul sistema missilistico S-400 confermando che l’acquisto del prodotto russo è “affare fatto”.

In base a quanto riferito dalla stampa turca Ankara avrebbe già inviato in Russia circa cento ingegneri, impegnati per lo sviluppo del nuovo sistema missilistico con gli esperti della Federazione russa. Nelle settimane scorse, il direttore generale di Rostekh, Sergej Chemezov, aveva aperto le porte ad un eventuale sviluppo congiunto del sistema missilistico con la Turchia.

Questa collaborazione rischia di rendere ancora più tesi i rapporti tra Ankara e Washington dopo che già in seguito all’acquisto degli S-400 il Pentagono aveva minacciato l’esclusione di Ankara dal programma di sviluppo dei caccia F-35 e l’imposizione di sanzioni. Il Pentagono sostiene che la presenza degli S-400 sul suolo turco sia incompatibile con quella di altri sistemi d’arma Nato e che potrebbe essere utilizzata dalla Russia per ottenere informazioni cruciali sulla vulnerabilità degli F-35.

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Medio Oriente: Usa schierano B-52 in Qatar contro presunta minaccia iraniana

Gli Usa hanno schierato alcuni bombardieri B-52 nella base aerea americana di al Udeid in Qatar per contrastare le presunte minacce iraniane.

È stato il Comando centrale dell’aeronautica a stelle e strisce a mostrare i bombardieri B-52H Stratofortress che arrivavano nel Golfo Persico nella notte tra giovedì e venerdì. Altri bombardieri sarebbe invece atterrati in una diversa località non resa nota dal Pentagono ma sempre nel sud-ovest asiatico, anche se probabile si tratti della base di al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. I velivoli sono giunti nel Golfo dalla base di Barksdale, in Louisiana.

Meno di una settimana fa, domenica 4 maggio, la Casa Bianca aveva annunciato la volontà di mandare il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico per contrastare Teheran. La Lincoln ieri, giovedì 9 maggio, ha attraversato il canale di Suez dirigendosi verso il Golfo Persico.

Due giorni fa l’Iran aveva annunciato la volontà di ritirarsi da parte dell’accordo sul nucleare che Washington ha abbandonato totalmente lo scorso anno. Nell’occasione il presidente Hassan Rohani ha dato ai leader europei una scadenza di 60 giorni per trovare un modo per proteggere l’Iran dalle sanzioni statunitensi contro la sua economia e l’industria petrolifera.

Doveroso precisare che l’arrivo nel Golfo delle forze navali statunitensi era stato programmato da tempo dal Pentangono. Il consigliere per la sicurezza nazionale americana, John Bolton aveva spiegato in un comunicato della Casa Bianca che le unità navali ed aeree sono state mandate “in risposta ad un certo numero di preoccupanti indicazioni” e per “inviare un segnale chiaro ed inequivocabile al regime iraniano. A qualsiasi attacco agli interessi degli Stati Uniti o dei loro alleati risponderemo con forza implacabile”.

Domani nuovo incontro tra Russia e Venezuela

Si terrà domani, mercoledì 3 aprile, un nuovo incontro tra i rappresentanti di Russia e Venezuela per rafforzare la collaborazione bilaterale tra le parti e la cooperazione reciproca.

A questo mini vertice prenderanno parte il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ed il viceministro venezuelano per i Temi multilaterali Felix Plasencia. Lo ha reso noto la stampa russa.

Un mese fa, lo scorso I marzo, il vicepresidente venezuelano Delcy Rodríguez si è recata a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Successivamente sempre Lavrov ha incontrato il suo omologo venezuelano Jorge Arreaza in occasione della 62a sessione della Commissione sugli stupefacenti delle Nazioni Unite (ONU).

La Russia, dopo aver giocato un ruolo fondamentale nella soluzione alla crisi siriana, ora sta cercando di evitare che in Venezuela si scateni una guerra civile dopo che lo scorso 29 gennaio Juan Guaidò, rappresentante dell’opposizione venezuelana si è autoproclamato presidente ottenendo il sostegno ed il riconoscimento degli Usa e di altri paesi della regione.

Mosca, che ha diversi interessi economici nel paese, sta sostenendo Caracas nella guerra economica e sociale che Washington sta cercando di scatenare nel paese e nei giorni scorsi ha anche inviato alcuni soldati in Venezuela per evitare la più volte ipotizzata invasione del paese che dovrebbe avvenire al confine con la Colombia.

Difesa, spesa in aumento tra il 2014 ed il 2018

Le spese legate al comparto Difesa sono in costante aumento. Lo conferma il Sipri, l’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, nel suo consueto rapporto precisando che il volume dei commerci internazionali di armamenti nel periodo 2014-18 è aumentato del 7,8 per cento rispetto al 2009-13 e del 23 per cento in più rispetto al 2004-2008.

Dal documento emerge che nel periodo in esame i paesi che hanno esportato più armamenti sono stati gli Usa, la Russia, la Francia, la Germania e la Cina, mentre i paesi che hanno acquistate di più sono stati l’Arabia Saudita, l’India, l’Egitto, a sorpresa l’Australia e l’Algeria.

In particolare, fanno sapere dalla Svezia, nel periodo tra il 2014 ed il 2018 la vendita di armi verso il Medio Oriente è quasi raddoppiata aumentando dell’87% rispetto al quadriennio precedente. La crescita del commercio di armi verso una delle aree più instabili del mondo ha di fatto permesso di compensare il calo registrato in tutti gli altri continenti.

Nel suo rapporto il Sipri ha indicato in 67 i paesi che hanno prodotto e venduto armi all’estero, anche se il 75% delle vendite sono state effettuate da appena 5 paesi, che anche nella rilevazione precedente erano già i principali esportatori.

Difesa: al via esercitazione Ahmose tra Egitto e Regno Unito

Si sono aperte oggi le esercitazioni militari “Ahmose” che vedono impegnate le forze armate di Egitto e Regno Unito. La cerimonia di apertura si è svolta nella base militare di Mohamed Naguib, ad Alessandria d’Egitto.

Il programma prevede che le esercitazioni si svolgano per un periodo di 30 giorni e puntano a rafforzare la cooperazione tra i militari di Londra e quelli de il Cairo, facilitando la condivisione delle competenze negli scenari di guerra.

Le forze armate della corona inglese vi prendono parte con circa 165 uomini per aumentare l’efficacia nel contrasto del terrorismo che minaccia la regione nordafricana ed anche altre parti del mondo.

‘Ahmose’ segna l’inizio di maggiore cooperazione nel settore della difesa tra i due paesi, per sviluppare e garantire una regione più sicura, ha commentato l’ambasciatore britannico in Egitto, Geoffrey Adams. L’anno scorso, i ministeri della Difesa britannici ed egiziani hanno firmato il primo memorandum d’intesa per condurre esercitazioni militari congiunte, nel quadro degli sforzi per rafforzare la cooperazione anti-terrorismo.

Difesa, Cina pronta ad equipaggiare portaerei con catapulte magnetiche

La difesa cinese sta studiando la possibilità di installare catapulte elettromagnetiche sulla portaerei Laoning.

Il nuovo sistema Emals di fatto renderebbe obsoleto il cosiddetto trampolino attualmente utilizzato sulla nave, l’unica operativa della marina di Pechino, che è un semplice ammodernamento della classe Ammiraglio Kuznetsov russa.

La notizia è stata diffusa dalla stampa locale che ha citato vertici della marina cinese. Secondo quanto riferito dalla stampa l’installazione del sistema Emals sulla Liaoning è necessaria a renderla una piattaforma di addestramento efficace per le portaerei cinesi della generazione successiva, a cominciare dalla Type 002.

L’installazione del sistema Emals sulla Liaoning e sulla Type 001 consentirebbe alle due navi di lanciare velivoli con un carico bellico e scorte di carburante superiori.

L’obiettivo della marina cinese è quella di dotarsi, entro il 2035, di una flotta di almeno 6 portaerei, aggiungendo alle due già esistenti quattro vascelli a propulsione nucleare per portare le proprie capacità di proiezione della forza più vicine a quelle della marina militare statunitense.

Difesa russa, strategia missilistica Pentagono provocherà nuova corsa armamenti

Secondo i vertici della difesa russa la nuova strategia di difesa missilistica statunitense provocherà una nuova corsa agli armamenti minando la stabilità globale.

La dichiarazione moscovita è arrivata dopo che nei giorni scorsi la stampa specializzata statunitense ha pubblicato la nuova politica missilistica made in Usa che prevede una nuova serie di sensori spaziali e altri sistemi high-tech per rilevare e abbattere più rapidamente i missili in arrivo. Una strategia ufficialmente ideata per contrastare lo sviluppo militare di Russia e Cina e le potenziali minacce provenienti dalla Corea del Nord e dall’Iran.

Secondo il ministero degli Esteri russo la nuova strategia americana dimostra “il desiderio di Washington di assicurarsi un dominio militare incontrastato nel mondo” e che l’espansione del sistema difensivo del Pentagono provocherà “inevitabilmente una corsa agli armamenti nello spazio con conseguenze negative per la sicurezza e la stabilità internazionale”.

Il presidente Usa Donald Trump nel corso di un discorso al Pentagono, ha dichiarato che lo spazio è il nuovo dominio bellico e ha promesso che gli Stati Uniti svilupperanno un sistema di difesa missilistica senza rivali per proteggersi da minacce ipersoniche.

Il ministero degli Esteri russo ha descritto la revisione del Pentagono come un tentativo di riprodurre i piani di difesa missilistica del presidente Ronald Reagan “Star Wars” su un nuovo livello tecnologico e ha esortato l’amministrazione Trump a “rinsavire” e ad avviare colloqui sul controllo delle armi con la Russia.

Gli Stati Uniti accusano Mosca di testare e dispiegare un missile che ha violato le disposizioni del Trattato INF che proibisce la produzione, il collaudo e l’impiego di missili balistici e da crociera terrestri con una gittata da 500 a 5.500 chilometri; Washington ha aggiunto che sospenderà i suoi obblighi del trattato se il russo non entrerà in conformità entro il 2 febbraio.

La Russia con il ministro degli Esteri Sergej Lavrov non ha negato il lancio del missile, precisando però che questo è avvenuto nel raggio consentito dal Trattato, sottolineando: “Se gli Usa pensano che la portata sia eccessiva, devono avere immagini satellitari o qualcos’altro, ma non ci hanno mostrato niente”.

Esercitazioni militari tra Seul e Washington in tono minore per favorire dialogo tra le due Coree

Le consuete esercitazioni militari primaverili tra Usa e Corea del Sud si svolgeranno il prossimo anno in tono minore per non compromettere i dialoghi di pace tra Seul e Pyongyang.

Lo riferiscono le autorità statunitensi confermando quanto già annunciato a ridosso della scorsa estate. Parlando con la stampa il segretario alla Difesa Usa, Jim Mattis ha quindi confermato che l’esercitazione “Foal Eagle” in programma tra circa 9 mesi sarà “ridotta di portata”.

Il rappresentante del Pentagono ha precisato che il ridimensionamento sarà evidente e funzionale a non danneggiare il dialogo diplomatico in corso a cavallo del 38° parallelo.

La decisione della difesa a stelle e strisce rientra in un più ampio schema di sforzi di Washington finalizzati a bloccare il programma nucleare della Corea del Nord. Nonostante ciò il leader nordcoreano Kim Jong continua ad inviare segnali contrastanti nelle ultime settimane sulle relazioni di Pyongyang con la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Venerdì scorso infatti, Kim ha  rilasciato un prigioniero statunitense ma ha anche supervisionato il test di una “nuova arma tattica” che potrebbe essere in contrasto con i piani di denuclearizzazione che il presidente Trump aveva fatto all’inizio di quest’anno.

Difesa: al via esercitazione Vostok-2018

Si sono aperte oggi nella parte più orientale della Russia le esercitazioni militari Vostok-2018, le più grandi organizzate da Mosca da oltre 35 anni. Le operazioni si chiuderanno lunedì 17.

I militari impiegati, circa 300mila unità, svilupperanno operazioni offensive e difensive.

Tra i mezzi impegnati figurano 36 mila veicoli tra mezzi di terra, aerei, elicotteri e droni, oltre a circa 80 navi.

Alle operazioni prendono parte anche militari provenienti da Cina e Mongolia.

“I principali obiettivi delle manovre sono la pianificazione e realizzazione di raggruppamenti delle truppe su lunghe distanze, l’organizzazione di interazione tra le forze di terra e le forze della Marina, ottenimento dai comandi, comandanti e personale, pratiche e miglioramento delle competenze nella gestione, verifica del livello di preparazione dell’amministrazione militare e della condotta nelle operazioni militari”, ha spiegato il ministero della Difesa.

Stando a quanto riferito dai media russi anche il presidente Vladimir Putin presenzierà alle operazioni.

Obiettivo di queste esercitazioni quello di migliorare l’impiego delle truppe nel mantenere la sicurezza militare della Federazione Russa sul teatro operativo orientale. Nello specifico, come spiega il dicastero della Difesa russo, le esercitazioni sono finalizzate a perfezionare la perizia dei comandanti e degli stati maggiori nel gestire dei gruppi pluriarma nel corso dei combattimenti sul teatro operativo orientale; controllare il grado di preparazione delle istituzioni di gestione militare nel programmare ed eseguire il riordinamento delle truppe a grandi distanze, nonché nel coordinare dei gruppi dell’Esercito con le forze della Marina militare; l’acquisizione da parte dei comandanti e degli stati maggiori dell’esperienza pratica nella gestione delle truppe nel corso della preparazione al combattimento e nella conduzione delle operazioni.

India acquisterà sistema antiareo russo Triumf S-400

L’India è vicina all’acquisto del sistema d’arma antiaereo di fabbricazione russa Triumf S-400. Il Consiglio per le acquisizioni della difesa (Dac) dell’India, riunitosi sotto la presidenza del ministro, Nirmala Sitharaman, ha infatti dato la prima approvazione, con “minime variazioni”, alla compravendita, secondo quanto riferito dalla stampa di Nuova Delhi. Da quanto trapelato il valore dell’accordo sarebbe vicino ai 400 miliardi di rupie, circa 5 miliardi di euro.

Poche settimane fa Sitharaman aveva annunciato che le trattative erano entrate nella fase finale.

L’accordo indio-russo sul sistema Trumf risale al 2016. Con questi missili terra-aria a lungo raggio Nuova Delhi punta soprattutto a rafforzare la difesa lungo il confine con la Cina, che si estende per quasi quattromila chilometri. Pechino, a sua volta, ha già concluso nel 2014 un’intesa tra governi con Mosca per lo stesso sistema missilistico e ha già ricevuto le prime consegne. L’S-400 è considerato il più avanzato sistema d’arma antiaereo russo; è una versione aggiornata dell’S-300 systems. Prodotto da Almaz-Antey, è usato dalla Difesa della Russia dal 2007.
Tra il 2012 e il 2016, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), la Russia ha fornito il 68 per cento delle armi importate dall’India. Dagli anni Sessanta Mosca è il più grande fornitore di Nuova Delhi, alla quale ha venduto armi per un valore di 65 miliardi di dollari. Dal 2007 gli Stati Uniti hanno conquistato una consistente fetta del mercato indiano con vendite per 15 miliardi di dollari. L’India sta cercando di diversificare le importazioni dalla Russia, a causa dei ritardi nelle forniture, dell’aumento dei costi in corso d’opera e della resistenza al trasferimento tecnologico; tuttavia, deve mantenere un ampio arsenale di armi di produzione russa e le sanzioni statunitensi possono essere di ostacolo.

L’S-400 è stato progettato come sistema d’arma capace di intercettare e colpire aerei da guerra e missili balistici e da crociera che volano a una velocità fino a 4,8 km/s (17.000 km/h). Il sistema può individuare fino a 36 obiettivi contemporaneamente (80 nelle nuove versioni) in un raggio che va da 30 a 400 km in base al tipo di missile utilizzato (quest’ultima distanza viene raggiunta con il missile 40N6 con compiti ABM e anti Awacs.