Fabrizio Di Ernesto

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Messico: presidente AMLO chiude a dialogo tra governo e gruppi criminali

No secco e deciso al dialogo con le bande criminali che operano in Messico.

Questa la decisione del presidente messicano, Andrés Manuel López Obrador (AMLO), che ha precisato che i meccanismi per pacificare il paese saranno incorporati nel piano di sviluppo nazionale poiché non è intenzione del suo governo “condurre negoziati con i criminali o promuovere l’autodifesa”.

Nel corso di una conferenza stampa ha sottolineato: “Non vi è e non vi sarà alcun dialogo con i membri delle bande della criminalità organizzata; non terremo quell’approccio ma nel piano di sviluppo stiamo proponendo di cercare meccanismi per raggiungere la pace nel paese, ma è un processo che non è ancora iniziato”.

La dichiarazione del primo mandatario sono giunte dopo che il segretario degli interni, Olga Sánchez Cordero, aveva affermato di avere avviato un dialogo con i gruppi armati interessati a deporre le armi aggiungendo che si trattava di gruppi di autodifesa. Da parte sua, l’esecutivo ha ribadito il suo rifiuto della questione, sostenendo di ritenere che la sicurezza dei cittadini sia una facoltà del governo.

“Non promuoveremo – ha aggiunto il presidente – nulla che possa significare autodifesa, ciò che i governi del passato hanno commesso è stato sbagliato perché la sicurezza doveva essere garantita dallo Stato”.

Il capo dello Stato ha anche ricordato che il suo governo ha promosso la campagna contro le dipendenze, che cerca la partecipazione della società civile, nonché lo spiegamento e il consolidamento della Guardia Nazionale, “un’azione che presto darà buoni risultati”.

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Messico, dall’inizio dell’anno oltre 14mila omicidi

In Messico dall’inizio del 2019 sono già stati compiuti oltre 14mila omicidi, per la precisione 14.133.

Solo nel mese di maggio sono state uccise ben 2.903 persone, 13 più del maggio 2018.

Il drammatico bilancio dei primi 6 mesi del governo di Andrés Manuel López Obrador (AMLO), è stato illustrato dalla Segreteria Esecutiva del Sistema Nazionale di Pubblica Sicurezza della nazione centroamericana.

In pratica dal primo gennaio sono registrati circa 100 assassinii al giorno, per la precisione 94.

I dati forniti dall’ufficio indicano che in aprile ci sono stati 2.724 omicidi intenzionali, 2.845 a marzo, 2.804 a febbraio e 2.857 a gennaio.

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno registrato un incremento del 6,3%

Gli stati dove si sono verificati i casi più numerosi di omicidio a maggio sono lo Stato del Messico con 328 casi, Baja California con 288, Jalisco con 284, Chihuahua con 278, Guanajuato con 256, Veracruz con 231, Michoacan con 244 quindi Città del Messico Guerrero rispettivamente con 238 e 220.

Nel 2018 il Messico ha registrato il triste primato di 33.369 omicidi, il dato più dato più alto dal 1997.

Il segretariato ha rivelato anche che nel maggio del 2019 sono stati segnalati 153 rapimenti, 62 casi in più rispetto ai 91 registrati il ​​mese precedente; mentre il dato annuale ha raggiunto 684 casi.

Messico, furti di carburante diminuiti del 95%

Sembra scemare in Messico l’emergenza legata al furto di carburante grazie alle strategie messe in campo dal governo per contrastare le azioni illecite in diversi stati del paese. Il presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo), ha infatti riferito che il furto di carburante è diminuito del 95 per cento in tutto il paese.

L’emergenza nel paese centroamericano è iniziata a novembre e per sei mesi ha messo in crisi il Messico, ora i furti sono scesi a 4mila barili al giorno, in precedenza il picco più alto era stato di 800mila. Il primo mandatario ha riferito che “esistono ancora comunità in cui sono protette bande di criminali, ma stiamo svolgendo attività di sviluppo sociale”.

Nel corso di una conferenza stampa tenuta nello stato di Hidalgo, nell’est del paese, Lopez ha detto che mentre il furto di benzina nello stato è il primo crimine, è calato di oltre il 50%, nonostante le 53 comunità e i 10 comuni collegati al huachicoleo (il furto di carburante appunto ndr).

Il capo di stato ha inoltre assicurato che affronterà le cause della violenza e dell’insicurezza nel paese, nello specifico a Hidalgo sarà destinato un secondo schieramento operativo della Guardia Nazionale.

Negli ultimi mesi il governo del Messico ha intrapreso politiche contro il furto di carburante, in coordinamento con i governi federali; inoltre è stata implementata una strategia di sicurezza contro i rifornimenti di benzina clandestini, distribuiti in diverse regioni della nazione.

Messico, per presidente Amlo finito neoliberismo

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, Amlo, ritiene conclusa l’epoca del neoliberismo. Il primo mandatario di Città del Messico ha infatti annunciato: “Entrambe le cose sono abolite, il modello neoliberale e la sua politica economica di saccheggio, antipopolare e entreguista”, ipotizzando quindi l’inizio di una nuova politica economica per il suo paese che non sia più dettata dall’estero ed attraverso la quale i governanti possano muoversi più liberamente evitando così di generare nuova povertà nel paese.

Lopez Obrador ha ricordato che: “Durante tutto il periodo neoliberale non si parlava di pianificazione per lo sviluppo. I miei predecessori hanno seguito ricette che gli arrivavano dall’estero, erano altri che definivano l’agenda nazionale e imponevano le misure economiche da adottare”.

Lopez Obrador sembra davvero voler creare un Messico diverso da quello conosciuto fino ad adesso, legato politicamente ed economicamente agli Usa, anche in merito alla crisi venezuelana hanno evitato di riconoscere Guaidò quale nuovo presidente del paese smarcandosi da Washington.

Messico, Senato valuta creazione Guardia nazionale proposta dal presidente

Il Senato messicano sta valutando la proposta del presidente Andrés Manuel López Obrador (Amlo) per la creazione della nuova Guardia nazionale per contrastare il crimine nel paese e già approvata a gennaio dalla Camera. Oltre che dall’opposizione la proposta di legge è contestata anche dagli esperti di sicurezza.

Parlando con i soldati, nei giorni scorsi, il capo di stato ha ribadito “ci aiuterà molto, sarà decisivo per pacificare il paese. Con la creazione della Guardia Nazionale potremo garantire la pace e la tranquillità del paese.

Secondo i dati ufficiali, nel 2017 nel paese ci sono stati 28.866 omicidi saliti lo scorso anno a 33.341.

“La Guardia Nazionale – ha continuato il primo mandatario – rispetterà i diritti umani e sarà come l’esercito di pace delle Nazioni Unite (ONU)” ribadendo che l’approvazione della norma è necessaria per combattere l’insicurezza.

I senatori del National Action Party (PAN) ritengono che la proposta ripeta la strategia del governo di Felipe Calderón (2006-2012) e di Enrique Peña Nieto (2012-2018) che utilizzavano i militari per garantire la sicurezza pubblica.

Anche se il partito di López Obrador ha la maggioranza nel Congresso, la riforma andando ad intaccare la Costituzione, ha bisogno dell’approvazione dei due terzi degli aventi diritto, ovvero della maggioranza qualificata.

Messico: presidente invita popolazione a non drammatizzare contro furti carburante

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador “Amlo” ha invitato la popolazione a non farsi prendere dal panico e ad evitare frettolosi acquisti di carburante rassicurando che “presto la situazione di normalizzerà”.

Tramite un messaggio diffuso sulle piattaforme social il capo dello Stato ha spiegato alla popolazione la necessità di sostenere il governo nella lotta contro i furti di benzina invitandoli ad avere fiducia nell’attuale sistema di distribuzione.

“Amlo” ha anche aggiunto che il personale dell’Esercito, della Marina e della polizia stanno monitorando permanentemente gli oleodotti di Pemex (Petróleos Mexicanos) per impedire ulteriori atti di sabotaggio e l’incidenza di questo crimine; “stiamo – ha aggiunto – cambiando il sistema di distribuzione. Abbiamo aumentato i controlli sui gasdotti che prima erano completamente aperti”

Ieri intanto due delle petroliere internazionali da giorni ferme al largo delle acque messicane hanno ripreso a scaricare al porto di Tuxpan, sulla costa orientale del paese.

Le operazione erano state sospese per il poco spazio di immagazzinamento disponibile nelle strutture della Pemex, conseguenza diretta dell’offensiva che il governo ha sferrato contro il furto di carburante nel paese. Un piano che prevede tra le altre cose la chiusura di alcuni oleodotti tra cui quello che fa capo a Tuxpan. Le due petroliere battenti bandiera di malta – “Miss Maria Rosario” e “Hafnia Ane” – hanno iniziato a scaricare, rispettivamente, 300 mila barili di benzina e 50 mila barili di diesel.

Messico: Banca centrale annuncia ricorso contro legge su tetto stipendi pubblici

La Banxico, la Banca centrale messicana ha annunciato il ricorso costituzionale contro la legge che fissa un tetto agli stipendi dei dipendenti della P.A.; lo riferisce la stampa locale.

Il governo ha deciso di porre un limite agli stipendi pubblici tramite il provvedimento promosso dal Morena, il Movimento di rigenerazione nazionale attualmente maggioranza nel parlamento di Città del Messico, che stabilisce che nessun funzionario di Stato possa guadagnare più del capo dello Stato.

Nel ricorso presentato alla Corte suprema (Suprema Corte de Justicia de la Nacion, Scjn) ci chiede ai giudici di stabilire se la legge violi o meno i principi della Costituzione messicana.

La norma in questione è stata approvata poche settimane fa nell’ambito di una serie di misure finalizzate a “moralizzare” il paese ma è subito stata impugnata da alcuni esponenti dell’opposizione secondo cui “violerebbe” i diritti dei lavoratori; la norma è quindi stata sospesa in attesa di una valutazione della sua costituzionalità.

Più nel dettaglio, il provvedimento, passato alla Camera dei deputati con 433 voti a favore, nove contrari e una astensione, prevede che nessuno potrà sforare i 108 mila pesos al mese (poco più di 5.700 dollari), stipendio che “Amlo” si è assegnato sforbiciando del 40 per cento i 270 mila pesos percepiti dall’ex presidente Enrique Pena Nieto. Il testo era fermo in Senato dalla sua prima approvazione, nel 2011, ed è stato riproposto d’urgenza per dare seguito a una delle promesse fatte da Lopez Obrador in campagna elettorale.