Fabrizio Di Ernesto

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Category Archives: Economia

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Bolivia inaugura più moderna fabbrica di cemento del Sud America

Continua la crescita della Bolivia di Evo Morales. Il paese indiolatino ha infatti inaugurato la più moderna fabbrica di cemento del Sud America in grado di produrre 1,3 milioni di tonnellate di calcestruzzo all’anno.

Ad inaugurare l’impianto è stato lo stesso primo mandatario che ha tagliato il nastro della Public productive company of cements of Bolivia (Ecebol) nel comune di Caracollo nel dipartimento di Oruro.

Parlando con la stampa Morals ha spiegato che il governo ha effettuato un investimento da 306 milioni di dollari nella costruzione e che giornalmente potranno essere prodotte fino a 3mila tonnellate di cemento. “La fabbrica – ha detto ancora il presidente è la più moderna del Sud America. Si tratta di un sogno atteso forse 50 o 60 anni nel dipartimento di Oruro”.

Da parte sua, la Society of Engineers of Bolivia (Sib), a nome del suo presidente, Carlos Ballón, ha ribadito che Ecebol è un riferimento in America Latina per le sue caratteristiche tecniche e ingegneristiche e ha sottolineato che il progetto è un contributo alla crescita regionale in Oruro e in tutta la nazione. “La fabbrica – ha aggiunto -produrrà molta materia prima che venga utilizzata in vari lavori che vanno dai progetti stradali ai megaprogetti idroelettrici, attraverso case, scuole, ospedali che per mano dei nostri professionisti contribuiranno direttamente allo sviluppo della regione e del paese”.

Attiva per una fase di prova già da un mese, la Ecebol ha già generato entrate per oltre due milioni di dollari.

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Argentina: proteste contro politiche economiche di Macri

Nuove proteste in Argentina contro le manovre correttive varate dal governo di Mauricio Macri.

Sindacati e associazione sociali hanno infatti inscenato proteste con pentole offrendo polenta, protesta del polentazo nazionale, ai più bisognosi contro l’aumento dei prodotti agricoli causato dalle politiche economiche del governo.

Gli aumenti sono scattati in seguito alla dichiarazione di emergenza alimentare.

“La polenta -hanno detto i manifestanti – è il cibo che siamo ridotti a consumare in un contesto di inflazione, aggiustamento e licenziamenti”.

Le manifestazioni si sono svolte in contemporanea in 17 provincie ed hanno visto le diverse organizzazioni sociali agitare pentole e distribuire polenta e bloccando il traffico su numerose strade.

I manifestanti, al grido di “la fame non è una scelta” hanno chiesto al governo misure per contenere la disoccupazione, l’aumento dei salari e prezzo in linea con gli stipendi per contenere un’inflazione che ha visto aumenti del 50% nell’ultimo anno.

Nuove proteste sono già state indette per i prossimi giorni con “piatti vuoti” per continuare a denunciare “la fame in Argentina” con annunciato da Silvia Saravia, coordinatore nazionale di Barrios de Pie-Libres.

Morales in Russia per incontro con Putin

Il presidente della Bolivia Evo Morales è arrivato questa mattina a Mosca per incontrare l’omologo russo Vladimir Putin nell’ambito di una visita ufficiale.

In base al programma stilato i due capi di Stato discuteranno le questioni relative alle relazioni russo-boliviane e analizzeranno le questioni chiave in ambito internazionale e regionale, su tutti la crisi venezuelana con La Paz e Mosca al fianco del presidente Maduro contro il golpista Guaidò.

Oltre al primo mandatario la delegazione boliviana comprende ministro degli Esteri Diego Pary, e i ministri degli Idrocarburi, Luis Sanchez e quello dell’Energia, Rafael Alarcon.

L’agenda include anche il miglioramento delle attività commerciali tra le società russe e boliviane, in particolare, con le società energetiche Gazprom e Acron.

Morales e Putin puntano inoltre ad un maggiore scambio commerciale che include la possibilità di esportare carne boliviana in Russia. Il ministro degli Esteri boliviano Diego Pary, parlando nei giorni scorsi di questo appuntamento ha riferito che l’incontro Morales-Putin accelererà la firma del protocollo per la vendita di questo prodotto oltre ad analizzare la posizione della Bolivia come paese osservatore dell’Unione economica eurasiatica, che attualmente comprende Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan.

Salvo sorprese la visita si esaurirà nell’arco di poche ore e già questa sera Morales potrebbe rientrare nel palazzo presidenziale a La Paz.

Argentina, a marzo inflazione in crescita

Continua a crescere l’inflazione in Argentina.

A marzo infatti l’inflazione all’ingrosso ha raggiunto il 4,1%, con un incremento dello 0,7% rispetto al mese precedente. Lo certifica l’Indec, l’Istituto nazionale di statistica e censimento che precisa anche che su base annua l’Ipc, l’indice dei prezzi al consumo fa segnare un aumento prossimo al 70%. Stando a quanto riferito dall’Istat argentino sia i prodotti interni che quelli importati sono stati adeguati al rialzo, portando l’Ipc al 68%.

I responsabili dell’Indec hanno precisato che i prodotti di fabbricazione argentina sono aumentati del 4,1% mentre quelli importati sono cresciuti del 4,4%.

Il settore energetico ha invece fatto segnare un incremento del 6,5% mentre i prodotti primari sono aumentati del 5,2%, i manufatti del 3,6%.

Nel corso degli ultimi 12 mesi l’inflazione al dettaglio ha registrato una crescita del 54,7% ovvero circa 13 punti in meno rispetto a quella dei prodotti all’ingrosso.

Una settimana fa, il 17 aprile, il presidente Mauricio  Macri, ha annunciato un pacchetto di misure economiche supplementari di lotta contro l’inflazione, tra le quali ha evidenziato un blocco dei prezzi dei prodotti del paniere di base e la cancellazione dei “rialzi dei tassi” nei servizi pubblici.

Bolivia pronta ad investire un miliardo nel settore energetico

La Bolivia è pronta ad investire un miliardo di dollari nel settore energetico, sia per rafforzare quella legata all’elettricità, sia per l’industrializzazione delle risorse evaporiche (litio) e per i programmi di ricerca e medicina nucleare, come annunciato dal ministro dell’Energia Rafael Alarcón.

Nello specifico 651 milioni saranno destinati al “Programa de Electricidad para Vivir con Dignidad” mentre altri 373 milioni saranno investiti tra depositi di litio e l’Agenzia per l’energia nucleare.

Gli investimenti, per il momento, riguardano solamente il 2019 e non prevedono stanziamenti per gli anni successivi.

I fondi stanziati provengono da fondi interni alle imprese, da finanziamenti della Banca centrale della Bolivia (BCB), dai crediti esterni delle istituzioni finanziarie e dal Tesoro generale della nazione (TGN).

Attualmente il paese possiede un potenziale in grado di produrre 45mila megawatt (MW) di energia attraverso gli impianti idroelettrici e l’obiettivo è quello di implementare notevolmente questa produzione. L’energia sarà fornita attraverso tre progetti a ciclo combinato, la cui costruzione è realizzata in impianti termoelettrici situati nelle regioni di Warnes, Entre Ríos e Tarija.

I nuovi fondi stanziati serviranno anche a costruire 41 impianti evaporitici (litio) nel paese. La Bolivia è il più grande possessore di questo minerale al mondo con 21 milioni di tonnellate a Uyuni. A settembre, il governo di Evo Morales prevede di avviare le operazioni del Centro per la ricerca e lo sviluppo della tecnologia nucleare (CIDTN) situato nella città di El Alto.

Con l’obiettivo di diventare una potenza energetica nella regione, la Bolivia ha anche annunciato la firma di un accordo con l’India per sviluppare progetti relativi all’industrializzazione del litio e la possibile adesione della nazione all’International Solar Alliance, un gruppo composto da più di 100 paesi che realizzano iniziative di sviluppo nel campo de fotovoltaico.

Argentina: aumenta la povertà

Secondo gli ultimi rilevamenti statistici e i dati in possesso dell’Osservatorio sul debito sociale dell’Uca (l’Università cattolica argentina), nel paese indiolatino c’è stato un forte aumento dei livelli di povertà della popolazione urbana del paese. Un dato che deve allarmare il governo di Buenos Aires.

Secondo gli ultimi dati si tratta dei dati più alti, ed allarmanti, dal 2010 ad oggi. All’epoca i poveri erano il 29,9% mentre oggi sono il 31,3%. Il rapporto inoltre, evidenzia “un aggravamento della povertà strutturale e un’espansione del divario di disuguaglianza”, come sottolineato dal direttore dell’Osservatorio Agustín Salvia.

Lo studio rivela anche che le persone più colpite dall’aumento della povertà sono quella che appartengono alla fascia media, anche se negli strati più bassi di questa.

Negli ultimi anni è aumentato anche il tasso di disoccupazione tanto che oggi un famiglia su tre, il 32,2% del totale, ha al suo interno almeno una persona senza lavoro mentre il primo erano il 29,2%; le famiglie con problemi alimentari o di assistenza sanitaria sono aumentate dal 21,6 al 22,8%.