Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: maggio 2017

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A breve intervista esclusiva con S.E Janne Taalas, ambasciatore della Finlandia in Italia

Per le grandi interviste esclusive di Agenzia Stampa Italia abbiamo incontrato Sua Eccellenza Janne Taalas, ambasciatore della Repubblica finlandese in Italia. Con il rappresentante diplomatico di Helsinki abbiamo analizzato i rapporti economici tra i nostri due paesi, parlato delle peculiarità del paese nordico e della diffusione della cultura finlandese in Italia, attraverso il Kalevala ma non solo.

Con il dottor Taalas abbiamo parlato anche di Europa e di austerità, aspetti che accomunano i nostri due paesi

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Ecuador pronto a lavorare per integrazione regione indio-latina

L’Ecuador vuole lavorare per aumentare l’integrazione della regione indio-latina. Lo ha annunciato il nuovo ministro degli Esteri di Quito Maria Fernanda Espinosa aggiungendo che fondamentali in questo processo saranno l’Unasur e la Celac.

Parlando per la prima volta dall’assunzione del nuovo incarico la Espinosa ha annunciato le linee guida dal suo operato tra cui la volontà di “sostenere tutte le opportunità di integrazione ragionale, rafforzare l’inserimento strategico dell’Ecuador sullo scenario mondiale ed approfondire il supporto ai colloqui di pace in Colombia”.

Tra gli obiettivi del nuovo ministro anche il rafforzamento del commercio estero, del turismo e della diffusione della cultura dell’Ecuador.

La Espinosa ha anche auspicato un rafforzamento delle carriere diplomatiche, la costruzione di nuovi quadri politici e il sostegno ad una governance più chiara ed efficiente. L’elezione di Lenin Moreno alla presidenza del paese ha rilanciato le ambizioni dell’Ecuador che anche approfittando della crisi del Venezuela e del Brasile mira ad occupare uno spazio sempre maggiore nel continente indio-latino.

Venezuelani oggi di nuovo in piazza contro le violenze

I venezuelani tornerà oggi di nuovo in piazza per ribadire il no alle violenze delle ultime settimane. Motto della manifestazione odierna, che vedrà molti studenti ed atleti, “Pace, la vita e la costituente”.

La manifestazione si snoderà per le vie della capitale, Caracas, e si concluderà presso il Palazzo Miraflores per ribadire il sostegno all’Assemblea nazionale costituente convocata dal presidente Nicolas Maduro.

La mobilitazione avrà inizio alle 9 locali e chiamerà alla partecipazione tutto il popolo rivoluzionario, con il presidente Maduro che lanciato la manifestazione osservando: “Si è risvegliato lo spirito costituente in tutto il paese”

Ieri, parlando nel corso della sua trasmissione domenicale “Los domingos” Maduto è tornato a spiegare la sua decisione di convocare l’Assemblea costituente che includerà diversi settori sociali per rilanciare le grandi missioni bolivariane e i piani sociali per rilanciare e consolidare la pace nel paese.

Le elezioni per l’Assemblea costituente si svolgeranno nel prossimo luglio e riguarderanno 364 componenti territoriali e 181 rappresentanti della società civile: 79 lavoratori, 28 pensionati, 24 consiglieri di comunità, 8 indigeni, 5 persone con disabilità e 5 imprenditori.

Les USA cachent des bombes atomiques américaines dans un pays méditerranéen

Il portale arabo al Manar, nella sua versione francese ha ripreso la mia intervista a Sputnik sulle armi nucleari in Italia.

L’atricolo è disponibile al seguente link

https://french.almanar.com.lb/402928

Versione russa della mia intervista al portale Sputnik sulla Nato in Italia

L’intervista, nella versione russa, è disponibile al seguente link

 

https://ru.sputnik.md/world_politics/20170516/12673988/mnenie-italia-politiki-polnostju-zavisjat-ot-vashingtona.html

Brasile, la Rousseff torna ad attaccare Temer

“Ogni giorno vengono fuori nuove prove sull’attuale presidente non eletto da nessuno che dimostrano la sua inadeguatezza a ricoprire quel ruolo”. Con queste parole l’ex presidente carioca Dilma Rousseff è tornata ad attaccare il suo successore, nominato dalla magistratura, Michel Temer, annunciando di aver chiesto alla Corte suprema brasiliana di annullare la sua messa in stato d’accusa che gli è costata la presidenza.

“Il paese – ha aggiunto – sta attraversando una crisi politica e istituzionale acuta come non si era mai vista su così grande scala. È lampante che il presidente è inadeguato”.

Come anticipato sopra gli avvocati della Rousseff hanno presentato una richiesta ufficiale per annullare l’impeachment a suo carico e restituirle la presidenza. Già nel settembre del 2016 i suoi legali avevano depositato una richiesta simile.

Il caso è ora nelle mani del giudice Alexandre de Moraes, già ministro della Giustizia.

La Rousseff, oltre al presidente Temer, ha duramente criticato l’ex senatore Aécio Neves, ed Eduardo Cunha, definendoli “parti di un telaio molto articolato”.

Nei giorni scori la Corte suprema ha aperto un’indagine contro di Temer, su richiesta del pubblico ministero, che sospetta il presidente si sia macchiato di reati di corruzione. Tutto si basa sulle confessioni degli amministratori della Jbs che hanno accusato Temer di ricevere tangenti dal 2010.

Energia, Panama punta ad incrementare di oltre il 60% produzione eolica

Panama punta ad aumentare del 63% la propria produzione di energia eolica nel prossimo anno. Attualmente il paese centroamericano produce 270 megawatt di energia eolica, per via di pronunciati periodi di siccità; le autorità locali hanno ora deciso la realizzazione di tre nuovi progetti destinati a fornire altri 170 megawatt al sistema nazionale interconnesso.

Questi nuovi impianti sorgeranno nella provincia di Cocle e permetteranno al paese di incrementare quello che già rappresenta il più grande parco eolico in America Centrale e nei Caraibi.

L’avvio dei lavori dovrebbe essere dato già nel primo trimestre del prossimo anno e permetterà, una volta ultimato, di produrre 100 megawatt di energia rinnovabile; gli altri due impianti dovrebbero invece essere costruiti verso la fine del 2018 diventando operativi però per la stagione secca del 2019.

La realizzazione di questi impianti rientra nell’ambito del Paino nazionale per l’energia presentato del governo panamense nel marzo del 2016 che ha obiettivi molto ambiziosi, tra gli altri quello di arrivare a produrre entro il 2050 il 30 per cento dell’energia utilizzata nel paese da fonti rinnovabili.

Difesa, per ministro russo Shoigu Mosca al pari della Nato

Il costante sviluppo delle tecnologie militari e la continua fornitura di nuove armi permettono alla Difesa russa di rimanere in una sostanziale “parità strategica” con la Nato. Lo ha affermato oggi il ministro della Difesa russo Sergej Shoigu parlando con i parlamenti russi aggiungendo che “le forze

nucleari russe sono state dotate dei nuovi missili balistici intercontinentali Yars con una capacità migliorata per penetrare in qualsiasi potenziale difesa missilistica”.

Nel costante miglioramento delle capacità difensive di Mosca la marina russa ha commissionato tre nuovi sottomarini nucleari Borei armati con i missili balistici intercontinentali Bulava, con il ministro Shoigu che ha precisato che il loro numero salirà a sette entro il 2021, mentre dopo quella data i militari russi avranno a disposizione una versione rivista e migliorata del Tu-160.

Il titolare della Difesa russa ha poi sottolineato che le consegne previste del nuovo jet caccia T-50 e del sistema missilistico per la difesa aerea S-500 rafforzeranno notevolmente le difese aeree della Russia.

Il ministro russo ha inoltre reso noto che il numero di reggimenti antiaerei delle Forze armate dotati di S-400 è cresciuto a 13. Nel corso dell’ultimo anno l’Aviazione ha ricevuto quattro bombardieri strategici modernizzati, due Tu-160 e due Tu-95MS.

Negli ultimi anni la Nato ha spostato sempre più verso est le proprie truppe obbligando di conseguenza la Russia a rivedere ed ampliare le proprie capacità difensive per reggere l’onda d’urto di questa avanzata silenziosa.

Venezuela, oggi marcia in sostegno del presidente Maduro

I venezuelani scenderanno oggi in strada in sostegno del presidente Nicolas Maduro, in favore della pace e dell’Assemblea nazionale costituente convocata dal capo dello Stato. La marcia arriva dopo l’appello lanciato domenica scorsa dal presidente.

La manifestazione principale si svolgerà a Caracas, come ribadito dal leader del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), Aristóbulo Istúriz; la marcia nella capitale si concluderà in piazza Diego Ibarra.

Domenica nel corso del suo programma televisivo su Vtv Maduro ha chiamato a raccolta tutto il popolo venezuelano; “dobbiamo – ha detto – superare l’odio e l’intolleranza e inculcando il rispetto reciproco tra i venezuelani”.

Ieri il ministro della Comunicazione e Informazione del Venezuela, Ernesto Villegas, insieme al ministro degli Affari esteri, Delcy Rodríguez e al segretario esecutivo della nazionale per i diritti umani del Consiglio, Larry Devoe, ha presentato una relazione sui 51 giorni di violenza causati dall’opposizione venezuelana che hanno provocato quasi 60 morti.

A preoccupare soprattutto la difficile situazione economica del paese con l’inflazione giunta ormai al 700%, con prodotti sempre più scarsi dopo che molti paesi hanno bloccato le esportazioni verso i Venezuela.

Molti temono che il paese possa andare in bancarotta, eventualità evitata fino ad ora grazie ai prestiti forniti da Cina e Russia. Pechino ha anticipato a Caracas 60 miliardi di dollari che dovranno essere restituiti attraverso le consegne di greggio per i prossimi anni. Mentre i russi, attraverso la holding petrolifera del governo Putin, la Rosneft, hanno prestato 5 miliardi di dollari che Caracas pagherà tramite la vendita della metà della Citgo, filiale statunitense della Pdvsa la compagnia petrolifera venezuelana, operazione però osteggiata da molti sia in Venezuela sia soprattutto negli Usa.

Nato valuta rafforzamento base in Giordania

La Nato sta valutando la possibilità di rafforzare ed ampliare la base militare statunitense in Giordania in sostituzione di quella turca di Incirlik. La notizia è stata diffusa dai media militari statunitensi.

Nei giorni scorsi il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen ha dichiarato di aver esaminato la base aerea giordana come possibile alternativa per le truppe tedesche situate in Turchia, mentre Ankara ha annunciato di non voler mantenere le truppe tedesche sul proprio territorio.

Il possibile spostamento dei militari tedeschi rappresenta un opzione recente, causata dalla decisione turca di non permettere ai politici tedeschi di visitare la base aerea di Incirlik, al confine con la Siria, facendo ventilare a Berlino la possibilità di spostare i propri militari impegnati in Siria.

Nuova sede dei militari potrebbe essere quindi quella giordana di Azraq.

La base turca di Incirlik è altamente strategica per la Nato, anche perché vi sono custodite anche decine di testate nucleari, l’avvicinamento degli ultimi mesi tra Turchia e Russia potrebbe però spingere la Nato e Washington a rivedere la propria presenza in un paese storicamente alleato, se non altro per impedire ai russi di lavorare a contatto con tecnologia atlantica.

La Giordania, che attualmente ospita una base di secondaria importanza per gli Usa e la Nato di cui non si conosce nemmeno lo stanziamento annuo per il funzionamento, potrebbe quindi assumere una importanza crescente per il suo posizionamento geografico, anche per coprire ulteriormente le spalle ad Israele, paese legato a doppio filo con gli Usa e fondamentale per gli equilibri della regione mediorientale.