Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: maggio 2016

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Elezioni Roma. De Napoli (Alfio Marchini sindaco): “I problemi di Roma sono davvero tanti. I cittadini segnalano soprattutto la mancanza di sicurezza”

In vista delle Comunali di Roma del prossimo 5 giugno abbiamo incontrato Jessica De Napoli, candidata nella lista Alfio Marchini, parlando della situazione della Capitale e delle sue proposte per far rinascere la città.

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Medio Oriente: Israele prepara civili in vista di un nuovo conflitto con Hezbollah

Nuovi venti di guerra spirano in Medio Oriente. Il quotidiano israeliano “Jerusalem post” riferisce infatti che gli israeliani stanno formando nuove unità nel nord della Palestina occupata per far fronte ad un eventuale nuovo conflitto con Hezbollah, il gruppo islamico paramilitare libanese. La formazione però non riguarderebbe attività militari ma civili. La notizia è stata confermata anche dal colonnello Eren Makov, comandante delle forze israeliane nel nord. Intervistato dai media locali Makov ha spiegato che la formazione riguarda soprattutto cittadini arabi-israeliani che: “Sono molto propensi a collaborare con noi; noi li formiamo”.

Più della metà di coloro che vivono nel nord del paese sono di origine araba e, secondo Makov, sono sotto la minaccia dei missili di Hezbollah come gli ebrei. Ovviamente la maggior parte degli arabi che vivono in territori controllati da Israele non milita nell’esercito di Tel Aviv e questa formazione è rivolta a coloro che fanno parte delle unità di protezione civile del Comando del Fronte Interno sono volontari e non indossano uniformi.

Ufficialmente questi corsi di formazione sono finalizzati a preparare i soccorsi in caso di catastrofe fornendo aiuto al resto della popolazione. Makov ha spiegato che in caso di terremoto il 25 per cento dei sopravvissuti vengono salvati nella prima ora; secondo le autorità israeliane una situazione simile si verrebbe a creare se Hezbollah lanciasse 100 mila razzi contro il territorio israeliano.
Analisti e funzionari di Tel Aviv smentiscono la possibilità che a breve ci sia un nuovo conflitto con Hezbollah, attualmente impegnato in Siria a sostegno del presidente Bashar al Assad contro i terroristi dello Stato islamico ed i ribelli “moderati” del fronte al Nusra sostenuti dagli Usa.

A breve intervista esclusiva con S.E. Manuel Lobo Antunes, ambasciatore del Portogallo

Per le grandi interviste esclusive di Agenzia Stampa Italia abbiamo incontrato Sua Eccellenza Manuel Lobo Antunes, ambasciatore del Portogallo a Roma.
Con il diplomatico lusitano abbiano affrontato numerose questioni legate ai rapporti bilaterali, sia per quanto attiene alla sfera politica che a quella economica: inoltre S.E.  Antunes ci ha illustrato le peculiarità del suo Paese spiegando le opportunità offerte da Lisbona agli investitori internazionali in generale ed a quelli italiani in particolare, spiegando anche il ruolo che il Portogallo mira a rivestire a livello globale.
Nel corso dell’intervista il diplomatico portoghese ha anche reso note alcune dinamiche della politica interna poco conosciute in Italia.

Santa Madre Russia a Napoli

Sarà presentato venerdì 27 maggio a Napoli presso l’Associazione culturale Massimo Gorki in via Nardones 17 alle ore 17,30 il libro Santa Madre Russia del giornalista e saggista Fabrizio Di Ernesto. All’evento parteciperà anche l’editore Luca Donadei “Fuoco Edizioni”. La presentazione è realizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura e Lingua e Russa di Roma e con l’Osservatorio sul sistema politico costituzionale della Federazione Russa.

A 25 anni dalla caduta dell’Urss e dalla fine del comunismo, Mosca è tornata a recitare un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale.
Dopo le fallimentari esperienze di Gorbaciov e Eltsin la Russia era una nazione in declino e appariva destinata a diventare parte integrante del Terzo mondo, dopo essere stata per molti anni la seconda Potenza del globo. Quando tutto per i russi sembrava perso dal cilindro della storia è uscito fuori Vladimir Putin, fino al 1999 oscuro agente Kgb.
Oggi al suo terzo mandato presidenziale, con la prospettiva di governare fino al 2024, il Nuovo Zar ha ridato alla Russia il suo antico splendore utilizzando il petrolio ed il gas, ovvero quei beni che la grande finanza internazionale aveva provato a spartirsi dopo la dissoluzione dell’Urss. Un politico così ovviamente non può piacere all’Occidente che non può far altro che accusarlo di non rispettare i diritti umani.
Dalla sua parte ci sono però i russi che continuano a sostenerlo a spada tratta. Putin è riuscito a creare per il suo Paese una fitta rete di collaborazioni internazionali che hanno saputo mettere Mosca al riparo perfino dagli effetti delle sanzioni decise dall’Occidente come ritorsione dopo che il Cremlino ha riportato tra i confini nazionali la Crimea.
Contrariamente a quanto i media, anche italiani, vorrebbero far credere Putin merita appieno un posto nella storia, e non del tutto in negativo.

Speciale Comunali di Roma. Osipova (Fdi), “la capitale è lo specchio di un paese. Necessario rialzare immagine di Roma”

In vista delle elezioni comunali del 5 giugno a Roma abbiamo incontrato Irina Osipova, candidata al comune nella lista di Fratelli d’Italia in sostegno di Giorgia Meloni. La Osipova è una ragazza russa d’origine che vive in Italia ormai da più di 15 anni e che punta a migliorare l’immagine di Roma all’estero.

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Libri. Che Guevara e i suoi compagni di Enrica Matricoti

Su Ernesto “Che” Guevara, delle sue impresa e della sua lotta contro l’imperialismo, è stato scritto molto, sia a sinistra che a destra ma di coloro che lo accompagnarono nella sua imprese si sa invece poco o nulla.
Ha provato a colmare questa lacuna Enrica Matricoti che nel volume “Che Guevara e i suoi compagni – Uomini della guerriglia in Bolivia”, edito dalla Zambon ha raccolto le testimonianze dei figli degli uomini che lo hanno accompagnato in Bolivia e di coloro che gli erano accanto nella sua ultima impresa.

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Saletnich (FN): “Per salvare Roma serve un progetto politico basato su principi e valori e non su accordi e pastette”

In vista delle amministrative del 5 giugno abbiamo incontrato Gianguido Saletnich, responsabile di Forza Nuova per l’ Italia centrale e candidato per la stessa lista al Comune di Roma nella coalizione che sostiene il sindaco Alfredo Iorio. Ci ha illustrato il programma della sua coalizione e descritto quella che è l’attuale situazione della Capitale.

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Si inaugura oggi in Romania scudo missilistico Nato da 800 milioni di dollari

Sarà inaugurato oggi in Romania l’Aegis Ashore, il nuovo scudo missilistico difensivo da 800 milioni di dollari della Nato presso la base militare di Deveselu. Il sistema Aegis ballistic missile defense system (Abmd) è un programma dell’Agenzia per la difesa missilistica del dipartimento della Difesa Usa sviluppato per creare uno scudo di protezione contro i missili balistici di corto e medio raggio. Dopo la Romania, la prossima installazione dell’Aegis Ashore dovrebbe avvenire in Polonia nel 2018. Il sistema si estende dalla Groenlandia alle Azzorre e serve ad intercettare missili lanciati contro i paesi Nato e alleati degli Usa. Il Pentagono ha puntualizzato che il sistema si rivolge contro paesi come l’Iran e non contro la Russia. In occasione del taglio del nastro il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto: “I missili iraniani possono raggiungere diversi paesi europei tra cui la Romania”.

La Russia ha ovviamente criticato questa decisione che di fatto continua l’opera di accerchiamento di Mosca attraverso l’installazioni di basi Nato e Usa nei paesi un tempo compresi nel blocco sovietico. Il Cremlino ha più volte sostenuto che l’obiettivo dello scudo è quello di neutralizzare l’arsenale nucleare di Mosca anche se Washington ha sempre respinto queste accuse.

Il sistema difensivo atlantico si basa su una serie di radar che rilevano il lancio di uno o più missili balistici nello spazio; a quel punto il sistema misura la traiettoria del razzo e lancia dei missili, sia da navi che da siti terrestri, per distruggerli.

Lo sviluppo dell’Abmd è iniziato nella metà degli anni’80 come parte della strategia presidenziale di Ronald Reagan Strategic defense initiative (Sdi), inizialmente pensato come sistema per le “guerre stellari” quindi fu trasformato in sistema terrestre-navale, per i limiti tecnologici dell’epoca.

Tra alti e bassi nelle amministrazioni successive il progetto fu poi ripreso nel corso della presidenza di George W. Bush ricevendo poi un’ulteriormente spinta dall’amministrazione di Barack Obama nel settembre 2009, quando dichiarò il dispiegamento del sistema terrestre in Polonia, al posto di quello sulle navi U.S. Navy.

Venezuela e Ecuador cercano intesa per difesa prezzo petrolio

Per far fronte alla crisi derivante dal calo del prezzo del greggio che sta penalizzando i paesi produttori ed esportatori di petrolio Venezuela ed Ecuador si sono impegnate ad esercitare un’azione comune per difendere i prezzi ed evitare nuovi cali.

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Bolivia contro Cile per la nuova base militare installata da Santiago nei pressi del confine

Cresce la tensione tra Bolivia e Cile dopo la decisione delle autorità di Santiago di installare una nuova base militare lungo il corso del fiume Silala, da tempo oggetto di contesa tra i due paesi, ad appena 15 chilometri dal confine tra i due paesi. Ieri sul proprio profilo sul popolare social network “Twitter” il presidente della Bolivia, Evo Morales, ha definito “un attacco” la decisione di installare la base così vicino al confine, parlando poi in occasione di una cerimonia pubblica ha ricordato che il diritto internazionale prevede che le basi militari non possano sorgere a meno di 50 chilometri dai confini con un altro stato. Sempre via “Twitter” Morales ha poi criticato la decisione cilena che va contro “l’integrazione dei popoli”.

Sempre via “Twitter” ha poi aggiunto: “Non siamo più in tempo di colonialismo, imperialismo o invasioni. Siamo popoli millenari che vivono in pace, con il dialogo e la democrazia. Non posso credere che il Cile abbia socialisti al governo e oligarchi militaristi al potere. Noi vogliamo solo la giustizia”. Morales è poi tornato sul contenzioso aperto tra i due paesi con La Paz che si è rivolta al tribunale internazionale dell’Aja per ottenere uno sbocco sul mare proprio a scapito del Cile.

Giusto un anno fa, maggio 2015, le parti si sono affidate alla Corte internazionale di giustizia de l’Aja per un’eventuale modifica del trattato di Pace e Amicizia siglato dalle parti nel 1904 che però secondo il Cile nulla avrebbe a che vedere con la possibilità di negoziare un eventuale accesso al mare per La Paz. In quegli anni la Colombia aveva combattuto contro il Perù per controllare il Cile e la successiva sconfitta portò La Paz a firmare dei trattati in cui cedeva il suo litorale oceanico, perdendo così ogni accesso al mare Morales è ora impegnato nel difficile compito di dimostrare la competenza di questo organismo in merito a questa controversia, dopo che nel 2013 il governo di Santiago ha rifiutato ogni pacifica intesa tra le parti.

Lo scorso marzo la Bolivia ha deciso di portare davanti alla Corte internazionale dell’Aja l’annosa vertenza con il Cile a proposito del fiume Silala.Il fiume nasce in Bolivia e prosegue il suo corso in Cile fino a immettersi nel Pacifico. Le acque sono sfruttate dalle miniere cilene: per La Paz, Santiago deve per questo pagare alla Bolivia un indennizzo. La richiesta è respinta dal Cile per il quale si tratta di acque internazionali che entrambi gli Stati possono utilizzare a proprio piacimento.