Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: marzo 2016

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L’eroe Prokhorenko o i gessetti: dilemma Occidente nel contrasto all’Isis

Nell’Europa dei gessetti e delle lacrime di Federica Mogherini sta facendo discutere l’atto eroico di Alexander Prokhorenko, 25 anni, che ha diretto su di sé il fuoco degli aerei russi per evitare di farsi catturare dalle forze nemiche dello Stato islamico che lo avevano ormai circondato nel corso delle operazione.

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Turchia ancora nel terrore, 5 morti e 30 feriti nell’ultimo attentato

Ancora terrore ad Istanbul in Turchia; una nuova esplosione ha scosso ieri il centro di Istanbul, nel quartiere Beyoglu, lungo la via Istiklal una zona turistica piena di negozi.

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Santa Madre Russia su ItaliaSociale

Anche su ItaliaSociale si parla del mio libro Santa Madre Russia

http://www.italiasociale.net/libri16/libri16-03-18-3.html

“Hillary Clinton – Regina del caos”di Diana Johnstone

Hillary Clinton è tra i due, forse tre, principali candidati alla Casa Bianca e secondo molti analisti ha concrete possibilità di vincere diventando così “l’uomo” più potente della terra. Ma ciò sarebbe davvero un bene per gli Usa e per il mondo? 
Porva a rispondere a questo quesito la giornalista e saggista Diana Johnstone, con una risposta che potrebbe sorprendere i più disattenti ed ingenui. Nel suo ultimo libro “Hillary Clinton – Regina del caso”, edito in Italia dalla Zambon, la Johnstone traccia un quadro molto preciso della “moglie d’arte”, di quello che è stato il suo operato prima come first lady quindi come Segretario di Stato, e soprattutto di quella che la politica estera di Washington.

Il risultato finale è praticamente disarmante: “la sua carriera come Segretario di stato dimostra quanto sia qualificata per diventare la madre di tutti i droni addirittura della Terza guerra mondiale”. La Clinton è convinta che il progresso del mondo sia legato al fatto che gli Usa insegnino a tutti quanti come devono comportarsi in ogni momento della loro vista, un punto di vista che impone non solo la rieducazione della popolazione attraverso il bombardamento mediatico legato ai diritti civili della comunità Lgbt, che ormai hanno sostituito i diritti sociale che in Usa non sono mai stati troppo popolari, ma che si riflette anche e soprattutto nel dovere di combattere e rieducare quei paesi che non si conformano all’american way of life.

Parlando del ruolo della Clinton come first lady l’autrice ricorda come lei stessa nella sua autobiografia si vanta di aver spinto il marito Bill nel 1999 ad intervenire nella ex Yugoslavia contribuendo a creare quel nuovo concetto di genocidio ed olocausto, spesso creato dal nulla utilizzando false flag, che ha poi dato vita alla nuova politica estera di Washington negli anni successivi abusata dalla presidenza Bush ed, in misura minore, da quella Obama.

Il libro molto ben fatto e dettagliato riesce a fare luce su un personaggio per certi versi ambiguo osannato dalla stampa liberal che ora sembra vendere nell’elezione della Clinton l’ultimo passo da compiere sulla via del femminismo incurante di due elementi molto importanti, il primo è che la Clinton, femminista convinta corre per la Casa Bianca utilizzando il cognome del marito e che personaggi come la Thatcher hanno governato il loro paese con circa 30 anni di anticipato rispetto a lei e che nel continente indio latino, che negli ultimi anni si è emancipato e sottratto al controllo degli Usa, il Brasile, il Cile e l’Argentina hanno già avuto dei presidenti donna, fermo restando il diverso politico dei paesi sullo scacchiere globale.

Il libro appare da consigliare a tutti coloro che credono nell’equazione repubblicano/poliziotto cattivo e democratico poliziotto/buono per aprire finalmente gli occhi su cosa sono realmente gli Usa, il loro concetto di libertà e democrazia e come una donna al potere non sempre sia la scelta migliore per vivere in un modo senza guerre.

 

D. Johnstone, “Hillary Clinton – Regina del caos” , Zambon editore. Pagg.264, € 18,00

 

Santa Madre Russia a Roma

Sarà presentato venerdì 11 marzo alle ore 17,30 presso la sede dell’Isituto di lingua e cultura russa a Roma via Farini 62 il volume Santa Madre Russia del giornalista e saggista Fabrizio Di Ernesto. All’evento, oltre all’autore saranno presenti anche Luca Donadei, della Fuoco edizioni, e il professore Carlo Fredduzzi, direttore dell’istituto.

A 25 anni dalla caduta dell’Urss e dalla fine del comunismo, Mosca è tornata a recitare un ruolo di primo piano sullo scacchiere internazionale.
Dopo le fallimentari esperienze di Gorbaciov e Eltsin la Russia era una nazione in declino e appariva destinata a diventare parte integrante del Terzo mondo, dopo essere stata per molti anni la seconda Potenza del globo. Quando tutto per i russi sembrava perso dal cilindro della storia è uscito fuori Vladimir Putin, fino al 1999 oscuro agente Kgb. 
Oggi al suo terzo mandato presidenziale, con la prospettiva di governare fino al 2024, il Nuovo Zar ha ridato alla Russia il suo antico splendore utilizzando il petrolio ed il gas, ovvero quei beni che la grande finanza internazionale aveva provato a spartirsi dopo la dissoluzione dell’Urss. Un politico così ovviamente non può piacere all’Occidente che non può far altro che accusarlo di non rispettare i diritti umani.
Dalla sua parte ci sono però i russi che continuano a sostenerlo a spada tratta. Putin è riuscito a creare per il suo Paese una fitta rete di collaborazioni internazionali che hanno saputo mettere Mosca al riparo perfino dagli effetti delle sanzioni decise dall’Occidente come ritorsione dopo che il Cremlino ha riportato tra i confini nazionali la Crimea.
Contrariamente a quanto i media, anche italiani, vorrebbero far credere Putin merita appieno un posto nella storia, e non del tutto in negativo.