Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: marzo 2014

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Muore dopo le dimissioni. Condannato l’ospedale che non ha i soldi per pagare

Ancora una volta la malasanità italiana fa parlare di sé con una storia tutt’altro che edificante che rischia di aggiungere al danno anche la beffa.
Sette anni fa, per la precisione la notte del 22 aprile 2007, una donna di 55 anni, Rosalba Forcellati, morì dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Nancy. A causare il decesso, secondo gli accertamenti eseguiti successivamente, furono le conseguenze di una polmonite mal curata.
Ovviamente la famiglia della donna presentò subito la denuncia alle autorità ed inizio tutto il procedimento penale che si è appena conclusa con la condanna dei medici che non hanno assicurato le giuste cure alla vittima rea, a loro dire, di non aver collaborato durante la visita.

La sentenza
“L’inadeguata gestione del caso ha concorso al decesso della paziente. Ritiene il giudicante che la condotta dei sanitari della struttura convenuta abbia concorso in pari misura all’esito letale”, questo quanto stabilito dai giudici del Tribunale civile di Roma nella sentenza che dopo sette anni ha chiuso la vicenda non senza però alimentare nuove polemiche.
Già all’epoca dei fatti la vicenda aveva suscitato un vero e proprio caso mediatico visto che la donna era una disabile affetta da un grave ritardo mentale che non le permetteva nemmeno di esprimersi e descrivere le proprie condizioni di salute ai sanitari. Già un mese prima del decesso la donna era stata curata nello stesso presidio sanitario per una bronchite. Portata d’urgenza al pronto soccorso in preda ad una evidente crisi respiratoria, i medici avevano deciso di non ricoverla nuovamente ma di rimandarla a casa poiché, secondo l’esame obiettivo delle sue condizioni era stato, come si legge nel referto stilato dai sanitari, “di difficile esecuzione per la mancanza di collaborazione della paziente”. Frasi che ovviamente avevano da subito indispettito i familiari della donna.
La sentenza ha comunque soddisfatto la famiglia della vittima, nonostante l’amarezza per come si è evoluta la vicenda e la perdita subita. Eugenio Forcellati, fratello della donna, ha infatti parlato di una sentenza importante che in pratica afferma quanto sostenuto fin da subito ovvero che “sussisteva l’obbligo da parte dei sanitari di trattenere mia sorella in osservazione, anche e soprattutto per la sua difficoltà ad esprimersi. Invece l’hanno rimandata a casa con una terapia di aerosol, rivelatasi completamente inutile”.

La beffa
Contestualmente alla condanna per i medici è arrivata anche la sentenza di risarcimento per i familiari che però rischiano seriamente di non avere neppure in euro dal presidio sanitario nonostante la pronuncia del Tribunale.
Come sottolineato da Francesco Lauri, legale della famiglia Forcellati, il nosocomio capitolino versa da anni in una difficile situazione economica che potrebbe far rimanere il risarcimento solo sulla carta. Poco meno di un anno fa, per la cronaca lo scorso maggio, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro per circa 6 milioni di euro a carico della Provincia Italiana della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, ovvero l’ente ecclesiastico proprietario e gestore dell’ospedale, che da fine marzo 2013 è stato posto in amministrazione straordinaria.
L’avvocato Lauri ha quindi fatto sapere di aver già contatto i commissari liquidatori per avere notizie in merito al risarcimento e per capire come avrebbero intenzione di onorare la sentenza senza però ottenere nessuna risposta.

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Esclusive ASI.Intervista a S.E. Ana Hrustanovic Ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia

Continuano le grandi esclusive di Agenzia Stampa Italia. Questa volta vi proponiamo  la recente intervista gentilmente concessaci da Sua Eccellenza Ana Hrustanovic, ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia.

Per continuare a leggere clicca qui—> http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18586%3Aesclusive-asiintervista-a-se-ana-hrustanovic-ambasciatrice-della-repubblica-di-serbia-in-italia&catid=3%3Apolitica-estera&Itemid=35

Il mio intervento a Rimland sull’America latina

Il mio intervento a Rimland sull’America indio-latina

Pogrom in Kosovo e Methoija dieci anni dopo

La Serbia non può e non vuole dimenticare il pogrom anti-serbo consumatosi nel marzo del 2004 in Kosovo e Metohija e, giustamente, fa di tutto per tenere alta la memoria di quell’eccidio dimenticato troppo in fretta dall’occidente.

In occasione del decimo anniversario l’Ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma ha organizzato la mostra fotografica dall’emblematico titolo “Per non dimenticare…” con gli scatti della giornalista Maria Lina Veca che nel suo intervento ha portato una testimonianza molto significativa e utile per capire appieno casa sia davvero accaduto in quei drammatici giorni che hanno lasciato un segno indelebile in tutto il popolo serbo.

Tra il 17 ed il 19 marzo del 2004, utilizzando come pretesto l’annegamento di tre bambini albanesi successivo alla morte di un bimbo serbo, i militari indipendentisti albanesi misero infatti a ferro e fuoco la zona provocando la morte di 28 serbi ortodossi e costringendone un migliaio ad abbandonare la propria casa, senza contare poi i tanti cittadini serbi di cui in quei giorni si sono perse la tracce. Sei città e dieci paesi più piccoli furono sottoposti ad una vera e propria pulizia etinica.

Dopo una massiccia dimostrazione anti-serba, il 17 marzo circa 50mila albanesi attaccarono le comunità serbe, ormai in minoranza nella regione. E andarono avanti per due giorni a bruciare case, chiese, negozi, monasteri, proprietà. Quell’evento ancora oggi è ricordato dai serbi come “il pogrom del 17 marzo”

Oltre che contro le persone la furia degli albanesi, come già anticipato, si scatenò anche contro il patrimonio artistico provocando danni incalcolabili, solo per citare alcuni numeri basta ricordare le 35 chiese dissacrate, bruciate o completamente distrutte tra cui, nella città di Prizren, la cattedrale di Nostra Signora di Ljevis, la chiesa della Santissima Salvazione, il monastero dei Santi Arcangeli, tutte opere risalenti al  XIV secolo, la chiesa di San Giorgio Runovic, edificata nel XV secolo. Tutti veri e propri monumenti che facevano parte di un patrimonio storico ed artistico rispettato anche durante l’occupazione turca durata oltre 500 anni.

Le autorità di Belgrado continuano a invocare giustizia chiedendo la cattura e la punizione dei responsabili di quelle violenze ma la comunità internazionale che ormai da oltre 70 anni difende sempre e solo gli interessi di pochi a scapito di molti continuare a far finta di non aver visto “l’ultimo pogrom” avvenuto in Europa.

Recensione GIRI DI VALZER

A quasi un anno dall’uscita di GIRI DI VALZER il libro suscita ancora interesse tra gli addetti ai lavori, questo perchè temi come il Mes, il Fiscal Compact o il Muos, giusto per citarne alcuni, sono quanto mai attuali.
A tal proposito segnalo la recensione fatta dal quotidiano on line Elzeviro questo il link per chi volesse leggerla http://elzeviro.eu/altre-rubriche/zibaldone/2713_giri-di-valzer.html

Sabeni: Scrivo per vincere la mia timidezza

Abbiamo incontrato la giovane scrittrice Irene Sabeni, autrice del giallo Passione assassina; un libro che grazie al passaparola sta ottenendo un buon successo per essendo disponibile solo on line. Con lei abbiamo parlato del suo romanzo, della sua idea di scrittura e dei suoi progetti futuri.

 

Per prima cosa chi è Irene Sabeni?

Sono una ragazza fondamentalmente timida sin dalla nascita. Di quelle vergognose un po’ di tutto, che si sente sempre fuori posto.

La Counselor socioanalista Daniela Policastri negli ultimi anni mi ha aiutato molto su questo mio aspetto, prima con delle sedute e successivamente come amica.

In verità prima di conoscerla non immaginavo neanche di saper scrivere, nonostante lo facessi già da bambina. Scrivevo cose come piccoli racconti di poche pagine o poesie che negli anni purtroppo sono andati persi.

 

Come nasce il suo amore per la lettura e qual è stata la genesi del suo primo romanzo?

 

Il mio amore per la lettura nasce dai fumetti ad essere sincera. Verso le superiori mi sono avvicinata a veri e propri libri partendo Freud e passando per generi totalmente diversi tra loro come Mastronardi, De Marchi, Travaglio, John Grisham e Giobbe Covatta. Quel che non amo in particolare sono i romanzi rosa, del resto leggo un po’ tutto.

Essendo appassionata in particolar modo di psicologia e criminologia, e specialmente vedendo sempre film su questi argomenti, è nato il mio primo romanzo.

Passione assassina lo avevo in testa già da qualche anno e approfondendo certi temi criminologici e sociologici è infine divenuto libro.

 

Quanto c’è di autobiografico nei suoi libri?

Qualcosa di autobiografico c’è, non posso negarlo. Ma non dico di preciso quali particolari.

 

Quali sono i suoi autori di riferimento e oltre al giallo/noir verso quali letture si indirizza?

Sinceramente non ho nessun autore di riferimento. Come già detto leggo vari generi ma nessuno influenza ciò che scrivo.

Aggiungo si qualche citazione, solamente perché in alcuni casi arrivo a dargli un significato personale nei miei libri spesso diverso da quello originale.

 

Ha altri progetti in fase di lavorazione?

Si, sto scrivendo altri quattro libri. Il prossimo ad uscire sarà un seguito del primo e si chiamerà “Sino alla morte”. Per quanto riguarda gli altri non preannuncio nulla.

 

Secondo lei cosa significa essere una scrittrice?

Essere scrittrice per me è sostanzialmente esprimere mondi interiori ed allo stesso tempo esteriori.

Nel romanzo i personaggi sono chiaramente astratti, ma il mio immedesimarmi anche in cose che non ho vissuto li rende più veri pur non esistendo.

Remmy Williams con suoni e ritmi europei canto l’Africa

Agenzia Stampa Italia ha incontrato in esclusiva per i suoi lettori la giovane cantante africana Remmy Williams che dopo essersi fatta conoscere dal grande con il suo singolo Africa si appresta ora a lanciare a breve il suo primo cd.

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A breve intervista esclusiva con S.E. Ana Hrustanovic ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia

Continuano le grandi interviste esclusive di Agenzia Stampa Italia.

A breve infatti pubblicheremo l’intervista gentilmente concessaci da Sua Eccellenza Ana Hrustanovic, ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia.

Per continuare a leggere clicca qui —-> http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18426:a-breve-intervista-esclusiva-con-se-ana-hrustanovic-ambasciatrice-della-repubblica-di-serbia-in-italia&catid=3:politica-estera&Itemid=35

A breve intervista esclusiva con Sua Eccellenza Trevor Donald Matheson Ambasciatore della Nuova Zelanda presso la Repubblica italiana

Per le grandi esclusive di Agenzia Stampa Italia abbiamo incontrato Sua Eccellenza Trevor Donald Matheson Ambasciatore della Nuova Zelanda presso la Repubblica italiana. Nel corso dell’incontro abbiamo approfondito le peculiarità del paese oceanico, l’ultimo ad essere stato scoperto come ricordato con orgoglio dal diplomatico, e le caratteristiche della cultura maori.

Per continuare a leggere clicca qui —> http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=18412:a-breve-intervista-esclusiva-con-sua-eccellenza-trevor-donald-matheson-ambasciatore-della-nuova-zelanda-presso-la-repubblica-italiana&catid=3:politica-estera&Itemid=35

L’ultima eurotruffa: il Meccanismo di risoluzione unico per le banche

Uno dei prossimi impegni che sembra attendere i vertici di Bruxelles e Strasburgo è quello inerente alla realizzazione dell’Unione bancaria che potrebbe cambiare in modo definitivo il Vecchio continente, ovviamente a vantaggio delle banche e non dei cittadini.

Una volta approvato il Meccanismo di Risoluzione Unico (Srm), questo il nome della legge in questione, in pratica saranno conferiti poteri amplissimi ad un organo ristretto di funzionari non eletti che avrà il compito di gestire il settore privato dell’economie delle singole nazioni, questo dopo che, opportuno ricordarlo, il settore pubblico è già amministrato dagli eurocrati.

Le banche diventeranno il centro di tutto il potere economico e politico e il costruire steccati tra le attività bancarie sarà considerato pari al “creare ostacoli all’esercizio delle libertà fondamentali e distorce la competizione nel mercato interno”, come testualmente recita il testo del trattato intergovernativo per l’Srm.

La questione risoluzioni bancarie
Quello delle liquidazioni bancarie appare un tema centrale visto che regola il controllo della struttura di potere delle banche e dei loro clienti in una nazione. Il processo inizia con la decisione di mettere in liquidazione una banca. In base a questo trattato ora si avrebbero le seguenti possibilità: essere messa in vendita o ricostruita sotto una nuova gestione; gli eventuali attivi potrebbero essere trasferiti ad istituti-ponte oppure essere venduti o, in ultima ipotesi, tramite il bail-in (il prelievo forzoso) i debiti nei confronti degli obbligazionisti e dei risparmiatori potrebbero essere cancellati o convertiti in azioni. In aggiunta, si potrà attingere al fondo di risoluzione.
Le procedure di liquidazione non potranno essere respinte dagli stati membri, anche se prima questi dovranno ratificare il Trattato Rsm

Cos’è il Trattato Rsm
Questo nuovo documento istituisce il Fondo di risoluzione unico ed una nuova speciale autorità per gestire le banche in crisi chiamato, come detto sopra, Meccanismo di Risoluzione Unico che però esclude da ogni processo decisionale i governi nazionali e sarà guidato da un consiglio ristretto di cinque persone che affiancherà il potente supervisore bancario unico, Ssm, già istituito presso la Bce. Le eventuali decisioni su una banca, segnalata dall’Ssm, saranno prese dal consiglio del Srm e mandate alla Commissione per essere approvate; in caso di contrarietà saranno informati i governi; la Commissione ha bisogno del sostegno dei ministri finanziari per respingere la proposta del consiglio Srm.

La beffa per i cittadini
Dopo la vicenda dei prelievi coatti imposti sui conti bancari ciprioti le autorità europee avevano assicurato che in futuro i conti delle Pmi, piccole e medie imprese, sarebbero stati tutelati assicurando anche che i depositi al di sotto dei centomila euro non sarebbero stati toccati, ovviamente entro i limiti del sistema di garanzia dei depositi.
Ora però in base ai dettami del nuovo trattato sotto la minaccia di nuove “circostanze straordinarie” i conti delle Pmi saranno privilegiati tra i creditori non assicurati. Tuttavia, permangono le priorità assegnate ad altri, tra cui i derivati, che in una crisi renderebbero insignificante la protezione a queste imprese. I creditori privilegiati in caso di una banca insolvente saranno i possessori di debiti assicurati (compresi gli strumenti di copertura del rischio, cartolarizzazione e controparti per quei titoli, secondo l’articolo 68), e tutti i debiti con maturità inferiore ai sette giorni.

La fretta dell’Europarlamento
L’imminente rinnovo dell’assemblea continentale, si voterà a maggio, ed i sondaggi di tutta Europa che danno in forte ascesa le forze euroscettiche obbliga gli eurocrati a pigiare sull’acceleratore. La direttiva sul bail-in potrà essere applicata solo dopo l’approvazione e la ratifica del Trattato ma per farlo devono riuscirci prima del nuovo Parlamento che potrebbe rimettere mano al testo ed evitare tutto questo.