Fabrizio Di Ernesto

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Monthly Archives: novembre 2013

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Usura. Bankitalia rischia di finire alla sbarra

Guai in vista per Banca d’Italia, che potrebbe a breve finire sotto inchiesta per prestiti e tassi a livello di usura. Tutto partirebbe da una serie di denunce presentate nell’aprile del 2010 dall’Adusbef, associazione a tutela dei consumatori, fatte alla Corte di Cassazione che con la sentenza 20172/2013, che dà seguito ad una precedente pronuncia del 2011, sembra aver accolto le richieste fatte da questo gruppo e potrebbe ora innescare una vera e propria reazione a catena.

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Intervista esclusiva con l’ambasciatore ungherese

Per le grandi esclusive di Agenzia Stampa Italia vi proponiamo l’intervista fatta di recente a Sua Eccellenza János Balla Ambasciatore della Repubblica d’Ungheria in Italia. Vari e interessanti i temi trattati. Un approfondimento giornalistico a tutto campo per far conoscere meglio ai lettori l’Ungheria e le innovative riforme costituzionali, economiche e sociali attuate dal Governo del Primo Ministro Victor Orban.

 

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Intervista esclusiva con l’Ambasciatore d’Ungheria

Per le grandi interviste esclusive di Agenzia Stampa Italia abbiamo avuto il piacere e l’onore di incontrare Sua Eccellenza János Balla Ambasciatore della Repubblica d’Ungheria in Italia. Oggi si parla molto di Budapest sui media italiani, anche se il quadro che ne viene tratteggiato è spesso non corrispondente alla realtà, specie per quanto concerne l’operato del Governo guidato da Victor Orban reo principalmente di aver modificato la costituzione del Paese magiaro senza piegarsi ai diktat economici di Bruxelles.

 

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Manes Bernardini: La Lega ha bisogno di riconquistare credibilità

Tutti i grandi partiti si stanno riorganizzando, segno che le elezioni potrebbero non essere così lontane come vorrebbero Letta e i suoi compari di governo. Tra i partiti che punta maggiormente ad un rinnovamento vi è la Lega che chiusa la lunga epoca di Bossi vuole ora dare una nuova svolta con l’elezioni di un nuovo segretario, tra questi spicca il nome di Manes Bernardini, un leghista atipico se si considera che viene da sotto il Po storicamente la linea di demarcazione della Padania dei primi anni ’90.
Lo abbiamo incontrato per farci spiegare la sua idea di Lega e le sue proposte.

La prima domanda è d’obbligo: chi è Manes Bernardini?

“Un leghista della prima ora. Un leghista di Bologna. Sono avvocato. Attualmente sono responsabile del dipartimento “Sicurezza, giustizia e immigrazione” della Lega Nord federale e consigliere regionale. Nel 2011 sono stato candidato sindaco a Bologna per tutto il centrodestra. Abbiamo sfiorato l’impresa: il ballottaggio”.

Le si è candidato alla segreteria della Lega e punta ad un forte rinnovamento. Quali sono le sue proposte per il nuovo Carroccio?

“La Lega ha bisogno di una forte azione di rinnovamento e di riconquistare credibilità. Il mio progetto? Punto ad aggregare sotto le insegne Lega Nord tutti i movimenti autonomisti del Paese, dalla Sardegna al Sudtirolo.   La Lega Nord che ho in mente è un grande contenitore delle singole esperienze indipendentiste, una grande squadra che raccoglie il meglio degli autonomisti.  Insieme possiamo mettere a frutto esperienze importanti e garantire massa critica e rappresentanza a chi aspira all’autodeterminazione, ma soprattutto coordinare i territori in lotta contro uno Stato Centrale incapace di riformarsi, iper burocratizzato e nemico del popolo, delle imprese, delle famiglie e che va smantellato”.  

La Lega è, nell’italiano medio, storicamente identificata sull’asse lombardo-veneto ci può spiegare come è diventato leghista venendo da una regione rossa come l’Emilia?

“La Lega Nord non è solo in Lombardia e Veneto, dove è grande e domina. Al di sotto del Po c’è grande fermento, la mia presenza e il mio entusiasmo lo testimoniano. Con la mia candidatura voglio dare voce alle migliaia di militanti che fino ad oggi hanno vissuto quasi ai margini rispetto all’asse lombardo-veneto. Ci siamo, siamo forti e abbiamo voglia di fare. Leghista a Bologna? Il segreto è non mollare, avere il coraggio di essere controcorrente e non temere il ‘sistema’. Alle Elezioni Regionali, dove per la prima volta abbiamo portato Bologna nel Palazzo di Viale Aldo Moro, ho preso 5.542 preferenze e alle Comunali abbiamo mancato il ballottaggio per meno di 1.500 voti. E’ il segno che c’è voglia di Lega e di cambiamento. Non a caso tanti continuano a bussare alla nostra porta. A Bologna il Pd è un comodo salotto, la Lega è in trincea a lottare per i diritti dei cittadini.

Era meglio la Lega di Bossi o quella attuale di Maroni e quali sono le differenze più marcate tra queste due segreterie?

“La Lega Nord ha grandi padri, ma la sua forza sono le idee. Federalismo, indipendenza, diritto di decidere a casa propria, risorse ai territori: questa è la grande eredità di Bossi, raccolta da Maroni e destinata a rimanere sempre attuale, fino a che esisterà la questione settentrionale. Se trent’anni fa i ‘Quaderni padani’ elencavano 50 ragioni per l’indipendenza, oggi ne trovo almeno il doppio. Questa è la nostra forza: la continuità nel cambiamento”.

Lei, Tosi e Salvini rappresentate una nuova generazione per la Lega. Quali sono le sfide che attendono la nuova Lega?

“Come detto: rinnovamento e comunicazione. Dobbiamo rinnovare la classe dirigente e comunicare meglio il valore delle nostre battaglie. Ma serve anche un drastico stop alla politica dei compromessi. Mai più alleanze con i partiti centralisti di Roma. I nostri interlocutori devono essere i territori, i movimenti, anche europei, che – come noi – aspirano all’indipendenza e alla libertà”.

90 bombe atomiche Usa in Italia

Per ben due volte nell’arco degli ultimi 15 anni milioni di italiani si sono recati alle urne per dire no alla possibilità, per il nostro Paese, di sviluppare e produrre energia nucleare per scopi civili.
Questi stessi italiani però, forse, non sanno che possediamo un verso e proprio arsenale nucleare.

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Con la marina militare riparte l’Italia

È ufficialmente iniziata l’avventure del 30° gruppo navale della marina militare italiana per promuovere l’eccellenza italiana nel medio oriente ed in Africa.

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Festival del cinema sordo di Roma

Si terrà dal 29 novembre al I dicembre presso il teatro Vascello la seconda edizione del Festival internazionale del Cinema sordo di Roma. L’evento è promosso dall’istituto statale Silvestri ed ha come intento quello di promuove e diffondere la cultura del mondo dei non udenti, in particolar modo la Lis (il linguaggio gestuale) ed il mondo visto attraverso gli occhi di chi è affetto da questa disabilità.

La rassegna, che torna nella Capitale dopo due anni, offre una programmazione molto ricca e varia articolata, come si conviene ad ogni festival cinematografico, in varie sezioni. A partecipare, con le circa trenta opere ammesse, non solo veri e propri professionisti della settima arte ma anche opere più “semplici” nate dalla volontà degli autori di raccontare il loro mondo attraverso gli occhi, sicuramente il senso più importante per chi deve sopperire alla mancanza di poter sentire ed ascoltare, a tal fine particolarmente interessante appare il lungometraggio sull’ 11 settembre del britannico Raabia Hussain.

Vari anche gli argomenti affrontati che vanno dal documentario alla fantascienza passando per ogni sfaccettatura del cinema uniti dal filo conduttore della comunicazione, o meglio della difficoltà nel dialogare da parte dei sordi con chi non comprende il loro linguaggio gestuale ed espressivo con il bisogno di essere sempre osservati dall’interlocutore.

Le opere, proveniente da tutto il mondo, dall’Islanda all’Australia passando ovviamente per l’Italia, saranno proiettate con i sottotitoli ed in sala saranno presenti sia interpreti Lis sia Is, il linguaggio internazionale dei segni.